Al successo di Massimo Bottura e della sua Osteria Francescana, premiato come Miglior ristorante al mondo all’edizione 2016 dei The World’s 50 Best Restaurants, che si è svolta il 13 giugno scorso al Cipriani Wall Street di New York, le oltre 800 personalità presenti hanno brindato con Ferrari Perlé Trentodoc, tra i main sponsor dell’evento.   Le bollicine italiane più apprezzate al mondo sono state protagoniste con il prestigioso Ferrari Trento Art of Hospitality Award, premio istituito per la prima volta e assegnato all’Eleven Madison Park, ristorante newyorchese di Daniel Humm, che si è distinto per l’approccio al servizio e per il calore e lo spirito di squadra che si percepisce in ogni gesto. Merito dello chef, della brigata e di Will Guidara, il general manager, che ha fatto dell’ospitalità un credo, tanto da fondare The Welcome Conference, forum di settore dedicato proprio al tema dell’accoglienza.   

“L’arte dell’ospitalità è ciò che rende unica e memorabile l’esperienza in un ristorante”, racconta Matteo Lunelli, presidente delle Cantine Ferrari, “l’impercettibile alchimia tra servizio, ambiente e accoglienza è ciò che realmente emoziona. Un’alchimia che di fatto si fa tangibile e riconoscibile in tanti piccoli dettagli”. Fondamentale è sì la qualità della proposta gastronomica, secondo Lunelli, mala differenza la fanno l’accoglienza che viene riservata all’ospite, e poi l’atmosfera che si respira, il calore dell’ambiente, il ruolo del maître, del sommelier e di tutto il personale di sala. I primi a dare il benvenuto agli ospiti in fondo sono proprio loro, di solito con un bel flûte di bollicine, simbolo di convivialità per eccellenza. Il modo migliore per “rompere il ghiaccio”. Cin cin!

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