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Il gigante di Sicilia, Centùripe

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Alla scoperta del borgo di Centùripe, che dall’alto ha la forma di un uomo disteso sulla montagna. tra tesori archeologici, ceramiche artigianali e cucina tipica.

Tanti anni fa sentii parlare di un borgo siciliano che dall’alto aveva le sembianze di una figura umana distesa sulla montagna. Nutrivo qualche legittimo dubbio ma, in occasione di alcune riprese televisive dall’elicottero nella provincia di Enna, mi dovetti ricredere. Effettivamente Centùripe, delizioso borgo siculo di antichissima origine, ha proprio i lineamenti di un gigante disteso. Oppure, come altri sostengono, di una stella marina.

Il borgo di Centùripe (Enna) ©Salvatore La Spina

Per qualche attimo mi sono venuti in mente i geoglifi, misteriosi ed enormi disegni geometrici sul terreno a Nazca e a Palpa, in Perù, di cui non si conosce l’origine. A differenza di queste enigmatiche linee Centuripe, che sorge sulla sommità di una formazione montuosa alta oltre 700 metri e ha un affaccio privilegiato al cospetto dell’Etna, deve la sua particolare forma allo sviluppo con cui nei secoli è venuto dilatandosi il centro abitato, oggi inconfondibile per i caratteristici vicoli a gradoni e le abitazioni a schiera su più piani che si sporgono sulla valle.

Si dice che Garibaldi, dopo la celebre spedizione dei Mille, lo abbia definito appropriatamente, “il balcone della Sicilia”. Il piccolo centro siciliano non manca di stupire anche il più navigato e curioso dei viaggiatori con il fascino della sua storia millenaria. Conobbe il periodo di maggior splendore in età ellenistica e romana, diventando uno dei più importanti luoghi del Mediterraneo centro orientale per la produzione di coroplastica e ceramica. Qui venivano create vere e proprie opere d’arte, modelli di bellezza conosciuti dagli esperti come vasi centuripini. Secondo gli storici sarebbero 39 le tipologie autoctone che influenzarono la produzione di altri opifici siciliani in età classica. La tradizione continua a mantenersi viva nelle piccole industrie e nei laboratori di ceramica in cui vengono riprodotte copie di alta qualità dei vasi antichi, molto apprezzate dai turisti.

«Alcuni dei reperti rinvenuti nel corso degli anni sono ospitati nei più importanti centri culturali del mondo, come il Museo archeologico regionale Paolo Orsi di Siracusa, i Musei Vaticani a Roma, il Louvre a Parigi, il British Museum a Londra e il Metropolitan Museum of Art a New York. Ma la collezione più corposa è oggi custodita presso il Museo archeologico regionale di Centuripe», spiega Giuseppe D’Urso, direttore del Parco archeologico e paesaggistico di Catania e del- la Valle dell’Aci. «Qui sono esposti su tre piani diversi pezzi, tra cui spicca una delle prime rappresentazioni fisionomiche in Sicilia orientale. Un volto umano schematizzato, parte di un grande vaso in terracotta risalente al V millennio a. C.».

Di enorme rilevanza è il complesso statuario in marmo che ritrae alcuni membri dei Pompeii Falcones, la famiglia che durante il periodo imperiale commissionò la ricostruzione dell’edificio Augustales, uno dei monumenti più significativi dell’età imperiale di Centùripe. Tra i reperti la famosa Testa di Augusto, rinvenuta nella città siciliana il 30 aprile 1938, nel pieno delle celebrazioni del bimillenario augusteo, da uno degli operai intenti a scavare il cavo di fondazione di uno dei quattro piloni destinati a sorreggere un tratto di strada. Dopo il ritrovamento, l’opera fu trasferita a Siracusa, nonostante l’opposizione della comunità cittadina e malgrado fosse già stato fondato l’Antiquarium comunale. Su iniziativa del sindaco, storico dell’arte e giornalista Salvatore La Spina, e grazie all’intervento delle istituzioni per i Beni culturali della Sicilia, il ritratto marmoreo è rientrato a Centuripe dopo più di 80 anni.

Il ponte dei Saraceni che sovrasta il fiume Simeto tra i territori dei comuni di Adrano e Centùripe ©Salvatore La Spina

Ma il territorio di Centùripe è ricco anche di altre bellezze archeologiche, storiche e paesaggistiche. Sono imperdibili i calanchi del Cannizzola, tra i più suggestivi dell’isola, il superbo ponte dei Saraceni, tra i territori dei comuni di Adrano e Centùripe, che sovrasta il fiume Simeto, le imponenti terme romane, i resti del complesso monumentale Augustales e le due tombe a rilievo di età imperiale. In stile tardo barocco siciliano sono invece la superba chiesa dell’Immacolata Concezione e la suggestiva chiesa di San Giuseppe. Caratteristico, in ne, il Monte Calvario che emerge dal tessuto urbano e sulla cui sommità persiste una deliziosa chiesetta di inizi ‘900. Naturalmente, non mancano le attrazioni per i buongustai che possono deliziare il palato con i genuini prodotti del posto, tra cui il pregiato za erano, l’ottimo formaggio locale e i prelibati insaccati. Tra le squisitezze della cucina tipica spiccano “a pasta che nuocchi”, ovvero la pasta con il finocchietto selvatico, le frascatole (una sorta di polenta realizzata con ceci, piselli e pancetta) e la gustosa zuppa di fave con il lardo. Merita infine una nota a parte il Bersagliere, dolce biscotto ricoperto di cioccolata che pare sia stato inventato durante la Seconda guerra mondiale da una casalinga che aveva avuto in dono una barretta di cacao da un militare delle forze alleate.

Letto questo?  La città di pietra, Vico del Gargano

Foto in evidenza Vista di Centùripe ©Pio Andrea Peri

Osvaldo Bevilacqua

Direttore Editoriale di VdGMagazine.it - - Giornalista e noto conduttore Tv, viaggiatore attento e curioso in grado di spaziare nell’ambito di viaggi, vacanze, tutela del territorio e arte. Osvaldo Bevilacqua alterna la professione di conduttore con quella di scrittore.Oggi è direttore editoriale de “i Viaggi del Gusto”, ha una rubrica “In viaggio con Osvaldo” sul magazine online e un’altra “Il Paese dei mille Paesi” su La Freccia di Trenitalia.

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