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6 Dicembre, 2023

Gioielli marchigiani, Ascoli Piceno e Offida

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Alla scoperta di Ascoli Piceno e Offida, tra palazzi antichi, tradizioni storiche e secolari professioni artigiane.

Per capire immediatamente Ascoli Piceno è sufficiente mettersi al centro della spettacolare e celebre piazza del Popolo, conosciuta come il salotto d’Italia, e lasciarsi coinvolgere dall’incanto del Palazzo dei capitani, l’antico Caffè Meletti, la chiesa di San Francesco e le eleganti residenze rinascimentali arricchite da portici e logge. Basta un solo colpo d’occhio per comprendere la magnificenza della città: una sinfonia di stili rappresentativi del potere civile e religioso.

Una metropoli in miniatura, disseminata di scritte, proverbi e motti che gli abitanti hanno deciso di lasciare su porte e arcate degli edifici. Una Piazza del tradizione che affonda le sue radici tra la fine del ‘400 e l’inizio del ‘500 e potrebbe essere un interessante itinerario nell’itinerario. A partire dalla finestra a destra della facciata del Palazzo dei capitani del popolo dove campeggia la frase in latino difficile placere multis (è difficile piacere a molti), fino a quel [c]disce pati si magna queris[c] (impara a soffrire se vuoi ottenere grandi cose) che si legge su un infisso al civico 17 di corso Mazzini. L’elenco potrebbe continuare e, sicuramente, sbirciando con attenzione o chiedendo ai gentilissimi ascolani, si possono scoprire altre scritte, in una specie di caccia al tesoro.

Il ponte di Cecco, Ascoli Piceno ©Comune di Ascoli Piceno

Tra le altre curiosità, si possono notare strane fenditure ai lati di alcune costruzioni che un tempo i nobili ascolani utilizzavano per limare pugnali e spade. Da non perdere anche le famose colonnine sonanti, all’ingresso principale della chiesa di San Francesco, sulla centralissima via del Trivio: passando la mano sulle colonne in travertino, si producono suoni caratteristici simili a quelli delle canne d’organo. In piazza Arringo si trova invece il duomo, cioè la cattedrale di Sant’Emidio, che unisce gli stili romanico e rinascimentale e al suo interno conserva una cripta (risalente con ogni probabilità al V secolo) dedicata al santo patrono della città, decapitato per aver predicato il cristianesimo.

Quintana, Ascoli Piceno

A due passi dal Forte Malatesta, prima rocca, poi carcere e ora sede del Museo dell’Alto Medioevo, si trova il famoso ponte di Cecco o ponte del diavolo. La leggenda vuole che Francesco Stabili, noto appunto come Cecco d’Ascoli, lo avesse costruito in una sola notte con l’aiuto di Satana, motivo per cui venne giudicato eretico e condannato al rogo dall’Inquisizione. Un’altra teoria sostiene che l’appellativo sia il risultato del lavoro di un altro Cecco, il cui cognome era Aprutino, che nel 1349 avrebbe ristrutturato il collegamento. Ascoli Piceno merita una visita soprattutto durante la festa più importante e sentita, il Palio della Quintana, che si svolge due volte l’anno a giugno e a settembre. Oltre all’emozionante Giostra, disputata tra i sei sestieri, è imperdibile il magnifico corteo storico con i figuranti in sfarzosi abiti rinascimentali. Del resto, come afferma il sindaco Marco Fioravanti, la città è storia, arte e cultura, «il bianco travertino che splende al sole ma anche natura, mare e montagna, a pochi chilometri. Un territorio senza tempo, uno scrigno che, con forza dirompente, entra nel cuore di chiunque.  Chi vede Ascoli Piceno se ne innamora per sempre».

Piazza del Popolo, Offida ©Turismo Marche

Lasciando la città, a soli undici chilometri di distanza spunta Offida, un centro longobardo, annoverato tra i borghi più belli d’Italia. Un luogo perfetto per staccare la spina, tra architetture preziose, palazzi d’epoca e gente ospitale. Anche in questo caso, piazza del Popolo è il punto migliore da cui iniziare la visita. Lo slargo ha un’insolita forma triangolare della seconda metà del ‘700 e accoglie la chiesa della Collegiata e il palazzo del Comune con merli medievali, simbolo del paese, che ricordano pizzi e ricami delle merlettaie che qui hanno una lunga e antica tradizione. È infatti ancora visibile in tutto il suo splendore la stretta via dei Merletti dove, chine sul tombolo, sedute su una semplice seggiola, si possono incontrare abili artigiane occupate nell’arte del ricamo. Rosa, quasi 90 anni e un aspetto da ragazzina, sottolinea quanto l’aria di Offida renda giovani tenendo in mano un pizzo di dieci metri che ha richiesto sette mesi di lavoro.

Il monumento alle merlettaie di Offida (Ascoli Piceno) ©Officina AssoArtista

Un’attività faticosa che diventa leggera da sopportare grazie all’amore per una tradizione antica di almeno cinque secoli. Non manca un museo dedicato a questo mestiere gestito con entusiasmo e passione dall’Associazione merlettaie di Offida, dove si possono anche acquistare fantastiche creazioni. E non finisce qui: per celebrare le professioniste di quest’arte, nel 1983 è stato eretto un grande monumento in bronzo all’ingresso del paese. Subito dopo, una breve salita porta alla splendida chiesa di Santa Maria della rocca, che si affaccia su tre parchi nazionali dell’Appennino centrale: il Nazionale dei Monti Sibillini, quello della Maiella e quello del Gran Sasso. Uno dei tanti tesori di Offida da scoprire a ritmo lento.

Foto in evidenza Piazza del Popolo, Ascoli Piceno ©Comune di Ascoli Piceno

Osvaldo Bevilacqua

Direttore Editoriale di VdGMagazine.it - - Giornalista e noto conduttore Tv, viaggiatore attento e curioso in grado di spaziare nell’ambito di viaggi, vacanze, tutela del territorio e arte. Osvaldo Bevilacqua alterna la professione di conduttore con quella di scrittore.Oggi è direttore editoriale de “i Viaggi del Gusto”, ha una rubrica “In viaggio con Osvaldo” sul magazine online e un’altra “Il Paese dei mille Paesi” su La Freccia di Trenitalia.

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