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6 Dicembre, 2023

Cinque rossi da stappare per le feste di Natale

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Da Nord a Sud, dalle Langhe all’Etna, cinque grandi vini rossi da stappare o regalare a Natale.  Singolari etichette perfette per chi vuole mettere qualcosa di speciale sotto l’albero.

Vallegrande Barbaresco Docg di Ca’ del Baio

Dai vigneti che circondano l’azienda nasce il Vallegrande Barbaresco Docg di Ca’ del Baio, azienda nelle Langhe di proprietà della Famiglia Grasso che da quattro generazioni continua a produrre vini straordinari. Questo cru, annata 2019, matura per 30 mesi in botti grandi di rovere di Slavonia. Una scelta stilistica che permette di esprimere al meglio l’eleganza, senza mostrare i muscoli del Nebbiolo. Al naso è molto intenso con note fruttate, di fiori appassiti e profumi di sottobosco; in bocca è succoso, con un tannino evidente ed un finale caldo. Ideale con carni arrosto o in terrina ma anche abbinato a formaggi stagionati o cucinati in fonduta.

 

Rubesco Riserva Vigna Monticchio 2017 di Lungarotti

Dal cuore dell’Umbria un vero fuoriclasse come il Rubesco Riserva Vigna Monticchio 2017 – Torgiano Rosso Riserva DOCG di Lungarotti. Un Sangiovese in purezza nato nel 1964 da una felice intuizione di Giorgio Lungarotti, pioniere della moderna enologia italiana che nel dopoguerra ha trasformato l’azienda agricola di famiglia in una cantina di successo. Questo rosso presenta uno straordinario equilibrio tra potenza ed eleganza. Il colore è rubino brillante e i caratteri sono quelli tipici della gente dell’Umbria, riservata ma generosa. Un vino di grande struttura che viene imbottigliato solo nelle migliori annate. In particolare, la 2017 sorprende con una freschezza inattesa, viste le condizioni climatiche difficili che hanno caratterizzato la stagione e le rese particolarmente basse, rivelando un grande equilibrio. Fantastico per il pranzo di Natale con le carni rosse.

 

Cagiòlo Montepulciano d’Abruzzo DOP Riserva di Cantina Tollo

Quest’anno Cantina Tollo, storica realtà cooperativistica abruzzese, celebra i trent’anni del suo Cagiòlo Montepulciano d’Abruzzo DOP Riserva. Ottenuto esclusivamente da uve Montepulciano, le cui viti sono coltivate tradizionalmente a pergola, questo 2017 si presenta come un vino di grande struttura che nel calice sa raccontare la bellezza dell’Abruzzo. Degustarlo a Natale sarà come riscoprire la bellezza di un vitigno appartenente da sempre alla storia di questa terra, che si estende dalle colline del litorale adriatico fino alle pendici della Majella. Rosso rubino profondo con riflessi violacei, al naso rivela frutti rossi maturi come amarena e more, insieme a fini sentori speziati di cacao, vaniglia, liquirizia e cannella. Un vino austero che in bocca dona una grande pienezza. Buona la persistenza gustolfattiva, tannini vellutati per un rosso incredibilmente intenso, ideale con la selvaggina.

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Erse Moscamento 1911, Etna DOC di Tenuta di Fessina

A Rovittello, in un sito abbracciato da due sciare laviche semicircolari risalenti al 1911, nasce Erse Moscamento 1911. Un Etna Rosso DOC di straordinaria finezza prodotto in appena 3.500 bottiglie dall’azienda Tenuta di Fessina.  Il vigneto di Nerello Mascalese risale al 1932 e si estende lungo declivi sabbiosi e freddi a 700 metri di altitudine e il risultato è una perfetta maturazione delle uve per questo rosso. Assaggiamo il 2018: al naso svela sentori di frutta a bacca rossa matura, china, ferro, una piacevole speziatura e incenso. Affinamento in tonneau e botte grande da 35 hl di rovere francese per 24 mesi, successivamente un anno in bottiglia. Deciso e pieno in bocca, con tannini evidenti ma setosi. Ideale anche per piatti a base di pesce.

 

Sobi di Bentu Luna

Sobi di Bentu Luna, progetto enologico di Gabriele Moratti, è un rosso di Sardegna da vecchie vigne allevate ad alberello, interpretazione della cultura contadina dell’entroterra sardo. Le varietà che lo compongono provengono da diverse zone di Neoneli (Oristano), dove ha sede la cantina, e sono in prevalenza Bovale sardo, Cannonau e Monica. Rosso rubino, al naso Sobi rivela sentori intensi e complessi, una ricchezza olfattiva definita e persistente: i frutti rossi si alternano a note speziate e aromatiche che ricordano la macchia mediterranea, soprattutto il mirto. In bocca è morbido e avvolgente, con un finale sapido. Pe Natale l’abbinamento consigliato è con carni rosse arrosto o alla griglia.

Gianna Bozzali

Siciliana, originaria di Vittoria. Una laurea in Scienze e Tecnologie Alimentari e tante esperienze maturate nel mondo della comunicazione enogastronomica, sia in Tv sia grazie alla collaborazione con testate giornalistiche di settore. Giornalista e critico gastronomico, amo narrare le storie più semplici ma al tempo stesso le più vere ed emozionanti, come quelle dei casari, dei contadini e dei pescatori perché anche il più piccolo produttore ha un racconto di vita che merita di essere “ascoltato”.

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