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4 Gennaio, 2021

San Martino, vino Novello e sapori d’autunno

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Stappato il 30 ottobre, ma la sua apertura si festeggia, da tradizione, l’11 novembre, il giorno di San Martino, data in cui i contadini, soprattutto in passato, chiudevano la stagione dei raccolti ed erano pronti a fare i bilanci di un anno di lavoro​. Il vino Novello cerca di resistere al passare delle mode e quest’anno si trova a dover vincere la sfida delle misure anti Covid, con i ristoranti ed i bar chiusi e il divieto di fiere e sagre.

Secondo stime Coldiretti, la produzione quest’anno si attesterebbe intorno ai 3,5 milioni di bottiglie, un volume che, pur se in calo, conferma il primato mondiale italiano. «Il novello – ricorda l’organizzazione agricola – è il vino con gradazione alcolica attorno agli 11 gradi che sancisce da sempre l’avvio delle visite nelle cantine e delle iniziative di promozione del vino Made in Italy (che complessivamente vale circa 11 miliardi di euro). Ma quest’anno- sottolinea Coldiretti- rischia di essere pesantemente penalizzato dall’emergenza coronavirus».

Il vino da bere giovane

Il déblocage, ossia lo sblocco per la messa in vendita del novello, è avvenuto il 30 ottobre, anticipato di una ventina di giorni rispetto al concorrente Beaujolais nouveau francese che si potrà assaggiare solo a partire dal 19 novembre. Ma c’è una differenza qualitativa di non poco conto fra i due novelli. Il vino da bere giovane è nato negli anni ’50 in Francia nella regione Beaujolais e le sue caratteristiche sono dovute al metodo di vinificazione utilizzato (la macerazione carbonica dei grappoli interi delle uve).

Per produrlo i vignaioli locali che sfruttano le meno pregiate uve Gamay della Borgogna meridionale per ottenere il Beaujolais nouveau. La produzione italiana è invece basata da sempre su uve di qualità DOC e IGT.

Il Novello in Sicilia

«Per fare grandi novelli servono solo le uve migliori e quindi per molti risulta antieconomico visto che poi una bottiglia di novello viene venduta in media a circa 5 euro la bottiglia – spiega Gianni Giardina, delegato Onav di Palermo . Altra questione è la carenza in molte aziende delle tecnologie necessarie per effettuare la macerazione carbonica delle uve. In Sicilia vi sono poche aziende che desiderano offrire alla clientela una gamma completa di vini e quindi il novello non può mancare».

Vino che rinnova la tradizione

Tra le aziende vi è la storica realtà messinese Cantine Madaudo. «Le sfumature sensoriali legate alla morbidezza e leggerezza del prodotto non possono rappresentare l’unico motivo che ci spinge a continuarne la produzione – afferma Rosario Madaudo, responsabile marketing –. È qui che entra in gioco, ormai da quattro generazioni a questa parte, la tradizione. Ecco perché, nonostante i numeri parlino chiaro con un deciso crollo della produzione, cerchiamo di mantenere vivo quello che definiamo il primo regalo della vendemmia».

Vino Novello

Mantiene l’interesse dei consumatori

Nonostante i numeri indichino un evidente calo della produzione del novello negli ultimi anni dovuto a molti fattori, per quel che concerne Cantine Madaudo l’interesse dei consumatori continua ad esserci. «Quest’anno abbiamo prodotto circa 70.000 bottiglie – conferma Madaudo –, già destinate ai nostri clienti che ormai da anni lo apprezzano. La nostra soddisfazione non è legata unicamente alla performance economica ma piuttosto al mantenimento di un legame con il novello fatto di atmosfere e ritualità, ancora presente nell’animo dei consumatori».

Abbinamenti con il novello

Leggero, beverino caratterizzato da grande delicatezza, morbidezza e scarsa tannicità. La sua fragranza e i sentori fruttati lasciano molteplici spazi. Il novello viene consumato soprattutto dal pubblico femminile e dei più giovani in abbinamento con i prodotti autunnali come le caldarroste, i funghi o ancora i salumi e tra le carni quella di maiale.

Salsiccia artigianale

Un must con la carne di maiale

«Un proverbio siciliano – ci racconta Gianni Giardina, uno dei più noti macellai dell’Isola – recita così: a San Martino s’ammazza lu porcu e si sazza lu vinu. Un proverbio che ci riporta al passato, a quando in occasione di questa ricorrenza nelle famiglie siciliane ricominciava la macellazione del maiale per farne prosciutti, salami e salsicce da spruzzare di vino novello appena spillato durante la cottura. Una tradizione viva ancora in alcune città della Sicilia. Che ben vengano a tavola i piatti a base di maiale – aggiunge Giardina – dal ragù alla cotenna al sugo, buonissimi poi i piedi di maiale con i ceci, così come la succulenta pancetta al forno dove si impiega la pancia del suino. Facciamo tesoro della nostra tradizione gastronomica!».

Letto questo?  Le Ricette del Vino, il primo ricettario che parte dal vino per arrivare al cibo

Gianna Bozzali

Siciliana, originaria di Vittoria. Una laurea in Scienze e Tecnologie Alimentari e tante esperienze maturate nel mondo della comunicazione enogastronomica, sia in Tv sia grazie alla collaborazione con testate giornalistiche di settore. Giornalista e critico gastronomico, amo narrare le storie più semplici ma al tempo stesso le più vere ed emozionanti, come quelle dei casari, dei contadini e dei pescatori perché anche il più piccolo produttore ha un racconto di vita che merita di essere “ascoltato”.

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