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Paradisi senza tempo, Carloforte

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Sulle isole di Sant’Antioco e San Pietro, nell’arcipelago del Sulcis, tra acque cristalline, siti archeologici e antiche tradizioni folcloristiche, con l’unico centro abitato, Carloforte.

Bellezza, storia, arte ma anche emozioni e intense sensazioni. Questo cerca in una destinazione il viaggiatore consapevole di oggi, ricalcando in qualche modo lo spirito dei giovani aristocratici europei che nel XVIII secolo partivano per il Grand Tour. Un lembo dell’Italia che sicuramente ha da offrire tutto questo ai propri ospiti è l’arcipelago del Sulcis: insieme di isolotti nella parte sud ovest della Sardegna. Tra questi i più celebri sono Sant’Antioco e San Pietro.

Il primo prende il nome dal patrono della regione, martire africano esiliato nella zona, a cui è dedicata l’omonima basilica le cui origini risalgono al 1089. Si chiama così anche il centro principale dell’isola, collegato con la Sardegna da un istmo artificiale costruito probabilmente dai punici e perfezionato dai romani. L’altra località turistica è Calasetta, con le sue splendide spiagge, fondata nel 1770 da coloni liguri provenienti da Tabarka, atollo sulla costa tunisina ricco di corallo.

La spiaggia di Girin a Carloforte, sull’isola di San Pietro ©ferdyart

Vari studiosi indicano Sant’Antioco come il centro urbano più antico della Sardegna e d’Italia. Il primo nucleo cittadino nacque a Sulky, toponimo verificabile nelle documentazioni epigrafiche scoperte ad Antas. A fondarlo furono probabilmente i fenici nella prima metà dell’VIII secolo a.C. Alla fine del VI secolo a.C. i cartaginesi presero possesso della parte meridionale della regione e anche dell’isola di Sant’Antioco. Spettacolari i ritrovamenti archeologici: dai complessi nuragici alla tomba dei giganti di Su Niu ‘e Su Crobu, luogo di culto e sepoltura collettiva, passando per le domus de janas, necropoli preistoriche scavate nella roccia.

E poi il meraviglioso tophet, santuario fenicio a cielo aperto dove venivano conservati i resti sacrificali e quelli degli infanti, il mausoleo di Sa Presonedda, testimonianza architettonica dell’incontro tra la cultura romana e quella fenicio-punica, e il Museo archeologico Ferruccio Barreca. Con i suoi circa 45 chilometri di costa, poi, Sant’Antioco è caratterizzata da spiagge dalle sabbie fini, insenature di ciottoli, coste bianche con scogliere a picco sul mare, baie rocciose, grotte e piscine naturali, fondali profondi dal blu intenso. Da non perdere la sagra di Sant’Antioco, tra le più antiche e partecipate feste religiose ancora celebrate: la sua origine fu datata inizialmente nel 1615 anche se ne fanno cenno documenti risalenti al 1360. Si tiene tre volte l’anno con tanto di sfilata in abiti folcloristici. La principale, Sa Festa Manna, si organizza di lunedì, 15 giorni dopo la Pasqua.

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Festa di Sant’Antioco, patrono della Sardegna ©Davide Cau

Il primo agosto si celebra l’edizione estiva, anche questa con processione religiosa e sfilata, a cui va aggiunta la ricorrenza del 13 novembre. I costumi tradizionali antiochensi vengono usati solo in occasione delle solennità religiose e la loro tipologia cambia in base alla posizione sociale di chi li indossa. Nel sud della Sardegna sorge anche un altro angolo di paradiso: San Pietro, che greci e romani chiamavano isola degli sparvieri. Mare meraviglioso, paesaggi di straordinaria bellezza, calette, insenature, rocce a picco sulle acque cristalline, sabbie bianche. Secondo la leggenda, il pesce San Pietro prenderebbe il suo nome proprio dall’isola sulla quale si presume che il santo con le chiavi del Paradiso abbia trovato riparo durante una tempesta mentre tornava dall’Africa verso Roma.

Un carruggio a Carloforte ©Comune di Carloforte

L’unico centro abitato qui è Carloforte, comune di circa seimila anime con architettura tipicamente mediterranea, avvolto dal profumo di fiori e rosmarino. Inserito tra i Borghi più belli d’Italia, fu fondato nel 1738, durante il regno di Carlo Emanuele III, da una colonia di pescatori genovesi provenienti da Tabarka. I navigatori misero piede sull’isola disabitata seguendo l’invito del sovrano, richiamati anche dalla ricca presenza di tonni: non a caso, qui c’è una delle tonnare più arcaiche del Mediterraneo e anche un antico evento che evoca la cultura millenaria di questo spettacolare tipo di pesca e prevede una competition gastronomica internazionale con chef da tutto il mondo. Ancora oggi, l’origine ligure degli abitanti di Carloforte si riflette nel dialetto, nelle tradizioni, nei costumi e nell’urbanistica, ma anche nella cucina con primi piatti come i casulli cu pesto, i curzetti e la farinata di ceci. Un’isola sarda con il molo, le piazzette e i carruggi in cui si parla e si mangia genovese, in un’atmosfera senza tempo e dal sapore magico.

Foto in evidenza Arco dei baci ©Davide Cau

Osvaldo Bevilacqua

Direttore Editoriale di VdGMagazine.it - - Giornalista e noto conduttore Tv, viaggiatore attento e curioso in grado di spaziare nell’ambito di viaggi, vacanze, tutela del territorio e arte. Osvaldo Bevilacqua alterna la professione di conduttore con quella di scrittore.Oggi è direttore editoriale de “i Viaggi del Gusto”, ha una rubrica “In viaggio con Osvaldo” sul magazine online e un’altra “Il Paese dei mille Paesi” su La Freccia di Trenitalia.

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