Bortolomiol, nota azienda di Prosecco che nelle colline del Conegliano Valdobbiadene produce le bollicine più famose al mondo, nelle scorse settimane ha festeggiato il 70° anniversario del marchio.

Il progetto

La casa produttrice di vino, per la significativa occasione, ha promosso un progetto di Land Art con l’artista tedesca Susken Rosenthal, selezionata tra oltre 300 artiste internazionali nell’ambito del concorso Female Land Artists Wanted, organizzato da Bortolomiol in collaborazione con Current Corporate.

 

Susken Rosenthal ha creato per Bortolomiol l’installazione Cocoon utilizzando materiali naturali.

Per realizzarla, l’artista ha espressamente chiesto alla famiglia e a tutte le donne dell’azienda un proprio foulard di seta, che poi ha intrecciato con rami e tralci, a significare l’emergere della colorata e fantasiosa energia femminile in stretta sinergia con la forza della natura.

L’opera “Cocoon” – il cui titolo romanda al film del 1985 Cocoon – L’energia dell’universo vincitore di due premi Oscar e che trae ispirazione dal lavoro della filanda e dal ruolo della seta nell’economia locale di Valdobbiadene – è stata collocata proprio nel Parco della Filandetta e la sua forma originale e ogivale di bozzolo, assieme ai cromatismi dei foulard, ricorda il baco da seta, il fuso per la tessitura, ma anche eloquentemente la figura sinuosa di un corpo di donna.

Le parole della vice presidente Elvira Bortolomiol:

L’opera è ispirata ai valori del territorio e della nostra famiglia, che vedono nella figura femminile un elemento centrale– afferma la vice presidente Elvira Bortolomiol, che aggiunge: “Un tempo in questa filanda lavoravano molte donne, oggi è l’espressione della leadership di Bortolomiol”.

Avvalendosi di materiali naturali reperiti nel parco della Filandetta, l’artista tedesca ha prodotto per la casa di vini Bortolomiol questa installazione unica nel suo genere, che rende omaggio e fissa nella memoria il prezioso processo della filatura della seta.

Un lavoro che in passato ha contraddistinto in modo significativo alcune zone del Veneto, valorizzato dalla paziente dedizione delle donne e intrecciandosi – proprio come emblematicamente comunica l’opera – con il lavoro dei campi e in particolare della vite.

Nuovi elementi di fascino, insomma, sottolineano la bellezza naturale di queste colline del Prosecco già ricche di attrattive e avviate, si spera con il meritato successo, al percorso per il riconoscimento a Patrimonio Unesco.