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E’ autunno ma sembra primavera, cambiano stagionalità e modi di vestire

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Per colpa dei cambiamenti climatici, a inizio novembre ci ritroviamo con temperature ben più alte della media. Non proprio un vero cambio di stagionalità, sembra di essere in primavera avanzata, ma ciò comporta problemi nel vestiario, specie per i più piccoli e fragili.

Cambio delle stagionalità

Tra i vari effetti dei cambiamenti climatici, quello del cambio delle stagionalità è forse uno di quelli meno conosciuti. In effetti in pochi fanno caso, rispetto a conseguenze ben più immediate e devastanti, a quegli aspetti del fenomeno che vanno a incidere sulla quotidianità di chi ha in casa bambini piccoli o anziani, entrambe categorie – per quanto profondamente diverse tra loro – accomunate da una particolare sensibilità alle basse temperature così come agli sbalzi improvvisi. Ad esempio, per le giovani mamme il problema sta proprio in questo mancato “avanzamento” dei mesi, come se il calendario si fosse fermato a qualche mese fa: basta un’occhiata fuori dalla finestra per rendersi conto che, pur essendo a inizio novembre, sembra di essere in primavera avanzata.

Il termometro ci offre temperature ben al di sopra delle medie stagionali, e se da un lato questo significa il piacere di godere ancora per qualche tempo di clima mite, con niente temporali né foschia a ricordarci lo scorrere del calendario, dall’altro comporta una serie di imprevisti legati proprio al cambio di stagione.

Non ci riferiamo solo al periodico svuotamento degli armadi per far posto agli abiti invernali per adulti – e la cosa è ancor più complicata nel caso dei bambini e persino nell’abbigliamento per neonati, categorie notoriamente più sensibili ai cambiamenti di stagione, come vedremo più avanti – ma anche al problema opposto: mettere addosso a un bambino capi d’abbigliamento per climi rigidi quando, nonostante il calendario, le temperature sono decisamente primaverili. Il consiglio classico, in questi casi, è vestirsi “a cipolla” ma non è detto che sia facile e comodo, specie quando si ha a che fare con bambini sotto l’anno di età.

Letto questo?  Salzkammergut, Capitale europea della Cultura 2024

Il cambio degli armadi per i più piccoli

Il tema del cambio di stagione influisce senza dubbio sul vestiario dei più piccoli. Col clima favorevole, le giovani mamme tendono ancora a portare in giro col passeggino sia neonati che bambini per godere delle ultime (o almeno dovrebbero essere tali) giornate di sole. E’ in questi casi, che senza un abbigliamento adeguato si rischiano raffreddori, influenze e fastidiosi mal di stagione: l’abbigliamento per neonati non può prescindere – oltre che da un body di cotone e le tutine di ciniglia per stare all’interno – da un cappellino in cotone o altre fibre naturali, e un paio di piccoli guanti.

Oltre alle coperte della carrozzina, infatti, quando i bambini hanno già l’età per muovere i primi passi torna l’annoso dilemma tra la comodità dei movimenti – data da un abbigliamento meno “invasivo” – e la necessità di tenersi riparati dalle intemperie. A detta di numerosi esperti, proprio questi giorni caratterizzati da temperature diverse da quelle stagionali (in primis la “novembrata” che sta riguardando l’Italia) rappresentano l’incognita maggiore per le mamme, quando si tratta di scegliere un abbigliamento per neonati e bambini.

Marco Gemelli

Classe 1978, sposato con due bimbi, giornalista professionista dal 2007, è membro della World Gourmet Society, dell’Associazione Stampa Enogastroagroalimentare Toscana e presidente della Italian Chef Charity Night.

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