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  Pochi di voi avranno sentito parlare della legge 3/2012. Eppure è una normativa, che di questi tempi, potrebbe cambiare il destino di molti. La chiamano “legge salva vita” o “anti suicidi” e permette a quanti vogliano onorare un debito ma non ne abbiano le possibilità di tagliare l’importo dovuto a fronte del pagamento di una sua  parte. Si preferisce il poco al niente, in termini economici, e la dignità della persona rispetto alle logiche finanziarie in termini umani.     La crisi ha mietuto migliaia di vittime. Tra queste, figurano i tantissimi imprenditori o liberi professionisti che, impossibilitati a pagare il proprio debito, hanno deciso di farla finita. Spesso nel silenzio dei media; talvolta senza che nessuno abbia mosso un dito per frenare quella che si potrebbe definire una silenziosa strage di Stato. Ma c’è anche chi dalla congiuntura negativa ha saputo trarre vantaggiosi insegnamenti non solo per sé, ma anche finalizzati all’aiuto di chi è in difficoltà. In prima linea e mossa da questa finalità JD Agency, nata nel 2007 come società fondata da Daniele Scandella e Giovanni Flego con l’obiettivo di affrontare a muso duro lo strapotere degli istituti bancari e prima realtà specializzatasi, con l’emanazione della legge 3 del 2012, nella tutela delle famiglie gravate da debiti divenuti insopportabili a seguito della crisi.  Meglio poco che nienteMa cos’è la legge 3 del 2012? Ce lo spiega proprio Daniele Scandella: «Il merito del testo di legge, poco conosciuto e in verità poco promosso dagli organi di stampa, è aver posto in essere una via di uscita per le famiglie che incolpevolmente non riescono a fare fronte ai propri debiti. Fu l’Europa a sollecitare il nostro Paese a intervenire in tal senso. Ai creditori di coloro che per esempio a fronte della perdita del posto di lavoro o a causa della morte di un percettore di reddito vogliono comunque far fronte ai propri obblighi ma non possono pagare tutto il debito a cui sono tenuti, il giudice impone un abbattimento del debito a fronte del pagamento di una parte del totale come nuovo impegno del debitore. Il meccanismo prevede due figure praticamente inedite nel rapporto con i creditori: il giudice e l’esperto contabile. Il nostro gruppo, forte di una rete di circa 250 consulenti, di cui la metà interni, mette a disposizione professionalità altamente preparate e poliedriche». Insomma, il debitore pagherà solo quanto riuscirà materialmente a pagare. I creditori rischiano, ovviamente, di essere pagati meno di quanto spetta loro. Dunque, perché dovrebbero accettare le proposte dell’esperto contabile? Il motivo c’è e può essere riassunto con la celebre frase “meglio poco che niente”. Il rischio per i creditori è quello di vedere in un modo o nell’altro svanire i soldi che il cittadino dovrebbe restituirgli. Se una persona non può pagare, semplice non paga. Peggio: si ammazza, lasciando la banca, Equitalia o chi per loro con il due di picche in mano. Se al debitore si offre un’occasione per scrollarsi dalle spalle insopportabili fardelli, potrà riprendere a produrre.    Casi esemplariConosciuta in gergo come “legge anti-suicidi”, questa norma è stata redatta affinché i privati colpiti dalla crisi non dovessero indebitarsi ulteriormente. È accaduto a Varese: il Tribunale ha ridotto a un ricorrente il debito della cartella esattoriale da 87mila a 11 mila euro, somma credibile che il debitore poteva effettivamente pagare: per i restanti 76mila è stata prevista la definitiva cancellazione. Mentre quello di Napoli ha stabilito che va dimezzato il debito di un cittadino, assistito da ipoteca, con la banca Unicredit di 250mila euro per comprare la casa: il debitore si è visto abbattere la somma iniziale a 125mila euro, con una dilazione per la restituzione in 17 anni e 8 mesi in quanto nella legge si stabilisce che “il debitore in stato di sovraindebitamento può proporre ai creditori un accordo di ristrutturazione dei debiti sulla base di un piano che assicuri un regolare pagamento dei creditori”. Possono ricorrervi i professionisti, gli agricoltori e i piccoli commercianti e artigiani per i quali non sono previste le norme fallimentari. Questo è sicuramente il più attuale dei compiti della Agenzia JD, ma “i nostri esperti corrono in soccorso di società e professionisti nel caso di indicizzazione di leasing o dove si stimi l’applicazione dell’anatocismo da parte di un istituto bancario”, dice Giovanni Flego. E a scanso di equivoci il cliente riconosce gli onorari alla società solo al raggiungimento dell’obiettivo prefissato. Un’Italia che merita, in fin… dei conti.  Per saperne di più:www.jdgroup.it

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