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Lievito padre

13 novembre, 2018

Al MuMac l’espresso finisce in vetrina

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Se il bar è un po’ l’amico di giochi che fin da piccoli tutti abbiamo frequentato, la sua “fidanzata storica” è la macchina da caffè che da oltre un secolo sbuffa quella fragranza inconfondibile, simbolo dell’italianità più viscerale. Al Museo della Macchina per caffè di Binasco, tutti possono ammirare pezzi unici che hanno attraversato un secolo di storia   Instancabile lavoratrice, da oltre 100 anni la macchina per caffè espresso da bar si sveglia prima di tutti e galoppa a pieno ritmo per servire a noi tutti fino all’ultima miscela, esattamente buona come la prima, con quella schiumetta color castagno tipica dell’espresso autenticamente italiano. A celebrare degnamente il secolo e più di storia di queste “dispensatrici di energia” ci ha pensato il Gruppo Cimbali, storico marchio di settore sin dal 1906 (e ambasciatore del Made in Italy nel mondo), che nel 2012 ha aperto a Binasco, a due passi da Milano, all’interno del suo headquarter, un vero e proprio Museo dedicato alla Macchina da caffè. Il MuMac, così è stato subito ribattezzato, è un capolavoro di design, con le sue linee sinuose rosso cremisi, frutto del lavoro congiunto dell’architetto Paolo Balzanelli e dell’ingegner Valerio Cometti.  Sfoglia la gallery:  Una sala per una decadeAll’interno del salone centrale sono sei le sale allestite per ripercorrere concettualmente i decenni del secolo scorso, e per dimostrare come questa preziosa macchina li abbia calcati proprio tutti. Dai primi macchinari alimentati esclusivamente a vapore in stile Liberty, a quelli più lineari e tecnologici dei giorni nostri, all’interno del MuMac si può trovare davvero di tutto. Ogni salone del museo vuole, oltre a esporre dei pezzi unici, trasportarci nell’atmosfera dei tempi: ogni dettaglio, come la musica di sottofondo o i poster appesi alle pareti, è lì per trasportarci in un’altra epoca e farci rivivere quelle emozioni.  La collezioneSono circa 250 i pezzi appartenenti alla collezione del Gruppo Cimbali presenti al MuMac, un centinaio dei quali vengono esposti a rotazione. Non manca qualche chicca rara, come la famosa D.P. 47 progettata dal designer italiano Giò Ponti, e soprannominata anche La Cornuta per via dei gruppi erogatori sviluppati per la prima volta in orizzontale. Che dire invece de La Concorso, disegnata da due grandi nomi del design come Enzo Mari e Bruno Munari? Il suo stile geometrico dalle componenti dorate gli valse il premio della rivista Domus nel ’56, e anche il soprannome di Diamante. La sorpresa finale, esposta nell’ultimo salone, non ve la riveliamo, così da aggiungere dell’altro “caffè al fuoco” e stuzzicare un po’ la curiosità. Le iniziative del MuMac però non si limitano all’esposizione della collezione, ma puntano invece a coinvolgere numerose attività culturali che graviteranno attorno al museo. La più bella tra tutte è la Sala 100, adiacente alla struttura centrale, dove allestimenti temporanei, manifestazioni e convention possono essere accolti da uno stile urbano e minimalista che grazie alle tinte color caffè delle pareti diventa accogliente come una caffetteria vera e propria. Coinvolgere i più giovani e gli appassionati del mestiere è poi l’obiettivo principale che il Gruppo cimbali ha voluto perseguire nella creazione della MuMac Academy. Oltre ai laboratori creativi pensati per i più piccoli, al piano superiore della struttura si terranno dei veri e propri corsi di degustazione, con incluso il blind test delle diverse miscele.   FaemA E61: genialità e avanguardiaNella preziosa collezione del Gruppo Cimbali non poteva mancare la mitica Faema E61, una della macchine da caffè più conosciute e amate in tutto il mondo. Grazie al suo design semplice ed elegante, e al sistema “a pistone” brevettato nel lontano 1948 dal visionario Achille Gaggia ma ceduto alla Faema solo post-guerra, la macchina da caffè raggiunse tutti i bar italiani. Da quello della piazza centrale al circolo club calcio, ogni caffetteria dello stivale poteva finalmente servire sempre più velocemente un maggior numero di clienti, rendendo così il caffè l’indispensabile rito quotidiano per due italiani su tre.  DOVE&COMEMuMacVisite dal martedì al venerdì su prenotazione. Aperto ogni seconda e quarta domenica del mese dalle 14 alle 17. Chiuso per lavori dal 21 novembre al 12 dicembre.Via Pablo Neruda, 2Binasco (Mi)Tel. 02.900491 Per saperne di più:www.mumac.itwww.gruppocimbali.com

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