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Vienna e il fascino dei caffè storici

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Vienna è una delle mete più gettonate per le vacanze invernali in città. Luci e addobbi attraggono numerosi connazionali, ma in questo periodo dell’anno soprattutto i caffè storici danno il meglio di sé. La cultura dei Caffè, intesi come locali, è presente nelle grandi capitali del mondo, dal Fiorio di Torino al Naderi di Teheran, e si lega indissolubilmente a personaggi pubblici o del sapere che li hanno frequentati.

I Caffè storici di Vienna

Il periodo d’oro dei Caffè è a tra fine Ottocento e primi anni del Novecento quando gli alloggi non garantivano stanze riscaldate e illuminate. I Caffè assicuravano tepore e lampade a intellettuali e statisti che lì lavoravano e facevano affari oltre a potersi leggere giornali, straordinari (e unici) strumenti di informazione, giocare a carte o a biliardo. Ma nei Caffè non ci si va solo per un Franziskaner (caffè, latte e panna) o una fetta di torta. Ci si ferma anche per provare piatti della tradizione e respirare l’aria colta e raffinata, forse un po’ melanconica, di un tempo.

Caffè Naderi di Teheran

Il percorso può iniziare dal Café Sperl aperto nel 1880 in Gumpendorfstrasse. Gli interni sono praticamente gli stessi di allora con sedute in velluto damascato e tavoli in marmo bianco con piedini in metallo. Le lampade a gas originali sono state trasformate in lampade elettriche. L’artista Egon Schiele ed Emilia Flöge, musa ispiratrice dei dipinti di Gustav Klimt, erano assidui frequentatori. Dal 1968 sono i coniugi Staub a condurlo. Il personale contribuisce a conferire un aspetto aristocratico al locale con le divise nere e papillon mentre i clienti affezionati prenotano anno via anno un tavolino dove trascorrere del tempo sorseggiando un Wiener Eiskafè (caffè con gelato) o un Kapuziner (caffè con panna montata). Chi ha tempo, può leggere almeno una dozzina di quotidiani.

Caffè Sperl

Un altro indirizzo da segnar in agenda è il Café Oberlaa. Ci passa soprattutto chi non può fare a meno di torte e dolci manicaretti. La sua migliore sua rappresentazione è la torta Kurbad un composto di noci sminuzzate e cioccolato al latte rivestito da una glassa al torrone. La versione alle castagne è dedicata ai golosi del frutto autunnale. In questo locale va provato il Gugelhupf, un’alta ciambella che lievita e vien cotta in un apposito stampo. Contiene uvetta e distillato di ciliegia e durante il periodo invernale esistono versioni arricchite da cioccolato, canditi e spezie (Marmorgugelhupf).

Café Oberlaa

Un bizzarro Caffè dove tutto ciò che si incontra è rosa si chiama Aida. La fondazione del primo locale che porta questo nome risale al 1912 da parte di Josef Prousek, tanto innamorato della sua giovane moglie, Rosa Nerad, da dipingere pareti e imporre ai camerieri abiti di questo colore. Inevitabile farsi servire il loro Punschkrapfen, il dolcetto a forma di cubo fatto con pan di Spagna, cioccolato, confettura di albicocche e rum ricoperto di glassa di zucchero rosa.

Aida

Al 1840 risale invece il Café Heiner, gestito dalla sesta generazione della stessa famiglia. La sobrietà degli arredi non è pari all’esuberanza delle golosità che si possono provare. A iniziare dal Kardinalschnitte, una torta inventata nel 1933 da Ludwig Heiner in onore della Giornata Cattolica e della dignità cardinalizia: agli strati di panna seguono quelli di pan di Spagna e fragole. Per concedersi una sosta prima di ricominciare la visita alla città si sale al piano superiore dove sono ad attendere dalle 11.00 del mattino panini, strudel di verdura e zuppe.

Se si vuole respirare l’aria della storia bisogna accomodarsi sotto le volte sostenute da eleganti colonne in marmo del Café Central. Personaggi del calibro di Lev Trotsky, del padre della psicanalisi Sigmund Freud e del pioniere dell’architettura moderna Adolf Loos si sedevano agli stessi tavolini di oggi tra caffè, gulasch e qualche sigaro. Al suono del pianoforte si tengono conferenze stampa e feste.

Se i Caffè erano luoghi di cultura, il Café Tachles ha raccolto il testimone di quelle esperienze con esibizioni di cantautori underground, cabaret e serate di lettura. Qui ci si passa per provare i migliori Pierogi di Vienna (pasta ripiena d’origine polacca. Scegliere quelli di patate e cagliata, serviti con burro e cipolla arrostita) e buoni panini.

Riccardo Lagorio

Con la valigia in mano e la penna nell’altra, scrive di cucina, borghi e prodotti tipici da prima che diventassero un fatto di moda. Per questo non riesce a frenare la passione per la sobrietà di un tempo. Ama le cose che tocca. E questa è la ragione che gli fa mettere nero su bianco solo ciò che ha visto e ha provato. Forse démodé, ma pur sempre sinonimo di garanzia.

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