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A Fermo un’idea di turismo orizzontale e rispettoso della natura

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tipicità

È l’unica regione che porta un nome plurale e sa esprimere ineguagliabili prodotti come la Casciotta di Urbino DOP o i Maccheroncini di Campofilone IGP. Sta giocando negli ultimi anni un ruolo di protagonista nel Rinascimento gastronomico e turistico italiano, avendo mantenuto in molti casi borghi intatti e autenticamente legati alla tradizione. Una logica conseguenza che abbia investito su una manifestazione dal nome che non lascia spazio a fraintendimenti: Tipicità.

Nel corso dei suoi 32 anni di storia (la edizione 32 va in onda dal 9 all’11 marzo) molte cose nel mondo della agricoltura e della gastronomia sono cambiate, la sensibilità verso i prodotti tipici prima e quelli rispettosi della natura poi hanno guidano le scelte strategiche degli organizzatori, il direttore Angelo Serri per primo. “Tipicità di primo acchito ci riporta ai prodotti enogastronomici e alle origini del festival. Ma negli anni il significato di Tipicità, assieme alla forma del festival, è mutato crescendo per assumere nuove affascinanti sfumature. Se al primo impatto il significato di tipicità può sembrare monolitico e rigido, delimitato dai confini geografici che rendono un piatto e un prodotto nostro, in realtà la tipicità appartiene ad un contesto intimo e mutevole” spiega meglio Serri.

tipicità

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Nel programma si contano oltre 150 appuntamenti, un tour de force che al centro pone i temi della biodiversità e della naturalità. A partire dall’incontro organizzato da Assoenologi Marche e Abruzzo proprio nella mattinata del 9, durante il quale si cerca di dare risposta a come appassionare l’amante del vino a quegli aspetti che oggi sono ritenuti tanto importanti. Proprio all’attenzione che il vino marchigiano ha saputo stimolare su di sé va imputato il merito di avere trainato nell’agorà delle migliori produzioni alimentari tricolore quelle tipicità di cui si diceva all’inizio.

“Con la produzione delle nostre 16 denominazioni, di cui l’80% destinate alla esportazione, il mondo vinicolo è stato da collante e fonte di aggregazione per tanti altri prodotti agroalimentari” spiega infatti Alberto Mazzoni, direttore dell’Istituto Marchigiano Tutela Vini. “Negli anni Tipicità ha creato dal basso un sistema che favorisce e mette in rete le piccole aziende e attività culturali: dal vino al teatro, dal formaggio al tartufo, dal pesce dell’Adriatico all’olio. In questo modo le Marche sono un unico Evento che dura tutto l’anno nei vari Comuni marchigiani e all’estero”. Emulo di questa esperienza Alberto Mazzoni è riuscito a creare l’Associazione Produttori Agroalimentari Marche, di cui è pure direttore e che include anche gli 8 Consorzi di tutela marchigiani per un totale di circa 3000 realtà, “una struttura che fa della cultura del cibo e del vino un tutt’uno con quella dei borghi. Del resto, se abbiamo belle colline ordinate è grazie alla diffusa presenza di chi le coltiva e tutto il sistema ruota intorno a una struttura in maniera organica senza protagonisti o comparse”.

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Pertanto anche gli enti pubblici rivestono il ruolo fondamentale di impulso economico e culturale, come accade per il Comune di Appignano, che nel corso delle giornate organizza laboratori di tessitura, ceramica e assaggio di legumi. “Il turismo è sempre più orizzontale: chi visita una località desidera fare incontri ed entrare nello spirito della comunità. La conoscenza diretta di quello che ci circonda, quel vissuto che ci mette a confronto con l’altro e ci fa crescere, cambiare ed evolvere” chiarisce Angelo Serri. Concetto che è presente in uno degli storici espositori di Tipicità, Mater Viva, società benefit di Tolentino (MC) che commercializza prodotti biologici. “Siamo convinti che solo attraverso il rispetto della terra si possa generare benessere. Pertanto selezioniamo materie prime da piccoli artigiani che si impegnano a mantenere standard qualitativi altissimi, garantendo trasparenza e tracciabilità che per noi è un modo di essere, non è moda” spiega Serena Salvatori, tra le fondatrici della realtà.
Il viaggio nel Buono e nel Bello permette a ognuno di noi di migliorarci, conoscere, apprezzare la vita. Un viaggio a Tipicità è quello che ci vuole per avere uno spaccato del Bello e del Buono che questa regione … plurale sa offrire (tipicita.it; tipicitaexperience.it).

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Riccardo Lagorio

Con la valigia in mano e la penna nell’altra, scrive di cucina, borghi e prodotti tipici da prima che diventassero un fatto di moda. Per questo non riesce a frenare la passione per la sobrietà di un tempo. Ama le cose che tocca. E questa è la ragione che gli fa mettere nero su bianco solo ciò che ha visto e ha provato. Forse démodé, ma pur sempre sinonimo di garanzia.

One comment

  • Vanni Forchini

    9 Marzo, 2024 - 12:28 pm

    Conosco Riccardo Lagorio da molto tempo e posso dire che in materia di cibo e una persona che realmente ne sa e non dice mai niente per convenienza o per aggrazziarsi i lettori , è invece sempre schietto e sinvero e prearato quindi solo questa è già una garanzia , buona giornata a tutti e auguri per la bella manifestazione .

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