A Lione per interpretare il vero spirito di Paul Bocuse. Resta ancora un ultimo miglio da percorrere per il prestigioso Bocuse d’Or a cui ogni giovane chef desidera prendervi parte. La deadline per le Olimpiadi degli Chef è fissata per il 29 e 30 gennaio a Lione. A rappresentare l’Italia, sarà Martino Ruggieri, chef pugliese originario di Martina Franca e braccio destro di Pavillon Lodoyen, tre stelle a Parigi.
Quartier generale, invece in Italia, è il Training Center di Alba sede di allenamento prima del trasferimento nella cittadina francese, da tempo pronta per accogliere l’edizione 2019 con i finalisti, vincitori di una dura selezione a suon di piatti creativi. Chi sarà a succedere agli Stati Uniti?

Martino Ruggeri – Photo Credits: Davide Carletti – Accademia Bocuse d’Or Italia

Lo spirito di Bocuse

Il Bocuse d’Or, più che una competizione è un confronto tra differenti idee di cucina. Una partita che si gioca su due tempi e con due temi da interpretare. Tutto in 5 ore e 35 minuti per realizzare i due piatti, già scelti dalla giuria la scorsa estate. Uno al vassoio e uno di servizio al piatto: carrè di vitello da latte sulle sue cinque ossa, arrostito in un unico pezzo, osso compreso e chartreuse di vegetali con crostacei. Chi sarà l’interprete degno dello spirito del concorso più rivoluzionario al mondo e dedicato all’alta cucina, lo si scoprirà tra qualche giorno. Paul Bocuse organizzò il primo concorso nel 1987 nell’idea di comparare le cucine di tutto il mondo. Un confronto che richiede però grande tecnica applicata alla classicità. Ogni giovane chef di tutto il mondo sogna di vincere il Bocuse d’Or. Partecipare è solo una tappa.

Credits: Davide Carletti – Accademia Bocuse d’Or Italia

Il team Italia

Tutta la squadra ha svolto il lavoro di preparazione con quotidiani allenamenti al Training Center di Alba con in testa il presidente Enrico Crippa, il coach francese, François Poulain, il commis belga, Curtis Clément Mulpas, il promotion manager e direttore dell’Accademia Bocuse d’Or Italia, Luciano Tona, e con Alessandro Bergamo, consulente tecnico e l’architetto Marco Sangalli nella veste di consulente artistico. A completare una squadra ben affiatata vanno ricordate anche Daniela Di Giovanni che cura la comunicazione ed Erika Fogliati al marketing.

Credits: Accademia Bocuse d’Or Italia

L’Accademia è in Piemonte

Ad Alba troviamo la sede operativa dell’Accademia del Bocuse d’Or Italia, con presidente Enrico Crippa e direttore Luciano Tona. Qui è stato allestito un centro di formazione dove gli allenamenti quotidiani consentono di plasmare le idee in ricette e piatti creativi. Un luogo ideale per alimentare il motore della nuova cucina italiana e dove il territorio piemontese consente l’utilizzo dei suoi prodotti d’eccellenza. Dai formaggi al riso, dalle carni alle erbette di stagione, con i prodotti della terra e con le più pregiate etichette di vino, tra i quattordici DOGG selezionate tra le più rappresentative dal Consorzio Piemonte Land of Perfection. Un territorio qualificante e che si offre come palestra e fucina di idee. “Scegliere Alba come sede dell’Accademia è stato il corollario ad un progetto importante – ci conferma il direttore Luciano Tonainfatti, sarà un polo formativo sia per la preparazione ai vari concorsi che punto di riferimento per tutte quelle attività che il settore richiede. Insomma qui si formerà il meglio della cucina italiana”.

Credits: Davide Carletti – Accademia Bocuse d’Or Italia

Un’idea di cucina per la vittoria

“L’esperienza del Bocuse è stata una grande avventura – dichiara Enrico Crippa, presidente dell’Accademia Bocuse d’Or Italia- il gruppo di lavoro è diventato un gruppo di amici. L’umanità che si è creata all’interno del team ha favorito un progetto importante con un valore architettonico e di espressione molto forte. Sono soddisfatto del lavoro fatto fino ad oggi e credo in un progetto futuro dell’Accademia che permetterà la valorizzazione dell’alta cucina italiana nel mondo”. E la cucina italiana è considerata tra le favorite per raggiungere la meta finale anche se non vi è nulla di scontato. A chef Martino Ruggeri non mancano creatività, concentrazione, carica emotiva e capacità esecutiva senza dimenticare che l’affiatamento della squadra potrà essere una carta fondamentale, e così il capitano ci conferma quanto va dichiarando nelle tante occasioni pubbliche “Portiamo a Lione la nostra idea di cucina italiana, con tutta la sua creatività e concretezza. Arriviamo a questa finale con molte ore di lavoro alle spalle. Il Bocuse d’Or per i francesi e per i nordeuropei è considerato il concorso per eccellenza. L’Italia è arrivata in ritardo ad appassionarsi al Bocuse d’Or ma il movimento che si è creato intorno a questa finale mi sembra un segnale interessante. Noi siamo un popolo di creativi e questa competizione ci impone di associare a questa indole una buona dose di capacità esecutiva. Il team è affiatato e concentrato e arriviamo alla finale con una buona carica emotiva e una forte concentrazione.”

Arrivati a Lione, adesso, non ci rimane che tifare tutti per il team Italia. Forza Martino!

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