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Si scrive Vinitaly si legge Verona

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 Vinitaly, ormai alle porte, è un evento anche dal punto di vista editoriale. L’Arena, il quotidiano della città, tra inserti speciali e pagine monografiche nei giorni prima e durante Vinitaly raddoppia la foliazione. L’Arena, Vinitaly l’ha vista nascere, ne ha seguito i primi passi fino all’età adulta quando ha cominciato a guardare al mondo, per questo abbiamo chiesto al capo redattore della Cronaca, Maurizio Battista, che per l’occasione mobilita una squadra di giornalisti e collaboratori, di darci la sua lettura di Vinitaly negli anni alla luce soprattutto dell’esperienza dell’edizione 2017 e alla vigilia di quella 2018. Come è cambiato negli anni il rapporto con la città, e come soprattutto Vinitaly ha cambiato Verona dal vostro punto di osservazione?E’ passato oltre mezzo secolo da quando nella Sala Vini della Gran Guardia mosse i primi passi il salone del vino veronese, intuizione di Angelo Betti che poi sarebbe diventato il Vinitaly. E’ cresciuta la manifestazione ma è cresciuta anche la città e si sono sviluppati vigneti e cantine, vale a dire un distretto fortissimo dell’economia veronese che ha raggiunto il primato in Italia superando Toscana, Piemonte e perfino il Prosecco. Questo è stato uno degli aspetti di maggior successo del Vinitaly: ha fatto diventare grande non solo la città ma la sua economia. Vinitaly ha fatto diventare consapevoli i veronesi e i produttori di essere custodi di un grande tesoro, il vino è il nostro petrolio e quindi hanno imparato a curarlo, a custodirlo, a migliorarlo fino a conquistare leadership mondiali. Una Fiera di proporzioni così ingenti, dal successo così ampio, in che modo fa marketing territoriale? Vinitaly è Verona ma anche Verona è Vinitaly?Vinitaly è la principale manifestazione di Veronafiere, rappresenta un fatturato indispensabile per l’ente e produce una ricaduta economica e commerciale molto significativa. Se si pensa che l’indotto generale della Fiera ogni anno varia dagli 800 milioni al miliardo200 milioni di euro, a seconda delle manifestazioni, si può comprendere come Vinitaly, che il principale appuntamento, rivesta un’importanza economica per la città di centinaia di milioni di euro. Oltre a questo, il marketing territoriale grazie a Vinitaly è vastissimo. Oggi in città molto ruota attorno al vino: non solo eventi ma anche esercizi commerciali, il vino è diventato un passaporto che grazie ad Amarone, Recioto, rossi e bianchi, avvicina molti Paesi a Verona e il dialogo internazionale diventa più facile, dalla Russia alla Cina. L’Amarone, per esempio, entra regolarmente alla Casa Bianca.  Vinitaly è dunque un veicolo eccezionale e unico di cui Verona non può più fare a meno così come Vinitaly non può più fare a meno di Verona: tutte le volte che veniva ventilato un trasferimento in altre città, si metteva in moto una sollevazione popolare, sia istituzionale che politica e soprattutto l’immagine della manifestazione e quella dell’Arena sono ormai troppo legate in modo indissolubile per cui Vinitaly in un’altra città avrebbe il sapore di un vino con le polverine….. Vinitaly evento VIP?Vinitaly è un evento internazionale al quale nessuno vuole mancare: la città diventa punto di riferimento e capitale per tutti i vip, siano essi istituzionali o del mondo dello spettacolo. E così a Verona nei giorni di Vinitaly si possono trovare tutti i grandi nomi della politica, della finanza, della musica, dello sport perché o sono appassionati di vino o addirittura sono produttori in proprio (da Vespa a D’Alema, da Oliviero Toscani a Malesani e così via). Insomma, se non sei a Vinitaly non conti… La popolazione residente come la vive, se la vive?I residenti non si fanno mancare un giro a Vinitaly, ma soprattutto non si perdono l’occasione di degustare un bicchiere di rosso nei locali del centro città che in occasione del Salone promuovono eventi e iniziative speciali. Meno contenti sono i residenti della zona di Verona sud che devono fare i conti con l’assedio di migliaia di auto, parcheggi e traffico congestionato per alcuni giorni: non ci sono infatti soltanto i giorni della manifestazione, ma anche quelli dedicati all’allestimento e allo smantellamento che vedono decine e decine di mezzi impegnati nei lavori. Contenti sicuramente tutti coloro che vivono di commercio: dagli alberghi, che nel periodo di Vinitaly hanno tariffe al top, a ristoranti, pizzerie, bar, enoteche.  Vinitaly per quanto ha sempre di più strutturato la sua natura business, in quanto il salone più grande al mondo per il vino, ha però anche strizzato l’occhio al wine lover che il vino lo apprezza ancora di più se lo degusta in quel meraviglioso museo a cielo aperto che è la città, giusto?La scelta di sdoppiare la manifestazione con un ampio Vinitaly and the city si è rivelata ovviamente vincente proprio perché i wine lovers possono assaporare non solo rossi e bianchi, recioto o amarone, ma anche le bellezze della città e Verona è ideale per un week end romantico tra testimonianze medioevali, scorci lungo il fiume, mostre e musei. Una scelta, quella di creare Vinitaly and the city che va incontro alle esigenze del turista enogastronomico ma consente nel contempo anche di riservare i padiglioni della Fiera al business, ai fornitori, alle transazioni commerciali e chi deve lavorare, si sa, poco gradisce di essere disturbato dalla folla che vuole brindare. La città è adeguata, nelle strutture, nei servizi per fronteggiare 4 giorni a così alta densità di eventi, persone, traffici?La città è in grado di far fronte senza gravi problemi alla grande invasione di Vinitaly, anche perché durante le festività natalizie fa già fronte a centinaia di migliaia di arrivi e presenze. L’unico punto critico possono essere i parcheggi: serve una disponibilità di 20mila posti auto per Vinitaly, ma le soluzioni adottate negli ultimi anni spingono i visitatori ad arrivare in treno e questo è un grande vantaggio sia per loro che per la città. Chi arriva in treno infatti può uscire a piedi dal lato sud verso Borgo Roma e trova un percorso segnalato e protetto per arrivare in Fiera a piedi. E’ una soluzione che va incoraggiata e potenziata, perché questo è il futuro: meno auto e più mobilità alternativa grazie anche al massiccio impiego di navette per i parcheggi e verso piazza Bra. Un meccanismo ben collaudato che grazie anche agli sforzi di Atv e polizia municipale riesce a far fronte tranquillamente alle convulse giornate del Salone. Quali sono i PLACE TO BE per un wine lover che si rispetti che arriva a Verona in quei giorni?Sicuramente un aperitivo o un buon rosso affacciati sull’Adige, al tramonto, o a Ponte Pietra o a Castel San Pietro…La novità di quest’anno sono i tre “Fuoriporta di vini” a Bardolino, Valeggio, Soave: un buon motivo per ognuno per mettersi in macchina?Sicuramente sì: sono terre di vini antichi e grande tradizione, una gita in questi paesi può completare l’esperienza di Vinitaly, magari andando a fare una visita in qualche cantina della zona Non pensa che potrebbe essere un’idea trovare una formula che durante tutto l’anno faccia vivere magari in pillole questa dimensione di “salotto del vino” alla città? Vinitaly è unico e irripetibile. L’appuntamento di primavera è atteso con grande ansia. Altra iniziative anche in pillole durante l’anno sarebbero vissute come scopiazzature non all’altezza del grande evento che deve rimanere tale. Una formula che lo riproponesse anche in pillole durante l’anno porterebbe più confusione che business e rischierebbe di inquinare la stessa immagine di Vinitaly.

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