Quante volte vi sarà capitato di dire “ma perché non ho guardato l’etichetta”. E questo vale non solo per verificare la data di scadenza dei prodotti, ma anche e soprattutto per capire cosa stiamo mangiando. E non è sempre così facile capirlo!

Un’attenzione speciale proprio alle etichette la hanno manifestata Lucia Cuffaro e Elena Tioli attiviste e conduttrici Tv, esperte di “decrescita felice”. Lucia ed Elena ci insegnano in un libro, “Occhio all’etichetta”, tutto ciò che si deve sapere prima e mentre si fa la spesa.

Le due autrici ci spiegano pagina per pagina che abbiamo davvero la possibilità di scegliere e di fare la differenza anche nel nostro piccolo imparando a leggere l’etichetta di prodotti. Noi consumatori ubbidienti abbacinati dalla pubblicità multicolor, dalle musiche, dagli odori, bombardati da anni di persuasione e manipolazione pubblicitarie abbiamo quindi la possibilità di ribellarci.

“Quelle piccole scritte – dicono le autrici – quei nomi apparentemente incomprensibili e numeri misteriosi, sono il nostro più prezioso alleato”.
Nella guida quindi si possono trovare consigli per imparare a decifrare le etichette e anche trucchi per scoprire ciò che non vi è scritto. Inoltre ci sono sezioni dedicate anche alla buone pratiche, quelle delle nonne fatte di prodotti sani e naturali e non artificiali e chimici.

Pic credit:.foodagriculturerequirements.com

Cos’è l’etichetta?

E’ la carta d’identità di un prodotto dove deve essere indicato il riferimento del produttore e del confezionatore, il lotto del prodotto, la durabilità di questo. Ricordiamoci che il consumo di un prodotto subito dopo la data di scadenza non ha effetti dannosi per la salute, ma la data indica che le caratteristiche del prodotto come l’aroma o il sapore potrebbero essere alterate.

Fate attenzione

L’Italia è il terzo consumatore di zucchero in Europa, 32 kg a testa ogni anno. Forse ne mangeremo di meno se pensassimo che il fruttosio è in grado di contrastare la leptina che è l’ormone che ci avverte di non aver più bisogno di mangiare. È per questo che quando mangiamo alimenti molto zuccherati dopo poco abbiamo nuovamente fame.

Un massiccio consumo di coloranti attraverso i cibi è stato associato al deficit di attenzione o all’iperattività nei bambini così come il Parkinson in Francia è stato classificato come la malattia professionale degli agricoltori associando l’uso dei pesticidi alla malattia neurodegenerativa.

OGM nascosti. Se immetto sul mercato una merendina, un gelato o un qualsiasi altro prodotto a base di soia OGM devo indicarlo, ma se si tratta di un sottoprodotto come la lecitina di soia non si deve scrivere nulla. Così come non sappiamo se il latte che beviamo proviene da mucche allevate con mangime OGM.

Il rischio è che se mangiamo bovini, polli, trote, o prodotti fatti con il latte, formaggi, yogurt di animali che sono stati nutriti con mangimi transgenici, potremo assimilare la variazione genetica degli animali.

Etichetta generica

Qualche consiglio

Il sale è il condimento della vita dice un adagio, e allora scegliete quello integrale, è ottenuto dall’evaporazione dell’acqua del mare senza utilizzo di sostanze chimiche aggiunte.

Il miglior olio per friggere è quello di oliva perché ha una migliore tenuta in cottura.
Per verificare se l’uovo è fresco basta immergerlo in un bicchiere d’acqua con un pugnetto di sale e verificare se affonda: se galleggia buttatelo, se è a metà cucinatelo bene!

Per creare un antimuffa naturale miscelare 200 ml di aceto di vino bianco e 30 gocce di olio essenziale di tea tree. La soluzione va spruzzata direttamente sulle macchie di muffa. Dopo un minuto rimuovere con un panno in microfibra.
Per eliminare le macchie su bianchi e colorati aggiungere nel cestello due cucchiai di percarbonato di sodio ad ogni lavaggio. Come smacchiatore: 1 cucchiaio di acqua e 2 di percarbonato sulla macchia e lasciare in posa 15 minuti, poi lavare.

Sbiancante: ammollo con 2 cucchiai di percarbonato e 1 litro di acqua calda. Può essere usato anche come igienizzante, candeggiante per pavimenti e igienizzante per stoviglie e piatti.

Conclusione

Essere tutti consapevoli e contenti è ancora un miraggio, le autrici auspicano ad una lenta disintossicazione e allontanamento critico dai trucchetti del marketing. “La libertà di fare a meno non significa rinunciare – concludono le autrici – ma stare meglio senza.

Le etichette servono anche ad avvertirci di ciò che stiamo finanziando, così da permetterci di sostenere chi favorisce un’economia virtuosa, attenta al consumatore e all’ambiente oltre che ai propri interessi”.

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