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2 Dicembre, 2021

Aspettando Procida 2022, con la cucina di ieri, oggi, domani

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Quando ci si reca in grandi città come Napoli, corredate da una storia vivace e coinvolgente, si va puntualmente alla ricerca spasmodica di ristoranti o trattorie dove trovare una cucina tradizionale autentica. Ieri Oggi Domani è il posto giusto, in zona Stazione Centrale, proprio dove c’è un grande passaggio di persone che desiderano fare una sosta golosa, dove si parli napoletano.

Il ragù

Ieri Oggi Domani… trattoria da gustare

Il patròn Pasquale Casillo raccoglie il testimone della famosissima trattoria pizzeria La Fila, qui negli anni 80 si veniva anche solo per guardare dalle vetrine lo spettacolo di piatti e personaggi singolari che si animavano in un carosello molto divertente e colorito. In cucina troviamo Antonio Castellano, allievo della mitica signora Elvira che, oltre a cucinare molto bene, non la mandava a dire …

I team della trattoria Ieri Oggi Domani

Cultura partenopea del cibo

I piatti riprendono la cultura partenopea del cibo, con ricette tradizionali valorizzate ulteriormente da Antonio attraverso l’utilizzo di prodotti ricercati e quel pizzico di uno stile personale che vuole ricucire lo strappo tra il passato e una idea più moderna di cucina che spesso si crea. Si va dalle ricette povere come la pasta e patate con provola, mantecata e servita al tavolo, agli spaghetti alla puverello, con uovo di Paolo Parisi, uno spettacolo da provare, alla genovese, piatto cult di lunga cottura che sempre meno si cucina nelle case.

Le alici fritte

Cucina terra e mare

I napoletani sono cultori della cucina di terra quanto di quella di mare, avendo da sempre a disposizione del buon pescato freschissimo del golfo, e orti fertili grazie al suolo generoso del Vesuvio. La grande disponibilità di materia prima eccellente, unita all’estro partenopeo, ha dato vita ad una culinaria ricchissima e ancora molto vivace, in continua evoluzione.

La locandina del film premio Oscar

Ieri Oggi Domani… film da Oscar

Ieri oggi Domani è il bellissimo film di Vittorio De Sica sviluppato in tre episodi dei quali sono protagonisti Sofia Loren e Marcello Mastroianni, dedicati a tre città italiane, Napoli, Roma e Milano. Nel 1965 vinse l’Oscar come miglior film straniero diventando (e rimane tutt’oggi), un simbolo della grande cinematografia italiana. La trattoria al numero 6 di via Nazionale, ha dedicato i suoi interni al film citato, con arredi che richiamano il cinema di quegli anni, e con  gigantografie in bianco e nero dei protagonisti.

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La lingua di Procida della pastry chef Paola Buono

Procida, Capitale della Cultura Italiana 2022

Il mese scorso Procida è stata proclamata Capitale Italiana della Cultura per il 2022 e l’euforia a Napoli è notevole, da qui in tanti prendono il traghetto, o la barca personale, per raggiungere le isole di Capri, Ischia e Procida nei fine settimana o per le vacanze estive. Così il titolare Pasquale Casillo, sulla scia gioiosa della esaltante notizia, ha ideato un nuovo menù nel quale confluiscono nuovamente le sue grandi passioni per il cinema e la cucina.

I ‘Nziti alla genovese

Un menù tipico napoletano

L’Isola di Graziella a Tavola è il nome del menù che prende ispirazione dal noto film degli anni 50 Graziella, tratto dall’omonimo romanzo di Alfonso Lamartine innamoratosi a Procida di questa ragazza – una storia vera. Ci troviamo i limoni di Procida, una cultivar dalle proprietà eccellenti per sapore e aromi, piuttosto zuccherina. Nell’antipasto il succo del limone accompagna le freschissime alici procidane con pesto delle sue foglie, su crostone di pane e stracciata di bufala.

Procida nel piatto: crostone di pane con alici, zeste di limone e polvere di foglie di limone

Protagonisti gli ingredienti “veraci”

Tra i primi, gli spaghetti con alici del golfo, pomodorino del piennolo del Vesuvio e scaglie di pecorino. I carciofi sono grandi protagonisti sull’isola e accompagnano i paccheri, mentre i calamari ripieni seguono come seconda portata, e si chiuse in dolcezza con la lingua di Procida, il dolce che chiunque sbarca in uno dei tre porticcioli vuole assolutamente gustare.

La pizza Margherita

La Pizza non può mancare

Al forno pizza troviamo il giovane Gianni Ostetrico con una serie di proposte piuttosto ampia, una cura maniacale per l’impasto e la ricerca delle materie prime di eccellenza. Si viene qui spesso per la frittura di paranza, di pesci medio piccoli freschissimi, per i mitici spaghetti alle vongole, e, vi sembrerà strano, per un piatto di recupero, la frittata di maccheroni. Chi la prova poi ritorna di sicuro. Non manca il ragù napoletano, preparato rispettando i canoni tradizionali, che da queste parti sono religione.

a cura di Marina Alaimo

Redazione Viaggi del Gusto

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