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Salzkammergut, Capitale europea della Cultura 2024

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Salzkammergut,

Forma d’arte o provocazione? Per nulla trasgressiva deve essere sembrata ai 5.000 presenti l’esibizione di Tom Neuwirth, conosciuto internazionalmente come Conchita Wurst, vestito di gonna a ruota nera in omaggio all’imperatrice Sissi, rispetto a quando, ai meno 5 gradi di fine gennaio, una dozzina di persone nude si sono cosparse di cipria sul palco e poi si sono scrollate simbolicamente di dosso la polvere superflua della tradizione conservatrice in un mare di applausi, anticipati da increduli mormorii.

Conchita Wurst

Queste performance sono state al centro dell’inaugurazione di Salzkammergut, Capitale europea della cultura 2024.

Per l’occasione il Salzkammergut, in Alta Austria a 70 km da Salisburgo ha messo in calendario una fitta serie di eventi (oltre 200 in programma) che si concluderanno a dicembre. “L’arte”, si legge nel manifesto che illustra gli appuntamenti, “non è fatta solo per farci star bene, ma anche per porci interrogativi, togliere di mezzo stereotipi e stimolare il dibattito”. Del resto è la prima volta in 43 anni dalla sua istituzione che Capitale è stata scelta un’area alpina. Qui per secoli la popolazione ha vissuto grazie all’estrazione del sale e la regione ha vissuto il momento d’oro quando quest’area costellata da un numero imprecisato di laghi è diventata sede delle vacanze estive della corte imperiale austriaca, trasformandosi in luogo desiderato dalla borghesia e culturalmente effervescente, all’avanguardia, cosmopolita.

Oggi appartiene alle regioni rurali d’Europa e funge da perfetto esempio e laboratorio di come l’arte e i processi creativi possono essere utilizzati per recuperare le crescenti crisi politiche, culturali, economiche e ambientali che abbiamo di fronte. Dinamismo culturale che incarna alla perfezione il giovane Vincent Loidl.

Due anni fa ha riadattato un fatiscente squero ad abitazione e atelier a Traunkirchen, graziosa località sul lago Traun. Artista assai quotato, fa delle sue opere “oggetti che cambiano in ogni momento in base alla prospettiva da cui si guardano. Rappresentano in sostanza il nostro mondo: ciascuno ha una interpretazione e stabilire quale è giusta diventa impossibile”. Vale la pena concedersi una passeggiata sul lungolago dove si ammirano piscine naturali un tempo utilizzate per la sosta del pescato e ora utili vasche per i bagnanti. Sarà facile avvistare al largo anche colorati surfisti. Bisogna infine entrare nella barocca chiesa parrocchiale per osservare il  Pulpito dei pescatori che rappresenta il miracolo della pesca di Pietro.

Un prodigio può sembrare anche quello realizzato da Claudia Nussbaumer che produce eleganti borsette con lamine e scampoli di legno a Neukirchen: pezzi unici e, pare, indistruttibili. In vista della stazione sciistica dell’Hochlecken racconta di utilizzare “perlopiù querce dei boschi vicini. Devono trascorrere almeno tre anni dal taglio prima di poterle lavorare”.

Forse non sembreranno così sofisticate le sculture di Herbert Danzer nel villaggio di Kirchham, ma “rappresentano la fantasia che è dentro di noi”. Animali del bosco, gnomi e figure fantastiche prendono forma da tronchi sbalzati con motosega e scalpello (motorsagla.at). Gli amanti di una natura intatta non fanno molta fatica a trovare in questa regione quello che cercano. Da Grünau am Almtal con una facile passeggiata si possono raggiungere i due laghetti alpini Ödsee dall’acqua cristallina e splendidi paesaggi naturali lungo un’incantevole valle che si estende fino alle pareti rocciose dello Schermberg e del Großen Priel tra narcisi stellati e orchidee palustri. Qui scorre lo Straneggbach, un corso d’acqua poco profondo che d’estate si trasforma in area ricreativa per grandi e piccini.

La cittadina che offre  grandi possibilità di acquisti e passeggiate urbane è invece Gmunden. Dopo una sosta davanti al municipio, dalla facciata decorata con preziosi stucchi del Settecento, si può prendere la strada che corre lungo la riva del lago verso il parco Francesco Giuseppe d’Austria con la curiosa fontana sovrastata da un trasportatore di sale. È invece possibile passeggiare nel tempo tra le corsie del Museo della ceramica, dalla maiolica del Cinquecento alla ceramica artistica di oggi (k-hof.at).

Da qui bisogna trovare il tempo per sedersi al caffè del Castello Ort, un maniero del X secolo appoggiato su un’isola a un centinaio di metri dalla costa prima di ammirare il lago dall’alto su passerelle sul vuoto grazie alla funivia Grünberg (gruenberg.info).

Bad Ischl è capofila della Capitale della cultura. La villa imperiale e il parco che la circonda invita i visitatori a lunghe passeggiate, che possono continuare lungo il fiume Alm. Nella zona pedonale, accanto alle terme si trova il Salone delle acque, dalle forme di un tempietto greco, dove a metà Ottocento si accedeva alle sorgenti.

Chi ha più tempo si reca alla villa museo di Franz Lehár, il compositore che trascorreva su queste montagne il periodo estivo.

Bisogna invece trovare il modo per visitare la mostra “Sudhaus –Arte con sale e acqua”, aperta fino al 31 ottobre. Nelle installazioni si rimarca l’importanza di questi elementi per la vita e per l’economia del Salzkammergut.

Lungo il percorso ci si ferma di fronte al Veliero Aurora, fatto di pane su un mare di sale: il “pane quotidiano”, condizione di fraternità, e le guerre per il sale: forma d’arte e nel contempo provocazione.

Il Viaggio del Gusto nel Salzkammergut

Laghi, fiumi e risorgive sono la ideale premessa per un viaggio gastronomico a base di pesce d’acqua dolce. Ottime trote e salmerini affumicati da provare una volta tornati a casa (il pesce viene consegnato sottovuoto) si possono trovare a Scharnstein, dove Johanna e Michael Ehrenleitner  aprono la loro acquacoltura Kronawitter il giovedì e il venerdì (kronawitter.at).

Da maggio a ottobre sul lago Traun si levano nuvole di fumo profumato. Sono le grigliate di pesce, Steckerlfisch, che hanno come protagonisti i piccoli coregoni infilzati su bastoncini di salice. Il condimento? Due grani di sale del Salzkammergut!

Anche gli amanti dei formaggi trovano di che divertirsi. Sempre a Scharnstein sono squisiti i formaggi vaccini a crosta lavata di Fritz Wallner (bergbauernladen.at) mentre bisogna salire tra i boschi di Traunkirchen per provare quelli ovini freschi prodotti da Johann Schmitzberger. Qui si trovano anche cremosi yogurt di latte di pecora (telefono 004376173477).

  Fritz Wallner nella sala di stagionatura

C’è anche una sorpresa per noi italiani: un ottimo caffè. La tostatura a Gmunden è gestita da una sorridente ragazza, Malene Drack. La sua passione l’ha portata a conoscere piccole cooperative gestite da donne in Centro America dalle quali importa direttamente caffè verde. Da provare il Lampocoy, Café de mujeres (nussbaumer-kaffee.at).

Malene Drack nel suo impianto di tostatura a Gmunden

 

Riccardo Lagorio

Con la valigia in mano e la penna nell’altra, scrive di cucina, borghi e prodotti tipici da prima che diventassero un fatto di moda. Per questo non riesce a frenare la passione per la sobrietà di un tempo. Ama le cose che tocca. E questa è la ragione che gli fa mettere nero su bianco solo ciò che ha visto e ha provato. Forse démodé, ma pur sempre sinonimo di garanzia.

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