Una giornata per scoprire come nasce l’Aceto Balsamico Tradizionale di Modena Dop, visitando una delle acetaie storiche di Spilamberto, e scoprendo gli abbinamenti tra la cucina del territorio e l’aceto di cui Modena è ufficialmente la capitale: in occasione di “Acetaie Aperte” a Modena abbiamo visitato l’azienda Aceto Balsamico del Duca, che ha aperto i cancelli ad appassionati e curiosi nell’ambito di “Gusti.a.mo 2016”, la tre giorni dedicata alle eccellenze enogastronomiche del modenese organizzata dai Consorzi di tutela dei prodotti tipici. Nel fine settimana all’insegna della scoperta delle tradizioni enogastronomiche è stato possibile ammirare da vicino le fasi della produzione dell’aceto balsamico tradizionale di Modena Dop,

illustrate da Adriano Grosoli e dalle nipoti del fondatore della casata che da quattro generazioni utilizza ricette di famiglia per realizzare l’Aceto Balsamico del Duca, lasciandosi trasportare dal profumo diffuso dalle botti. Per l’occasione sono state aperte sia la sede storica edificata intorno al 1600 e casa natale del fondatore, dedicata all’invecchiamento dell’Aceto Balsamico Tradizionale di Modena DOP, sia la sede più recente, inaugurata nel 2008, che accoglie le moderne linee di imbottigliamento e tini di rovere per la maturazione dell’Aceto Balsamico di Modena IGP. A mostrare i connubi tra l’aceto e la cucina è stato invece lo chef Stefano Corghi dell’enoteca “Il Luppolo e l’uva”.

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