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Niscemi, al ritmo lento della natura

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C’è un turismo lento che ama i luoghi poco noti, dove incontrare la gente del posto diventa un’occasione arricchente, capaci di lasciare un segno indelebile e la voglia di ritornare. Uno di questi è Niscemi. Siamo in Sicilia, nel territorio di Caltanissetta, nel punto in cui passa uno dei più affascinanti Cammini d’Italia, ossia la via Francigena Fabaria.

Lungo la Via Fabaria

Questa strada fa parte dei quattro percorsi della via Francigena che attraversano la Sicilia e valica campi di carciofi e nidi di cicogne nella colonia più grande d’Europa. Un affascinante itinerario che collega tracce di viabilità greco-romana con segmenti storicamente documentati nel Medioevo. Ogni passo lungo la Via Francigena Fabaria è un passo attraverso la storia, permettendo di vivere un’esperienza che amalgama la grandezza della natura e della cultura della Sicilia Orientale.

La via, in cui ricade anche Niscemi, si estende per poco più di 300 chilometri, snodandosi tra le affascinanti coste di Agrigento e le imponenti lave vulcaniche presenti tra Maniace e Randazzo. Adatta agli escursionisti, si sviluppa prevalentemente su strade sterrate, piste o sentieri ciottolati e sono progettate per un ritmo moderato con soste lungo il percorso. Arrivati a Niscemi offre uno scenario unico, immerso in una scenografia naturale straordinaria come la piana di Gela, da ammirare affacciandosi nel suo belvedere.

 

Niscemi, luoghi di storia e religiosità

Se fate tappa a Niscemi non perdetevi la visita al Santuario di Maria Santissima del Bosco, l’edificio religioso più importante della città in quanto intitolata alla Santa Patrona. Una piccola chiesa, semplice e sobria, sebbene presenti dei tratti stilistici riconducibili al barocco siciliano, ma molto cara agli abitanti del posto che, specie nel mese di maggio, omaggiano la Madonna con riti particolari.

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Viaggiare nella storia, il museo civico

Per un tuffo nel passato non esitate ad entrare nel Museo Civico di Niscemi. Ne varrà la pena. Esso contiene ben 5mila reperti e diverse aree i cui sono state ricreate ambientazioni del passato come il negozio del barbiere, la sala dei giocattoli, le stanze da letto dei contadini. Il visitatore ha come l’impressione di sentire suoni e voci che continuano a vivere in quegli oggetti che così continuano a restare in vita, raccontando il sudore degli avi. Un luogo di memoria e identità.

(foto Gianna Bozzali)

 

Niscemi e la sughereta

Se siete appassionati di natura, fate tappa alla Sughereta di Niscemi. Si tratta del più importante relitto dei boschi di querce da sughero che un tempo ricoprivano la Sicilia centro-meridionale. Un sito di straordinario valore naturalistico con le sue oltre 600 specie di piante, 122 di uccelli e con la sua Grande Quercia, l’albero secolare che attualmente è la più vecchia quercia in Europa.

Il violetto di Niscemi

Come in ogni angolo di Sicilia, anche qui non si può rinunciare ad esplorare le bontà tipiche del posto. Qui protagonisti sono i carciofi. Da qualche anno eletto Presidio Slow Food, il carciofo di Niscemi qui chiamato vagghiàrdu che significa gagliardo ha la particolarità di non avere spine. Il suo cuore è compatto e presenta un sapore delicato e dolce. Assaggiatelo arrostito alla brace e poi condito con olio, sale, un po’ di pepe, aglio e prezzemolo. Uno tira l’altro. Ovviamente i ristoratori del posto vi riserveranno tante altre buone ricette condite anche con aneddoti e curiosità che solo venendo qui, a Niscemi, daranno un gusto in più alla bontà di questo prodotto.

(foto Francesco Giugno)

 

Si ringrazia per le foto l’Ufficio Stampa del Comune di Niscemi

Gianna Bozzali

Siciliana, originaria di Vittoria. Una laurea in Scienze e Tecnologie Alimentari e tante esperienze maturate nel mondo della comunicazione enogastronomica, sia in Tv sia grazie alla collaborazione con testate giornalistiche di settore. Giornalista e critico gastronomico, amo narrare le storie più semplici ma al tempo stesso le più vere ed emozionanti, come quelle dei casari, dei contadini e dei pescatori perché anche il più piccolo produttore ha un racconto di vita che merita di essere “ascoltato”.

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