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Lievito padre

13 novembre, 2018

Gli alimenti funzionali… al benessere

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Sono tanti, moltissimi dei quali già normalmente inclusi nella nostra dieta e presenti sul mercato. Ma sapremmo riconoscerli? Sapremmo darne una definizione? In sostanza: sappiamo davvero cosa mangiamo, cosa ci fa bene e perché? Certo l’assenza di leggi europee non ci viene in contro…

 

 

 

 

Secondo la definizione riportata sul British Journal of Nutrition “un alimento può essere considerato funzionale, se è sufficientemente dimostrata la sua influenza benefica su una o più funzioni del corpo, oltre ad effetti nutrizionali adeguati, tanto da risultare rilevante per uno stato di benessere e di salute o per la riduzione del rischio di una malattia”. Chiediamo alla professoressa Anna Nudda di illustrarci luci e ombre di questa classi di cibi.

 

Prima di tutto, cosa si intende per alimenti funzionali?

Sono alimenti naturali che, oltre ai componenti nutritivi di base, contengono concentrazioni elevate di molecole bioattive in grado di esercitare un effetto benefico sulla salute e di ridurre rischio di malattie quando consumati in una dieta varia ed equilibrata. Possono essere alimenti integrali naturali (frutta, cereali, latte, carne) oppure arricchiti di minerali e vitamine (il latte arricchito con ferro, yogurt arricchito con calcio) o di altri componenti bioattivi (yogurt arricchito probiotici, antiossidanti); o ancora alimenti funzionali supplementati con sostanze non presenti naturalmente nell’alimento, ma aggiunti (yogurt arricchito con fitosteroli).

 

Sono alimenti naturali o artificiali?

L’arricchimento con componenti bioattive può avvenire attraverso l’aggiunta diretta oppure attraverso tecniche di selezione genetica (il pomodoro arricchito in licopene, il riso arricchito in vitamina A), tecniche di coltivazione (patate arricchite in selenio) e di alimentazione degli animali (le uova, il latte e la carne arricchite con omega-3). Può essere definito funzionale anche un alimento a cui sono stati ridotti o eliminati alcuni componenti (il formaggio a basso contenuto in grassi, il latte senza lattosio).

 

Come si pone l’Europa nei confronti di questi prodotti?

Nell’Unione europea manca una legislazione specifica su questa categoria di alimenti, sulla sua etichettatura e commercializzazione. Eppure i consumatori hanno diritto a fare una scelta alimentare informata, per cui è indispensabile che sia possibile avere “health claims” (cioè indicazioni salutistiche) accurate.

 

Come orientarsi, e talvolta, come difendersi dai claims salutistici talvolta fuorvianti?

In questo ambito l’European Commission Concerted Action on Functional Food Science ha avviato un progetto con l’obiettivo di valutare gli effetti biologici di ciascun alimento funzionale basandosi su dati forniti da evidenze scientifiche, affinché qualunque “claim” riportato su un alimento funzionale sia stato scientificamente provato.

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