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  A questa domanda prova a rispondere Fabio Fulco, attore napoletano al suo debutto alla regia. Si intitola “Il crimine non va in pensione” la sua sorprendente opera prima che riesce a dare importanti lezioni di vita con il sorriso, portando sullo schermo alcuni dei volti che hanno scritto la storia della settima arte in Italia  Chi gioca a carte, chi a bocce, chi fa sudoku e cruciverba. Sembra proprio una giornata come tante altre fino al momento in cui una notizia improvvisa sconvolge la placida atmosfera e la vita di un gruppo di anziani, in una casa di riposo. Edda, una signora ospite del centro, viene ricoverata in ospedale per un malore, dopo aver dilapidato i suoi ultimi risparmi al bingo. Increduli per la notizia, i compagni del centro vanno a trovarla. Ed è lì che la povera donna confessa il suo grande disagio, raccontando dei problemi economici che ha sua figlia e del disperato tentativo di aiutarla. I pensionati, tutti insieme, decidono quindi di fare una rapina al Bingo per supportare la loro amica in difficoltà. Parte da qui Il crimine non va in pensione, il film che vede Fabio Fulco per la prima volta dietro la macchina da presa, oltre che interprete (nelle sale dal primo dicembre, ndr). Una commedia all’italiana ma con un ritmo e un linguaggio contemporanei. È il tuo primo film da regista. Come è stato dirigere un’attrice del calibro di Stefania Sandrelli e altri attori come Orso Maria Guerrini, Franco Nero, Maurizio Mattioli?Non avrei mai immaginato di avere un cast di così grande spessore formato da ben tredici persone. All’inizio credevo che già far partire questo progetto sarebbe stato un miracolo e pensavo ad attori “presi per strada”, visto che non potevo permettermi molto. Invece questi grandi artisti mi sono venuti incontro, si sono innamorati della sceneggiatura e hanno accettato. Lavorare con loro è stato emozionante e, allo stesso tempo, difficoltoso. All’inizio sono stati un po’ complicati i rapporti interpersonali. C’era chi diceva “levami ’sta battuta”, o “io ne ho di meno”, ma pian piano ho fatto capire che era un film corale e tutti erano protagonisti alla pari. Come è stato girare a Roma?Nel film si vede la Roma più popolare, tra i quartieri San Basilio e Tiburtina, per citarne un paio. Io vivo nella capitale da quasi vent’anni e credo che sia la città più bella del mondo. Certo per il mio primo film avrei voluto girare a Napoli dove sono nato, poi ho dovuto cambiare idea ma è stata una bella esperienza. Perché il bingo?Abbiamo voluto il bingo perché è un po’ come la tombola. Roba da anziani. Certo la cartella costa un euro ma può diventare ugualmente pericoloso perché ci sono persone che ci stanno ore e ore. Interi pomeriggi se non intere giornate. Forse per coprire anche la loro solitudine. Qual è il messaggio che si vuole dare?Il messaggio, di cui i nostri personaggi sono portavoce, è che il gioco non deve esser visto come un’eventuale soluzione ai nostri problemi bensì un modo per distrarsi da essi, passando magari un po’ di tempo fra amici. Ti piace viaggiare? Con che mezzi?Da bambino ho sempre viaggiato in auto. Ora la mia automobile è quasi sempre parcheggiata e la uso solo per andare a fare la spesa. Viaggio in aereo e soprattutto in treno. il treno è comodissimo, arriva in centro città. Il pensiero di prenderne uno mi fa già partire rilassato. Leggo, ascolto musica, mi addormento o sto incantato a guardare fuori il paesaggio. Spesso cerco di prendere la carrozza cinema per guardare un film. Un’altra cosa che mi piace tanto fare, quasi fossi un ragazzino, è comprare un pieno di sale hamburger e relative patatine fritte prima di salire e mangiarli appena il treno parte. Chissà perché hanno un altro sapore.  Un’opera attenta all’ambienteIl film è stato girato a Roma, un territorio da tempo agli onori della cronaca per i problemi di inquinamento ambientale, e tutto il progetto ha seguito il protocollo di sostenibilità per il cinema. Durante le riprese si è stati attenti alla riduzione di emissione e al basso consumo energetico, servendosi di energie provenienti da fonti rinnovabili e illuminazione a led. Si è fatta la raccolta differenziata. Sono stati utilizzati pannelli solari per la ricarica di batterie utilizzate sul set, auto ibride o utilitarie a basso coefficiente di inquinamento, e gli attori più giovani hanno scelto di muoversi con i mezzi di trasporto pubblici. Per saperne di più:www.stemoproduction.com

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