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Torna il "Vino d'Italia": la rinascita del Lessona

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 Ha un colore rosso granato, con sfumature arancioni se invecchiato, e un profumo caratteristico che ricorda la viola e un sapore asciutto con persistente retrogusto questa Doc piemontese con la quale si è brindato all’Unità nazionale, ma che da allora era stata un po’ relegata nel dimenticatoio    Era il 1870, all’indomani dalla “presa di Roma”, quando il ministro Quintino Sella, rifiutando lo champagne, decise di brindare alla raggiunta Unità nazionale con lo Spanna della sua tenuta di famiglia a Lessona, nel cuore dell’Alto Piemonte. Un vino che da allora ha diritto di fregiarsi del titolo – cosa che ben pochi sanno – di “vino d’Italia”. Un riconoscimento quasi dovuto per quella che all’epoca era la più estesa, e tra le più rinomate, zona viticola italiana. Con i suoi circa 40mila ettari vitati, il Biellese poteva infatti contare su una superficie coltivata a vigna pari a quella dell’intero Piemonte dei giorni nostri. E lo Spanna, il nome che da quelle parti si dava – e ancora si dà – al vitigno Nebbiolo, era conosciuto e ricercato soprattutto all’estero. Paradossalmente, i meno in grado di apprezzarne le preziose risorse erano proprio i novelli cittadini del neonato Regno d’Italia. «Io sono non solo persuaso, ma convinto – scriveva nel 1893 l’agronomo Luigi Piemonte – che l’uva dell’agro Biellese è nella sua media superiore a quella di tutta la rimanente Italia. Disgrazia vuole che la popolazione più industriale d’Italia si sia dedicata a qualunque industria meno quella vinaria, di cui aveva la materia prima così sottomano». E tra le più antiche, e attive, famiglie di manufatturieri biellesi, tra le prime a introdurre in fabbrica le macchine per la tessitura, accanto agli Avogadro, ai Lamarmora, agli Sperino c’era, ovviamente, anche la famiglia Sella!  Orgoglio e archeologiaFu infatti proprio la crescente richiesta di manodopera da parte degli industriali biellesi del tessile a costringere i vignaioli-operai a trascurare la vigne. Alla fine degli anni ’90 del secolo scorso intorno a Lessona non erano rimasti che poco più di tre ettari vitati. «Il posto dei vigneti, quando ci siamo messi all’opera, era occupato per lo più da boschi – racconta Luca De Marchi della Proprietà Sperino, che dal 1999 ha ripreso le fila della storica azienda di famiglia nel Castello di Lessona – e l’opera di ricostruzione è stata, ed è ancora, lunga e faticosa». La Proprietà Sperino conta oggi otto ettari di terreno vitato ai piedi del Monte Rosa, di cui sei nella zona del Lessona, ed è al momento l’azienda di maggiori dimensioni tra quelle che operano nel Biellese. È stato proprio grazie all’esempio trascinante di Paolo De Marchi che un piccolo ma compatto numero di viticoltori (9 al momento, per un totale di circa 30 ettari) ha orgogliosamente deciso di recuperare la propria tradizione viticola. È nata così nel 2014 l’Associazione Produttori Lessona, che accomuna nuovi investitori accanto a qualche storico vigneron sopravvissuto alla bufera. C’è Ermidio Di Betta, che nel 1999, dopo aver ristrutturato con coraggio da pioniere una cascina seicentesca, La Badina, ha iniziato a coltivare il suo mezzo ettaro di vigna: vendemmia eseguita a mano in cassette e successivo affinamento in piccole botti di rovere. E c’è anche Massimo Clerico, famiglia di vignaioli fin dal 1700, che esporta il 96% del prodotto dai suoi due ettari vigna soprattutto negli Stati Uniti e che, di recente, ha fornito anche il ristorante di Joe Bastianich a Singapore. Perché, come ci tiene a precisare, essere “profeta in patria” da queste parti è non è sempre facile. «Per la verità qualcosa si sta finalmente muovendo – corregge un po’ il tiro De Marchi – soprattutto se teniamo conto che il vino locale è assai poco. La provincia di Biella ha complessivamente circa 100mila abitanti e, per il momento, uno scarsissimo movimento turistico: non si può certo pensare di vendere qui tutta la nostra produzione!» «Secondo me, l’unico modo per far tornare grande questa zona – conclude – è ripercorrere la storia dei suoi vini, tecnologie di lavorazione comprese, per comprenderne meglio natura e evoluzione: impegnarsi cioè in una sorta di “archeologia vitivinicola”, che dallo studio del passato ci traghetti verso il nostro futuro ».  Dove comprare Proprietà Sperino – Vigneti De MarchiVia Orolungo, 38Cantina: Via Felice Sperino, 10Lessona (BI)Tel. 01599408www.proprietasperino.it Az. Agricola Vitivinicola La BadinaCascina Badina, 1 – Lessona (BI)Tel. 0159.81071www.labadina.it Az. Vitivinicola Massimo ClericoVia Cappa Dario, 17/a – Lessona (BI)Tel. 0159.82176www.clericomassimo.it Tenute SellaVia IV Novembre, 128 – Lessona (BI)Tel. 01599455www.tenutesella.it Castello di CastellengoFraz. Castellengo, 31 – Cossato (BI)Tel. 348.2240347www.castellengo.it Castello di MontecavalloVia per Chiavazza, 30 – Vigliano Biellese (BI)Cell. 348.2351455www.castellodimontecavallo.it  

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