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Gli chef dei profumi

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 Si chiama profumeria artistica ed è un ambito di nicchia nel quale “nasi” raffinatissimi danno vita a fragranze che sono veri e propri diari della loro vita, delle loro esperienze. Abbiamo intervistato alcuni dei più noti, che ci hanno spiegato la loro ricetta per un “aroma d’autore”      Ragù, Acqua Salata, Variazione di Ragù: sono solo alcune delle fragranze che traggono spunto da ricette tipiche del napoletano, realizzate da Gabriella Chieffo, uno dei “nasi” ai quali abbiamo chiesto se e in che termini fosse possibile creare un parallelo tra la figura del cuoco e quella del profumiere. «Odori e sapori sono elementi fondamentali nelle esperienze sensoriali più significative della vita – ci dice la Chieffo – In particolare sono gli odori ad anticipare il gusto, aumentando l’attesa e predisponendo tutti gli altri sensi all’imminente soddisfazione del palato». A un profano verrebbe spontaneo pensare che siano quelle delle aromatiche le note che legano il lavoro di nasi e cuochi: niente di più scontato, sottolinea  Maria Candida Gentile per la quale «la cucina ha un suo odore che cambia ed è diverso a seconda di chi la interpreta a prescindere dalle note: un odore più profondo che io sento». «E non dimentichiamoci del bergamotto e dell’arancia – le fa eco Francesca Dell’Oro – elementi che hanno la capacità di infondere energia. Spesso le materie prime che odoriamo e che gustiamo sprigionano sensazioni contrastanti ma che ricerchiamo, anche inconsciamente, nel nostro quotidiano per tradurle poi in fragranze uniche». Dunque nella creazione di un profumo, un po’ come in un quella di una ricetta, c’è sempre un tocco autobiografico… «È impossibile per un naso non lasciare una propria traccia – afferma Laurent Mazzone, unico creatore francese (e uomo) tra quelli intervistati – Nulla quanto una nota, un sillage, svelano il proprio creatore, la sua esperienza e il suo passato. Nella profumeria artistica le composizioni olfattive sono diari». Un settore questo che riscuote un successo crescente, anche se non sempre è facile capire le differenze tra un profumo commerciale e uno “d’arte” per i non addetto ai lavori. «Siamo in un ambito più ricercato e artigianale – ci spiega Francesca Dell’Oro – nel quale è possibile dar voce alla creatività in modo più libero». La massificazione dei consumi, secondo Laurent Mazzone, «ha determinato la necessità di possedere qualcosa che si stacchi dai limiti del tempo e dello spazio, che entri nella sfera intima e ci faccia sentire speciali. A questo si aggiunge l’indubbia qualità delle creazioni olfattive d’autore, dalla scelta degli ingredienti al packaging». «La profumeria d’autore è un vero e proprio mestiere d’arte» ribadisce Silvana Casoli, senza nulla togliere a quella cosiddetta “commerciale” che, come conclude Maria Candida Gentile, può essere di grande livello: «ce n’è per tutti i gusti e ognuno è libero di scegliere la fragranza migliore per sentirsi se stesso!».

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