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2 Febbraio, 2021

America’s Cup 2021, al via la rivincita di Luna Rossa sul Team New Zealand

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“Non c’è secondo”. Questa mattina si è tornati a gareggiare nella baia di Auckland. Buon vento sulla finale della 36a America’s Cup per Luna Rossa Prada Pirelli che sta tentando, sognando, il colpaccio su Team New Zealand, dopo un inseguimento durato 20 anni e 5 campagne con tante speranze e illusioni, tra vittorie e sconfitte. Barche molto simili, bisognerà scegliere il fiocco giusto perché il vento farà la differenza.

L’arrivo vittorioso di Luna Rossa Prada del secondo match race

Dopo le due prime regate è parità, 1 a 1. Il team dei kiwi ha avuto la meglio nel primo round, portandosi subito al comando e conquistando il primo punto con 31 secondi di vantaggio. Buona invece la partenza di Luna Rossa Prada Pirelli nel secondo match race, acquisisce subito 13 secondi di vantaggio, concede spazio solo in un lato di bolina, ma controlla sempre la regata marcando i neozelandesi. Al traguardo il vantaggio sarà di 7 secondi (25 il massimo distacco durante la regata). C’è da dire che le vittorie sono state determinate dai rispettivi errori in partenza. Buona la prima giornata, porta fiducia… finale aperta!

A Luna Rossa la prima Prada Cup

Lo scorso 21 febbraio Luna Rossa Prada Pirelli ha vinto la Prada Cup su INEOS Team UK con un netto bel 7-1 e acquisendo il diritto di sfidare ufficialmente per la 36a America’s Cup il defender Team New Zealand. Dopo 21 anni la barca italiana torna a vincere la selezione dei challenge – allora era la Louis Vuitton Cup – e sfidare così quello che sembra l’imbattibile Team di New Zealand.

Il match race tra Luna Rossa Prada Pirelli e Ineos Britannia UK

Buon vento su Britannia

“Non c’è nessun secondo, Maestà” è quello che è risuonato ancora in Inghilterra alle 5:35 del mattino del 21 febbraio. Nel secondo match race della giornata l’urlo si è alzato nella baia di Auckland, echeggiando fino a Londra «The winner is Luna Rossa Prada Pirelli Team ITA», riservando un netto distacco a Ineos Britannia UK, l’ultima erede della flotta dei Sette Mari.

La Brocca delle Cento Ghinee

Tutto inizia il 9 luglio del 1857 con il Deed of Gift, l’atto di donazione presentato ufficialmente al New York Yacht Club dai proprietari della scuna inglese – il Cambria, un veliero a due alberi – per riportare in Inghilterra la Brocca delle Cento Ghinee (anche detta Queen’s Cup) che lo Yacht Club a stelle e strisce aveva vinto il 22 agosto del 1851 nelle acque inglesi dell’Isola di Wight. «Accettiamo la sfida a patto che la barca raggiunga la baia di New York dal paese di origine, con i propri mezzi» fu la clausola per l’accettazione della sfida ed agli inglesi toccò fare buon viso a cattiva sorte. Partirono dall’Inghilterra per quel che sembrava una semplice sfida tra barche a vela, ma in quel luglio del 1857 è iniziata la storia della più tecnica, bella, esclusiva e affascinante gara di vela internazionale, l’America’s Cup, per lungo tempo un affare privato tra Stati Uniti e Gran Bretagna.

La goletta “America” che vinse la Queen’s Cup nel 1851: da allora il trofeo prese il nome di America’s Cup. Dipinto di Fitz Hugh Lane, olio su tela (Peabody Collection)

La prima sfida nell’agosto del 1851

«Non c’è nessun secondo, Maestà» … “la regina Vittoria era un pò infastidita dal caldo. Regnava sull’impero più grande del mondo, comandante in capo della flotta più importante dei Sette Mari, mostrava poco interesse per quella regata intorno all’Isola di Wight a cui partecipava anche una goletta venuta a sfidarla da una sua ex colonia. La vela all’orizzonte era proprio quella della «America» e, come le fu annunciato, delle sedici barche inglesi che avrebbero dovuto facilmente batterla non si vedeva nemmeno l’ombra”.

La Brocca delle Cento Ghinee

«Non c’è nessun secondo, Maestà» … “è la frase che la tradizione ha messo in bocca a chi le annunciò l’arrivo, ma lei non se ne interessò più di tanto, felice di premiare al più presto qualcuno con quella brocca un pò pacchiana, costata ben cento ghinee soltanto perché era stata cesellata con quasi quattro chili d’argento”.

Azzurra

America’s Cup, le sfide italiane

Per il “popolo di navigatori” la storia comincia solo nel 1983 con la prima partecipazione di un’imbarcazione italiana ad osare la sfida, è Azzurra, la barca “del color del cielo” con skipper Cino Ricci, voluta dall’Aga Khan e dall’avvocato Gianni Agnelli, in gara con i colori dello Yacht Club Costa Smeralda (in quell’anno vinse l’America’s Cup una sorprendente imbarcazione, Australia II). Poi nel 1992 arriva Il Moro di Venezia, creatura di Raul Gardini con skipper Paul Cayard e primo team italiano in finale poiché vincitore della Louis Vuitton Cup (ndr, da questa edizione sarà Prada Cup). In finale nelle acque di San Diego vince però il Team America USA23.

Il Moro di Venezia (ITA-25) e America 3 (USA-23) nella America’s Cup 1992

Luna Rossa, challenge of record

La tradizione delle sfide italiane vede anche una partecipazione del team Italia (1987) con patron la famiglia Gucci e due di Mascalzone Latino del patron Vincenzo Onorato, nelle edizioni del 2002 e 2007. Ma soprattutto la storia recente è scritta da Luna Rossa, dal 2000 scendono in acqua le imbarcazioni del patron Patrizio Bertelli e del marchio Prada. Quella di oggi è la seconda finale di America’s Cup, dopo quella di 21 anni addietro con skipper Francesco De Angelis che si aggiudicò il diritto di sfida dopo aver vinto, sempre nelle acque di Auckland, la Louis Vuitton Cup contro America One timonata da Paul Cayard. In finale la sorte sorrise ai kiwi del Team New Zealand con barca ed equipaggio perfetti. Arriviamo così alla rivincita dei giorni nostri per una finale ancora tutta da seguire.

Team New Zealand (NZL60) e Luna Rosaa (ITA45) nella America’s Cup 2000

Il calendario dell’America’s Cup 2021

Questa volta si gareggia al meglio delle 13 regate. Vince chi porta a casa per primo 7 punti. Dopo le due gare di questa mattina, si riparte il 12 marzo con le dirette da seguire anche su RAI 2:

  • Mercoledì 10 marzo
    Gara-1: ore 04
    Gara-2: a seguire
  • Venerdì 12 marzo
    Gara-3: ore 04
    Gara-4: a seguire
  • Sabato 13 marzo
    Gara-5: ore 04
    Gara-6: a seguire
  • Domenica 14 marzo
    Gara-7: ore 04
    Gara-12: a seguire*
  • Lunedì 15 marzo
    Gara-9: ore 04*
    Gara-10: a seguire*
  • Martedì 16 marzo
    Gara-11: ore 04*
    Gara-12: a seguire*
  • Mercoledì 17 marzo
    Gara-13: ore 04*

 

 

Filippo Teramo

Direttore Responsabile di VdGmagazine - - Appassionato di enogastronomia, da giornalista ed esperto di marketing è impegnato a valorizzare le tante eccellenze, i territori e gli eventi del turismo sensoriale. Per la sua passione per il mondo del vino e del buon cibo si auto definisce “giornalista per passione e buongustaio per professione” sfruttando l’enogastronomia per narrare di prodotti tipici e territori identitari. Giornalista eclettico, vanta diverse collaborazioni con giornali, riviste e televisioni, e da cronista di gastronomia ama raccontare storie di persone, cibi e curiosità. Il suo sguardo "del Sud", terra che definisce “maledettamente bella”, è visibilmente innamorato di tutto ciò che descrive e che tocca le corde dei sensi.

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