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Messina e le sue perle enologiche Doc

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Alla scoperta della provincia di Messina e delle sue storiche tre DOC del vino: Faro, Mamertino e Malvasia delle Lipari. Un viaggio di gusto, tra bellezze artistiche, culturali e naturalistiche.

Due mari, il Tirreno e lo Ionio. Tre Denominazioni d’Origine Controllata: Faro, Mamertino e Malvasia delle Lipari. Siamo nella punta orientale e a nord della Sicilia. Qui le vigne crescono rigogliose attorno a una delle più antiche città dell’Isola ossia Zancle, l’attuale Messina. Da vitigni autoctoni nascono dei vini della grande personalità tanto da attirare da sempre cultori e semplici appassionati. Tra i vitigni meritano menzione la malvasia delle Lipari, il nocera e il corinto nero. A questi si affiancano altri vitigni isolani come il catarratto, l’insolia, il grillo, il nerello mascalese, il nerello cappuccio e il nero d’Avola. Attorno a questi vitigni ruota l’intraprendenza di produttori, molti dei quali associati in Assovini Sicilia, che propongono ai turisti un’autentica esperienza gastronomica a fianco di cultura e bellezze naturali.

Lipari

Doc Mamertino, il vino amato da Giulio Cesare

L’area di produzione della Doc Mamertino, tra la costa Tirrenica e le montagne, abbraccia 34 comuni per circa cento ettari totali. Un territorio “vista mare” con altezze che raggiungono anche i 500 metri s.l.m. Riconosciuta ufficialmente nel 2004, per questa Doc possono essere utilizzate le varietà bianche grillo, ansonica (insolia) e catarratto normale o lucido, a cui possono aggiungersi, in percentuali minime, le altre varietà ammesse; per rossi, nero d’Avola e nocera, in percentuale minore e per un massimo del 15% altre varietà a ammesse.

Giulio Cesare pare apprezzasse particolarmente il vino Mamertino (i Mamertini erano una popolazione di origini campane che si stabilì a Messina nel 289 a.C.), citandolo persino nel De Bello Gallico. Anche Plinio il Vecchio nel XIV libro della sua Naturalis Historia conferma che Cesare, all’epoca del suo terzo consolato, serviva durante i banchetti quattro tipologie diverse di vino: il Falerno e il Mamertino, di provenienza italica, il Lesbio e il Chio, di provenienza greca. Strabone, geografo romano, e Marziale classificarono il Mamertino fra i migliori vini dell’epoca. Recentissima la nascita del Consorzio di tutela del Mamertino Doc che sarà guidato nei prossimi anni Flora Mondello. Tra le cantine da visitare vi segnaliamo: Gaglio Vignaioli, Planeta, Feudo Solaria e Vasari.

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Gaglio Vignaioli

La Doc Malvasia delle Lipari

Ma non è solo il Mamertino a proporsi in chiave storica, anche la Doc Malvasia delle Lipari pesca le sue origini in un lontano passato. Per Diodoro Siculo, storico greco-siceliota vissuto tra il 90 e il 27 a.C., l’introduzione del vitigno si deve ai colonizzatori greci, giunti nelle Eolie intorno al 588 a.C. Riconosciuta ufficialmente nel 1973, la Doc include le sette isole Eolie, considerate patrimonio dell’Umanità dall’UNESCO. Le varietà di uva contemplate nel disciplinare di produzione includono solamente la malvasia di Lipari sino al 95% con una piccola percentuale di corinto nero compresa tra il 5 e l’8%. I vini sono prodotti nelle tipologie passito, liquoroso (con alcool aggiunto) o secco, in base alla percentuale di zuccheri naturali presenti nel vino. Tra le aziende che meritano una tappa vi sono Cantine Colosi, Tenuta di Castellaro, Florio, Tasca d’Almerita e Barone di Villagrande.

Tenuta Colosi

La Doc Faro

Quasi “cittadina” la dimensione della Doc Faro, la cui zona di produzione si sviluppa nel solo comune di Messina, da Giampilieri Marina a Capo Peloro per 32 chilometri nella fascia jonica, e da Capo Peloro a Ortoliuzzo per 24 km nella fascia tirrenica, per 900 ettari totali. Riconosciuta ufficialmente nel 1976, il nome “Faro” pare derivi dall’antica popolazione greca dei Pharii, che colonizzarono Capo Peloro (Faro) e gran parte delle colline messinesi, svolgendo attività agricola e in particolare dedicandosi alla coltivazione delle vigne. Quest’area della Sicilia vanta un’antichissima vocazione vitivinicola, il vino Faro, infatti, era prodotto già in età Micenea (XIV secolo a.C.). Numerose testimonianze sono riconducibili a un’importante attività vitivinicola già dall’epoca greca, per arrivare fino al XIX secolo in cui furono davvero notevoli il commercio e l’esportazione di vino Faro in molte regioni della Francia. Tra le cantine da visitare vi suggeriamo Le Casematte e Palari.

Le Casematte

Gianna Bozzali

Siciliana, originaria di Vittoria. Una laurea in Scienze e Tecnologie Alimentari e tante esperienze maturate nel mondo della comunicazione enogastronomica, sia in Tv sia grazie alla collaborazione con testate giornalistiche di settore. Giornalista e critico gastronomico, amo narrare le storie più semplici ma al tempo stesso le più vere ed emozionanti, come quelle dei casari, dei contadini e dei pescatori perché anche il più piccolo produttore ha un racconto di vita che merita di essere “ascoltato”.

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