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2 Ottobre, 2020

In Liguria si festeggia la Zucca di Rocchetta, l’unica cucurbita con la carta di identità  

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Nella valle Bormida a Cengio (Savona) – eletto “Borgo della Zucca” – dal 17 al 18 ottobre si svolgerà la 16a edizione di “ZuccaInPiazza”.La festa si svolgerà con un programma parzialmente ridotto in conseguenza delle cautele e le precauzioni richieste dalle norme della prevenzione Covid19. Ma il ridimensionamento del programma non ha ridotto l’importanza dell’evento, inserito fra gli eventi di Terra Madre-Salone del Gusto.

Una festa ecosostenibile e attenta all’ambiente

Un appuntamento molto atteso per festeggiare questa straordinaria cucurbita, l’unica ad avere per ogni esemplare una carta di Identità, che ne certifica la provenienza e le caratteristiche. Ma protagonisti della festa insieme alla Zucca di Rocchetta saranno anche i prodotti della Valle Bormida. In particolare i Presidi Slow Food e dell’Arca del Gusto, fra cui il Moco, che animeranno un ricco e coloratissimo mercato.La manifestazione sarà all’insegna della sostenibilità e della difesa dell’ambiente grazie anche all’adozione di stoviglie compostabili e alla previsione di appositi contenitori per asporto del cibo non consumato.

Patrizio Roversi testimonial della festa 2018 e Gianpietro Meinero responsabile Comunità della Zucca di Rocchetta

Gastronomia e Cultura

Ci sarà spazio anche alla cultura, con la presentazione del libro di Boris Arturi, un ricordo di Pellegrino Artusi con la giornalista Barbara Ronchi della Rocca, la comicità della matita del cartoonist Tiziano Riverso, uno show cooking con la chef Cinzia Chiappori e tanta gastronomia con le rinomate specialità del Palazucca, le frittelle e i tortelli fritti della cucina di strada ed una castagnata speciale.

La Zucca protagonista del menù della festa

La storia della Zucca di Rocchetta

Slow Food ha salvato questa cucurbita nel 2005 dai pochi semi rintracciati nella frazione di Rocchetta di Cengio. Qui era coltivata e utilizzata per cucinare risotti, ripieni di ravioli, nella minestra e per la preparazione di una crema vellutata. Le particolari condizioni della zona, hanno determinato una selezione naturale di una varietà autoctona con caratteristiche non riscontrabili fra le varietà in commercio.  Della esigua produzione del 2004 rimasero 60 semi conservati da due famiglie di Rocchetta di Cengio.

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L’incontro con Slow Food

Nasce così il progetto “salviamo la Zucca di Rocchetta” della Condotta Slow Food Alta Valle Bormida. Ogni anno la terza domenica di ottobre si svolge una rassegna delle migliori zucche e dei prodotti locali. Il Ministero delle politiche agricole alimentari e forestali  nel 2007 con un decreto ha inserito della Zucca di Rocchetta nell’elenco dei prodotti agroalimentari tradizionali. Nel 2013 nasce la Comunità del cibo della Zucca di Rocchetta della rete di Terra Madre. Nel 2014 la Zucca di Rocchetta sale sull’ARCA del Gusto di Slow Food e dallo stesso anno ottiene il marchio De.Co.

Un disciplinare preciso e una certificazione rigorosa

La Zucca di Rocchetta, viene raccolta come da disciplinare alla fine di settembre inizio ottobre e per un uso di qualità in cucina si utilizzano zucche della produzione dell’anno precedente. Questa Zucca ha un periodo di conservazione molto lungo che varia da 13 a 18 mesi. Viene utilizzata in cucina per preparare zuppe e risotti, ma anche per preparare confetture e mostarde per l’accompagnamento di formaggi; confetture per dessert; candita per uso pasticceria e confetteria ed essiccata.

Le migliori zucche dei soci produttori vengono registrate e ad ognuna viene apposto al picciolo un  cartellino riportante il numero dell’esemplare, il peso, il numero del socio produttore al fine di garantirne la piena tracciabilità. Dal 2019  ogni esemplare viene accompagnato da una vera e propria “carta di identità” riportante tutte le informazioni della registrazione.

Claudio Porchia

Giornalista, scrive su riviste e quotidiani e cura rubriche gastronomiche su diverse testate online. Promuove eventi culturali ed è direttore del premio letterario “Libri da Gustare”. Ha realizzato ricerche e prodotto documentari ed ha scritto diversi libri, fra cui uno dedicato alla storia del Festival della Canzone di Sanremo. Ha curato le ultime pubblicazioni di Libereso Guglielmi, conosciuto come il Giardiniere di Calvino. Presidente dell’Associazione Ristoranti della Tavolozza, riferimento importante per chi vuole scoprire la cucina regionale autentica, dove tradizione e accoglienza sono insieme protagoniste. Pubblica una guida dei migliori ristoranti del Piemonte, Liguria e Valle d’Aosta.

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