Viaggi del Gusto Magazine

VdG Magazine – i Viaggi del gusto, è un magazine online di approfondimento sul mondo dell’enogastronomia, del turismo, della ristorazione e del Made in Italy nella sua accezione più ampia.

Menù

Ultimi articoli

Dolce mestiere

2 Dicembre, 2021

Natale sul Lago di Como tra piatti tipici e tradizioni

Shares

Un viaggio attraverso i sapori natalizi della località lombarda tanto amata non solo dai vip, ma anche – e soprattutto – dai suoi cittadini

Il Lago di Como attrae visitatori da ogni parte del globo, affascinati da un paesaggio unico – si, perché le montagne che abbracciano il bacino lasciano davvero a bocca aperta – e dalle meravigliose ville che popolano i paesini arroccati sulle sponde, scelte spesso come location di film hollywoodiani e buen retiro da molti celebri attori.

Ma il Lario – nominato nel 2014 lago più bello del mondo dal quotidiano online “The Huffington Post”- così famoso tra i turisti perché costituisce la cornice di un territorio vario e ricco di storia, lo è meno per la sua gastronomia, fatta di sapori forti e gusti decisi, retaggio della cultura contadina.

Una cucina però apprezzatissima dai suoi abitanti, che soprattutto in occasione delle festività natalizie sfoderano i ricettari delle nonne per servire sulle proprie tavole i piatti tipici della tradizione, caserecci e dai nomi in dialetto.

A questo punto, dopo avervi fatto venire l’acquolina in bocca, vi proponiamo un menù tutto comasco, che però non si compone degli ormai famosi “cassoeula” – specialità a base delle parti meno nobili del maiale e verza -, “polenta e misultin” – gli agoni del Lago, pescati tra maggio e giugno, fatti essiccare al sole su appositi trespoli di legno e poi pressati in scatole di latta insieme a foglie di lauro – e “risotto con filetti di pesce persico” ma consta di cibi meno noti e assolutamente gustosi.

 

I piatti delle feste natalizie del Lago di Como

Le tradizioni alimentari dei paesi sviluppati attorno al Lago di Como sono piuttosto omogenee: in tutto il territorio si fa ampio ricorso ai cereali minori, al grano saraceno e alle castagne; le carni preferite sono quelle bianche o di selvaggina; il pesce d’acqua dolce è sicuramente tra le pietanze protagoniste; gli ortaggi e le erbe aromatiche sono ampiamente utilizzati.

Una delle più antiche specialità di Bellagio è il “toc”, una polenta molto cremosa cucinata con una gran quantità di burro e formaggio d’alpeggio e cotta in un paiolo. Essendo un piatto particolarmente ricco e grasso, le famiglie contadine servivano il “toc” durante le occasioni speciali – come il Natale – e lo digerivano con un bicchiere di “ragel”, un particolare vin brulè.

Letto questo?  Pizza Day, il 17 gennaio si festeggia la giornata mondiale della pizza

Tipico invece della zona montuosa del Lario occidentale è lo “zincarlin”, un formaggio aromatizzato con il pepe che veniva preparato a partire dalla ricotta d’alpeggio nella stagione estiva, e conservato fino in inverno in particolari mobili detti marne. In genere ancora oggi lo si presenta insieme a fagioli e cipolle, due prodotti facilmente reperibili per gli agricoltori e i pastori che abitavano questi territori.

Per accompagnare i piatti, un vero comasco consiglierà la “filascetta” e il “pan mataloc”: la prima è una focaccia originaria di Dongo – alto Lago – a base di pasta di pane e cipolla, mentre il secondo è un particolare pane dolce tipico della zona bellagina, e veniva proposto ai commensali per festeggiare il Natale.

E per concludere il vostro pasto festoso, potrete sbizzarrirvi con uno dei tanti dolci della tradizione lariana. La “miascia” è una torta tipica preparata con pane raffermo – “pan poss” in dialetto – a cui si aggiungono frutta secca e fresca; nonostante sia davvero gustosa e oggi costituisca una sana merenda, si tratta di un pietanza molto povera che veniva servita solo per celebrazioni speciali o addirittura – tra le famiglie più povere – come piatto unico. Il “paradèl” è una sorta di crêpe, un frittellone dolce che per essere cucinato necessita solamente di latte, farina e uova. La “rüsümada” – il mio dolce tipico preferito, perché mi ricorda davvero le feste in famiglia – è una bevanda piuttosto densa composta da uova, zucchero e vino rosso; essendo molto energetica, nei tempi passati veniva utilizzata come rimedio contro i malanni di stagione.

La cucina tipica del Lago di Como, di retaggio contadino, continua ad animare le tavole di tutti i cittadini di questo territorio, che fieri si tramandano le ricette dei propri avi di generazione in generazione. E, magari, il prossimo vip che si recherà a Cernobbio o a Laglio al ristorante ordinerà una porzione di “toc” e una bella fetta di “miascia”, sorseggiando un buon bicchiere di “ragel”.

Chiara Volontè

Chiara Volontè, classe 1987, laureata in filologia romanza all’Università Statale di Milano, è nata e cresciuta tra i cataloghi di viaggio dell’agenzia di sua mamma. Sarà per questo che non riesce a fare a meno di conoscere posti nuovi ed esplorare le meraviglie del mondo. Collabora con Economy, VdG Magazine e Viagginbici.com

Dicci cosa ne pensi!

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *

Top