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L’olio più buono? Si produce in Sardegna

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A un mese dall’evento che per la dodicesima volta l’ha resa capitale dell’olio, Trieste tira le somme della manifestazione Olio Capitale.Quest’anno, nella quattro giorni dedicata agli extravergini  organizzata da Aries – Azienda Speciale della Camera di Commercio Venezia Giulia con la collaborazione dell’Associazione Città dell’Olio – nei saloni della stazione marittima sono passati circa 12 mila visitatori, tra pubblico generico e operatori professionali, anche per incontri bilateriali con buyer esteri . Oltre 280 presenze al giorno si sono registrate pure durante gli show della Scuola di Cucina coordinata dallo chef  Emanuele Scarello (2 stelle Michelin) del ristorante Agli amici di Godia (Udine), ma che ha visto la partecipazione di altri importanti chef stellati, che hanno raccontato i loro migliori abbinamenti oli-pietanze: a cominciare dal giovane Lorenzo Cogo, (1 stella Michelin) , per esempio, del ristorante El Coq di Vicenza, che ha presentato un superbo, raffinato e ricercatissmo piatto: “Pane e olio in dessert. Saghetto aglio e olio (con nocciole e Sakè) nonché dal mediadico e istrionico Fabrizio Nonis, volto della trasmissione La Prova del cuoco mezzo veneto e mezzo friulano, titolare anche di una scuola di cucina a Marrakech, che ha illustrato e fatto degustare al pubblico la sua ultima invenzione: i macarons di tartare di capperi.  UN SUCCESSO … CONDITO DA EVENTI DI RICHIAMO Insomma, un successo, ben …condito – è il caso di dirlo – da momenti di grande richiamo, oltre che da convegni che sono stati momenti di approfondimento sugli scambi commerciali, ma anche da storie singolari che è stato bello sentirsi raccontare dai diretti interessati. Come quella di quattro ragazzi pugliesi di vent’anni che un anno fa hanno messo insieme le forze e fondato una società semplice per dedicarsi all’agricoltura, riscoprire la natura con l’obiettivo di investire nella nella produzione di olio. Insieme, questi quattro giovanissimi amici, hanno comprato un uliveto in vendita a Corato (Bari) e producono olio extra vergine d’oliva dalla monucultirar Coratina. Possiedono 520 olivi disseminati su tre ettari di terreno.  “Crescerà insieme a noi questo progetto – dice assertivamente Francesco – e abbiamo scelto per la nostra attività d’impresa il nome Tenuta Rea, in omaggio alla moglie di Zeus e alla Madre Terra”. E’ bello vedere tanto entusiasmo profuso in una iniziativa che è un ritorno alla ruralità, bello scoprire che i giovani hanno voglia di dedicarsi a idee sane che contemplano il lavoro all’aria aperta e il nutrirsi consapevole. Oltre a giovani, Olio Capitale ha evidenziato che ci sono anche molte donne coinvolte nel mondo dell’olio, anche con iniziative culturali. Le Donne dell’Olio, per esempio, hanno realizzato in collaborazione con il maestro vignettista Valerio Marini, la Tombola dell’Olio, con bellissimi e simpatici disegni he giocano sul doppio senso in materia di olio. OLIO, QUALITA’ E TERRITORIALITA’ Soprattutto, però, gli stand dei produttori provenienti da tutte le regioni d’Italia  (e anche dall’estero hanno messo in evidenza come l’olio sia elemento basilare dell’alimentazione e figura centrale di un business che si va sempre più incrementando. “L’importante di investire sulla qualità e il valore della territorialità sono stati al centro della manifestazione – spiegano gli organizzatori di Olio Capitale – specie nei momenti di approfondimento alternatisi lungo i quattro giorni di fiera. Saper valorizzare l’extravergine italiano – sottolinea Antonio Paoletti, presidente della Camera di Commercio Venezia Giulia – è la chiave per contrastare il trend negativo che quest’ultimo anno ha interessato le esportazioni d’extravergine d’oliva italiano”. In effetti, i dati Istat sugli scambi italiani con l’estero nei primi nove mesi del 2017 evidenziano una battuta d’arresto piuttosto sensibile delle esportazioni (-17%).  “Ecco perché  – continua Paoletti – è ancor più importante insistere sul lavoro di valorizzazione di ciò che ci rende unici. L’eccellenza del made in Italy ha una storia da raccontare, ha cultura, oltre che alti standard qualitativi in senso stretto. Ed è qui che possiamo fare la differenza. Continuare a insistere sulla qualità, senza farsi abbagliare dalla via facile del prodotto qualitativamente povero e a basso costo”. A Olio Capitale, questo quadro sinottico completo sull’olio italiano, si è scoperto che anche regioni “meno famose” dal punto di vista oleario, producono un ottimo prodotto. Anche per questo Olio Capitale si conferma un’occasione imperdibile per attrarre a Trieste le  eccellenze e esaltare il legame tra prodotto e territorio, come valore identitario che “certifica” il prodotto e permette anche alle piccole aziende di trovare il loro spazio sul mercato internazionale puntando non solo sulla qualità ma anche sulla bellezza e la ricchezza del paesaggio di cui il prodotto è espressione”. GLI OLI VINCITORI Grande successo in termini di apprezzamento e attenzione del pubblico e degli addetti ai lavori, ha avuto anche  il Concorso Olio Capitale, con 303 oli partecipanti provenienti da tutte le regioni olivicole italiane ma anche da Spagna, Portogallo, Grecia e Slovenia. Quest’anno il concorso  ha introdotto anche nuove menzioni speciali. Dopo una pre-selezione effettuata da un panel di assaggiatori professionisti, i vincitori sono stati decretati da una giuria di assaggiatori, da una di ristoratori e da una di consumatori, a testimonianza di un mercato complesso e diversificato per tipologie di utilizzatori del prodotto.
Il Concorso ha visto al primo posto sul podio gli oli sardi: il “Fruttato Fois” dell’”Accademia Olearia” si è aggiudicato il premio per il miglior fruttato leggero, ma è “Luna Vera di Oliena” dell’Azienda Agricola Sebastiano Fadda il vero mattatore che oltre al premio per il miglior fruttato medio si è aggiudicato anche la menzione speciale della Giuria Ristoratori, quella della Giuria Popolare e per finire la Menzione Ex Albis Ulivis. 
È andato, invece, oltreconfine, alla Slovenia, all’“Olio extravergine d’oliva Itrana” dell’azienda “Vanja Dujc” di Capodistria –Koper il premio per il miglior fruttato intenso. Il pugliese “Mimì Coratina” dell’Azienda Agricola Donato Conserva ha guadagnato il favore della Giuria degli Assaggiatori, vincendo la loro menzione, mentre al laziale “Colle Giglio” dell’Azienda Agricola Federico Marocca è andata la nuova menzione “Young” e la menzione “Credit-Agricole-Friuladria” che ha dato merito al miglior extravergine del Nord-Est, “Le Creve Garda DOP” dell’azienda “Le Creve di Paolo Forelli”. UN LAVORO PREMIATO Dedizione, esperienza e fatica sono il comune denominatore dei tre oli extravergini usciti vincitori dal Concorso Olio Capitale.
L’olio  decretato vincitore  – ha spiegato Antonello Fois di Accademia Olearia – è il “Fruttato Fois”, un prodotto molto elegante, un fruttato leggero, una Bosana, non semplice da ottenere perché al suo interno ha anche altre due cultivar che servono a dar corpo alla Bosana senza intaccarne la sua essenza principale, ovvero il gusto di carciofo e l’amaro e piccante che in questo caso si percepiscono in una versione più leggera e più light». «Per noi produrre olio significa essere in stretto legame con il territorio, si tratta di un legame affettivo – ha spiegato Sebastiano Fadda di “Luna nera” di Oliena. La nostra è un’azienda famigliare – precisa – coltiviamo i terreni della famiglia di mia moglie, ma alla tradizione si uniscono anche i miei studi, essendomi specializzato in Oleotecnica. L’olivicoltura che portiamo avanti, su oliveti tipici e non intensivi, non altera i valori ambientali – conclude Fadda -. Abbiamo scelto di non partecipare a tanti Concorsi, ma a Olio Capitale non rinunciamo mai: ed è stata quindi una soddisfazione ancor più grande, quest’anno, riuscire a ottenere questo riconoscimento». 

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