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El Patio del Gaucho, Milano

17 Febbraio, 2020

A scuola di cucina (etica) dagli Olandesi

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Brabant (foto di Germana Cabrelle)

L’Olanda non è più – gastronomicamente parlando – quella dipinta nel quadro “I mangiatori di patate” di Vicent Van Gogh.

Troppo semplicistico e romantico ricordarla così. Oggi è una nazione attenta e aperta – in pari misura – al gusto come alla sostenibilità, fedele alla tradizione quanto protesa all’innovazione. Specialmente in questo preciso momento storico, dove è sempre più marcata l’attenzione allo stare in salute, al nutrirsi sano e responsabile nel rispetto dell’ambiente.

Distretti di coltura e cultura del cibo

E specialmente il Brabante, una delle regioni agroalimentari più ecologiche d’Europa – guardacaso proprio il suolo natale di Van Gogh – è impegnato a incentivare un sistema alimentare migliore per le persone, gli animali e l’ambiente.

foto di Germana Cabrelle

Come? Innanzitutto convertendo aree dismesse per farne distretti di cultura (oltre che di coltura) del cibo.  Esattamente come è accaduto a Veghel, un comune dei Paesi Bassi, dove quello che un tempo era un complesso industriale per la produzione di miscelatori di mangime, è diventato adesso un concentrato di piccoli negozi, bancarelle e ristoranti all’avanguardia.

Una specie di hotspot creativo, sviluppato in molteplici corner di un’unica superficie dove si trova di tutto: dalla panetteria alla torrefazione, dalla salumeria alla distilleria; strutturato per condividere in modo gioioso la ricca storia del cibo. Insomma: il luogo giusto per scoprire le tracce del passato innestate con il presente.

Brabant (foto di Germana Cabrelle)

Open space che strizzano l’occhio all’etica. Anche a tavola.

Sono molti, nel Brabante, i posti così. Sono open space arredati con elementi di design e materiale di recupero, luoghi giovanili ricchi di stimoli, dove dal bancone alle pareti si fa cultura in tutti i sensi, a partire proprio dalla tavola. C’è molta consapevolezza in Olanda, con riguardo al cibo. Anche sprecato. Punto che noi sosteniamo da sempre.

Brabant (foto di Germana Cabrelle)

Brabant (foto di Germana Cabrelle)

Nei Paesi Bassi, infatti, ogni anno vengono buttati almeno cinque miliardi di alimenti. Per questo motivo Bob Hutten, fondatore e direttore generale di Verspillingsfabriek (letteralmente “la fabbrica dei rifiuti”) non riuscendo più a tollerare la perdita di così tante risorse, ha trovato una soluzione: ha costituito Surplus Food Factory, che si occupa di eccedenze dell’industria alimentare dove si producono zuppe e salse con scarti di verdure.

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Hutten, in un impianto di produzione sfitto di Veghel ha installato degli elaborati sistemi di produzione e raffreddamento e in cooperazione con partner affini ha realizzato un sogno collettivo: abolire lo spreco di cibo.

Brabant (foto di Germana Cabrelle)

Brabant (foto di Germana Cabrelle)

Qui valori come commercio equo, trasparenza, condivisione delle conoscenze e fiducia negli investimenti in sostenibilità, sono i pilastri portanti di un diverso sistema alimentare, decisamente più etico.

Open Space (foto di Germana Cabrelle)

Open Space (foto di Germana Cabrelle)

In alto, a 32 metri, come le stelle (Michelin)

Il Brabante, tuttavia, ha nel suo variegato carnet di proposte gustose anche ristoranti raccomandati dai circuiti Michelin e inseriti nel novero dei giovani ristoratori.

È il caso del Silly Fox di Veghel, situato a un’altezza di 32 metri ,nel pieno di una ristrutturazione industriale e pienamente convinto del rispetto di tutto ciò che cresce e vive. Ha una cucina aperta dove lo chef Joppe Sprinkhuizen e il suo team garantiscono la messa in tavola di raffinate preparazioni.

(foto di Germana Cabrelle)

Prodotti freschi e porzioni moderate per evitare gli sprechi

La cucina olandese che dà il buon esempio, è anche quella di Dutch Cuisine, dove cultura, salute, natura, qualità e valori sono i cinque capisaldi su cui si basa l’intero impianto didattico ed ideologico di quello che a buon diritto è un’istituzione un college.

Cultura intesa come rispetto delle stagioni; salute per il bene anche del mondo e non esclusivamente del singolo; natura che accoglie solo ciò che offrono la terra e il mare, cucina senza additivi artificiali; qualità per una alimentazione sana; valori che è poi l’anagramma di lavori, indirizzati verso questo imprinting etico anche per le future generazioni.

foto di Germana Cabrelle

Dutch Cuisine intende preservare l’identità olandese sul piatto, incentivando l’impiego ai fornelli di verdure, prodotti freschi di giornata, il tutto in porzioni moderate, per evitare sprechi. Assunti, questi,  sono radunati in un manifesto di criteri, un vademecum per la preparazione di piatti e compilazione di menu della cucina olandese genuina e autentica.

Più scuola di così!

Veghel, Brabant, Olanda, open space (foto di Germana Cabrelle)

Germana Cabrelle

Scrivo per professione dal 1982 e collaboro regolarmente con quotidiani e riviste cartacee e online a tiratura nazionale. Mi occupo di turismo e destinazioni, architettura d’interni e life style, attualità, economia, food&wine. Giornalista professionista, in aggiunta alla mia formazione, agli inizi degli anni Duemila ho conseguito il diploma di scuola alberghiera all’Ippssar Maffioli di Castelfranco Veneto (Treviso) per trattare con cognizione e da esperta il settore della ristorazione e dell’hotellerie, che è un affascinante mondo nel mondo. Amo fotografare con colpo d’occhio e sguardo interiore. Sono stata insignita di menzione speciale “Premio Penna d’Oca 2017” indetto da Assostampa Padova e dall’Ordine del Giornalisti del Veneto. Ho ideato slogan e claim per campagne pubblicitarie e loghi per onlus di cui sono fondatore. In un impeto di ironia creativa e di passione tentacolare per il Mare Nostrum, nel 2008 ho creato il taccuino d’appunti squisitamente veneto, Moskardin, che è diventato un brand e un marchio registrato. Per coniugare sapere e sapori, calamaro e calamaio.

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