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2 Dicembre, 2021

I Nocciolini di Chivasso, piccoli, sfiziosi e dal sapore unico

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I Nocciolini di Chivasso, piccoli dolci, sono realizzati artigianalmente con tre semplici ingredienti zucchero, nocciola e albume. Croccanti e friabili, in bocca sprigionano un inconfondibile gusto di nocciola. Si abbinano benissimo con il caffè, con lo zabaione o con vini dolci come il Passito o il Moscato d’Asti.

I Nocciolini di Chivasso

Si è appena conclusa la ventiseiesima edizione della festa, che il comune di Chivasso dedica a questo prodotto riconosciuto come Prodotto Agroalimentare (PAT) della Regione Piemonte. Fra i tanti eventi inseriti nel programma, ha riscosso un grand successo l’intervento della giornalista Barbara Ronchi della Rocca, che ha spiegato la storia ed i segreti di questo delizioso dolce. Abbiamo così chiesto alla esperta di galateo e appasionata di storia dei Savoia di raccontare ai nostri lettori la storia dei nocciolini.

La storia dei nocciolini

“Già ai tempi di Plinio, nella zona di Torino e Provincia si producevano dolci alla ricotta e un particolare torrone con i pinoli; ma è sotto il Regno dei Savoia che la piccola pasticceria artigianale torinese conobbe il suo massimo splendore. Torino e il Piemonte vantavano prodotti dolciari molto vari e di altissima qualità, spesso nati dal genio dei cuochi di Corte. Dolci nati su richiesta dei loro golosissimi sovrani o frutto dalle tradizioni pasticcere locali del Canavese e della Val di Susa”.

La passione dei sovrani per il dolce

“Nella capitale Sabauda nel 1739 nacque addirittura l’Università e Corporazione dei Confettieri e Acquavitai, che prevedeva 5 anni di apprendistato e una tesi finale, con relativa preparazione di un dolce. E i pasticceri godevano di tale prestigio sociale da poter portare la spada, che era privilegio solo dei nobili”.

Una lunga storia

“Dal ‘700 fino ai primi decenni del ‘900, si combatteva il freddo invernale sorseggiando tazze di cioccolata calda accompagnata con dolcetti vari e “bagnati”, piccole delizie fatte apposta per essere intinte. Queste dolci prelibatezze, deliziavano i palati esigenti dei nobili e incantavano poeti, intellettuali e potenti di tutta Europa. Come Friedrich Nietzsche, che nel 1888, rimase profondamente affascinato dalla città e dalle sue delizie, a tal punto da trasferirvisi. O come Alexandre Dumas, grande amante delle caffetterie torinesi”.

I dolci del digiuno

“Anche in Quaresima non si rinunciava al dessert, ma se ne riduceva il numero. Il “dessert da digiuno”, così detto perché rappresentava una vera e propria “penitenza” se paragonato al normale servizio completo di dessert. Dall’aspetto smorto e poco curato, si tratta di piccole meringhe, denominate “brutti e buoni” o “noasetti” e che recuperano i bianchi d’uovo in esubero in cucina. Questa micro-pasticceria di tradizione tutta torinese nasce nel 1700, quando prende piede in Europa la nuova moda attillata, che esalta la snellezza dei corpi, e ama biscotti piccoli e leggeri. Dalla tavola del re la ricetta dei noasetti arriva, nel 1850, al laboratorio del pasticcere chivassese Giovanni Podio”.

Da noisettes a nocciolini

“Vengono presentati con enorme successo all’Esposizione Universale di Parigi nel 1900 da Nazzaro Podio, fratello di Giovanni, che ottenne da Vittorio Emanuele III di Savoia il prestigioso titolo di “Fornitore della Real Casa”.  Il primo nome di questa specialità è stato quello di “noisettes”, termine che in francese si usa per indicare le nocciole. Il nome “nocciolini” fu utilizzato a partire degli anni Trenta del Novecento in coerenza con le direttive del regime, che vietavano l’utilizzo di termini stranieri. Dopo periodo di alterne fortune, vennero rilanciati dagli artigiani della città, fra cui merita una particolare menzione la pasticceria Bonfante!.

Una ricetta ottocentesca

Il primo ingrediente è costitutio dalle Nocciole piemontesi, tostate ed impastate con zucchero e albume d’uovo. L’impasto viene poi portato alla giusta densità e viene stillato in tante piccole goccioline su fogli di carta paglia speciale. Vengono poi  lasciate asciugare per circa venti minuti e poi passate in forno per la cottura. Dopo vengono inseriti nei particolari sacchetti cilindrici di colore rosa a tutti ben noti.

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I produttori dei nocciolini

Ancor oggi alcune pasticcerie del centro chivassese producono artigianalmente i nocciolini, seguendo la ricetta ottocentesca. Ecco gli indirizzi:

  • Bonfante & Ortalda Snc Via Torino, 29 – tel. 011.9102157
  • Piccoli s.r.l. Via Torino, 57 – tel. 011.9102163
  • Fontana dolciaria Via Ivrea, 31 – Tel. 0119102661
  • Il Dolce Canavese Via San Marco, 24 – Tel. 011/9131032

Claudio Porchia

Giornalista, scrive su riviste e quotidiani e cura rubriche gastronomiche su diverse testate online. Promuove eventi culturali ed è direttore del premio letterario “Libri da Gustare”. Ha realizzato ricerche e prodotto documentari ed ha scritto diversi libri, fra cui uno dedicato alla storia del Festival della Canzone di Sanremo. Ha curato le ultime pubblicazioni di Libereso Guglielmi, conosciuto come il Giardiniere di Calvino. Presidente dell’Associazione Ristoranti della Tavolozza, riferimento importante per chi vuole scoprire la cucina regionale autentica, dove tradizione e accoglienza sono insieme protagoniste. Pubblica una guida dei migliori ristoranti del Piemonte, Liguria e Valle d’Aosta.

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