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Lievito padre

13 novembre, 2018

Grandi vini per una piccola (grande) regione

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 Valle d’Aosta. Li chiamano “eroici”. Alcuni hanno un passato glorioso e sono stati recentemente riscoperti per ricevere un impulso nuovo, altri sono stati nobilitati dal giovane e contemporaneo ritorno alla terra. A farsi notare il Prié Blanc, nato dai vitigni più alti d’Europa, e uno Chardonnay tra migliori bianchi italiani 2016, ancora più buoni se bevuti nella terra che li ha visti nascere   La passione dei viticoltori valdostani non può che partire dall’uva “indigena”, quella che nel bicchiere porta tutta la verticalità delle grandi cime alpine e la freschezza della temperatura secca e fredda della montagna. La zona del Monte Bianco è la culla del Prié Blanc, l’unico vitigno autoctono valdostano a bacca bianca e franco di piede, cioè non innestato su vite americana. Meravigliose passeggiate si dipanano da Morgex verso la Val Ferret e la Val Vény alla scoperta di questo frutto originale del territorio con il quale si produce il Blanc de Morgex et de La Salle, sia nella versione fermo che spumantizzato con metodo classico. La larga conca di Morgex e La Salle, “riposa verdeggiante ai piedi del Monte Bianco, stupisce di contrasti, tra dolci e verdi pendii coltivati a vigneti e frutteti con villaggi tipici disseminati qua e là, ed aspre vette innevate che tagliano il cielo, guardie millenarie di questo angolo di paradiso”, cita la Route des vins della Valle d’Aosta parlando dell’itinerario dedicato. Paradiso montano, perché il Prié blanc, coltivato per tradizione a pergola bassa, esclusivamente tra i 900 e i 1200 metri nell’alta Valdigne, viene considerato il vitigno più alto d’Europa. Le sue uve mature danno origine a un vino dal colore giallo paglierino tenue, con riflessi verdognoli che va bevuto giovane. Adatto come aperitivo, si sposa bene con antipasti delicati e con la trota di montagna. Dal Prié nasce anche una versione “da ghiaccio” con uve ghiacciate, da vendemmia (ultra) tardiva, raccolte a fine dicembre con temperatura al di sotto dello zero.  Orgoglio familiarePassando ai bianchi internazionali, la Valle ha cresciuto un grande Chardonnay, arrivato tra i primi tre vini nella classifica, appena pubblicata, dei migliori bianchi italiani 2016. Il noto giornalista Cesare Pillon ha stilato sulla rivista Gentlemen l’elenco dato dall’incrocio dei risultati delle sette guide Italiane di settore maggiormente seguite dai wine lovers: lo Chardonnay Cuvée Bois 2013 di Les Crêtes di Aymavilles si è piazzato al secondo posto. «Per la nostra azienda, per i nostri dipendenti – dice Costantino Charrère, che lo produce insieme alla moglie Imelda e alle figlie Elena e Eleonora – questo risultato è motivo di grande soddisfazione. Ancora una volta lo Chardonnay Cuvée Bois prodotto sulla nostra terra mette in luce il lavoro della famiglia, che nel solco delle generazioni,  produce in montagna  con impegno e passione. Ed è anche motivo di orgoglio per la Valle d’Aosta, territorio unico e irripetibile, in grado di offrire ai valdostani stessi, ai turisti, e al grande pubblico degli appassionati, vini bianchi di caratura Internazionale». La zona in cui sorge l’azienda, a un passo da Aosta, è ricca di viticoltori e vigneti, segnata dalla dolcezza collinare che si trasforma all’improvviso in aspri pendii. I sentieri costellati di frutteti, pascoli e vigne, percorrono una tradizione agricola antichissima, da godersi facendo golose tappe per degustare grandi vini.  Dove degustareLes CrêtesImperdibile è il suo “Rifugio del Vino”, 170 metri quadrati costruiti a fianco della storica cantina dell’azienda. Un progetto ambizioso, l’unione del vino, della cultura della montagna, dell’architettura. Sotto questa grande struttura vetrata dal tetto che ricorda nella forma le montagne, si trovano i diversi ambienti della produzione, della vendita e anche del loisir tenuti insieme da un’interessante percorso di visita.SR20, 50Aymavilles (Ao)Tel. 0165.902274 Azienda Vitivinicola Pavese ErmesLa famiglia è ancora il motore e il cuore di questa piccola azienda ai piedi del Monte Bianco. Far tappa nella frazione dove sorge, La Ruine, è un po’ come tornare indietro nel tempo, in un’atmosfera scandita dalle stagioni e dal lavoro della terra.Strada Pineta, 26Morgex (Ao)Tel. 0165.800053/347.4409153www.pavese.vievini.it  Per saperne di più:www.routedesvinsvda.it

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