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4 Gennaio, 2021

Black Friday: Regali di Natale, galateo e bon ton da seguire in tempo di Covid

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I regali sono una bomba a orologeria e rappresentano la prova del cattivo gusto altrui. Troppo spesso sono la resa dei conti degli affetti, un duello all’ultimo sangue in cui vince chi fa il regalo più grosso. Regali obbligati, e quindi necessariamente impersonali e/o sbagliati. Cosa suggerisce il galateo? Ne abbiamo parlato con Barbara Ronchi della Rocca, esperta di  bon ton.

Come affrontare questo tour de force?

Il problema dei regali colpisce tutti. Anche chi decide, tetragono, “quest’anno niente festeggiamenti e niente regali”, già verso la fine di novembre percepisce un certo disagio esistenziale, che si aggrava verso il 15 dicembre; per poi scoppiare nella temibile “sindrome del 23”, in cui, preda dei sensi di colpa e dell’ansia, ci precipitiamo a fare il giro dei negozi, comprando senza riflettere e senza freni, vittime della prodigalità dell’ultimo minuto che prosciuga tredicesime e conti in banca.

Barbara Ronchi della Rocca

Quindi quale periodo scegliere?

“l modo migliore per affrontare il problema è quello di non pensarci solo dal 1° dicembre in poi. L’ideale sarebbe diluire le scelte e gli acquisti durante tutto l’anno: ogni volta che vediamo in una vetrina un oggetto che potrebbe piacere a uno dei nostri destinatari “istituzionali”, comprarlo e metterlo da parte, magari già ben confezionato con un pacco regalo, e prenderne nota su un’apposita lista, per evitare che, col tempo, ci dimentichiamo che cosa abbiamo già comprato e per chi”. Un po’ di consumismo natalizio è inevitabile, a patto di mantenere vivi i simboli e i riti, e restituire ai doni il significato perduto, la pienezza di un’esperienza affettiva. 

Sarà un Natale di crisi, le previsioni economiche non sono delle migliori. Come procedere per gli acquisti?

Mettiamoci d’accordo in anticipo con gli amici non intimi e i colleghi di lavoro: niente regali, neppure simbolici; vedrete che accoglieranno con vero sollievo la proposta! Ridotto quindi il numero dei destinatari, passiamo al “che cosa” regalare. E qui si scatena la guerra dei sessi. Inutile negarlo, (quasi) tutti i regali di Natale che noi donne compriamo per i nostri uomini (marito, amante, moroso, figlio, fratello) sono dei clamorosi flop. Perché doniamo quello che ci piacerebbe ricevere, e questo principio evangelico non va d’accordo con le differenze di genere.

disegno di Tiziano Riverso

I regali per gli uomini?

Pochissimi uomini (io personalmente non ne ho mai trovati) apprezzano i capi di vestiario che sono il tipico dono femminile. Quindi la camicia supergriffata, la sciarpa “carinissima”, il maglione di cachemire scovato in un negozietto di pezzi unici, non ottengono niente di più un “grazie” di cortesia. Non parliamo poi delle cravatte, l’unico capo davvero “parlante” dell’abbigliamento maschile, che perciò devono essere scelte rigorosamente dall’utilizzatore finale. Nel campo degli “oggetti non deperibili” poi, la scelta è ancora più difficile. Una mia amica lo scorso Natale ha speso quasi 2000 euro per una miniatura di Lamborghini tutta cosparsa di cristalli Swarovski, col risultato di vedersi quasi insultare dal fidanzato!

Ma esiste un Galateo dei regali? Quali scegliere e quali evitare?

Certamente!!! Eccolo:

  1. Non scegliamo quello che piace a noi, ma cerchiamo di ricordare (o di indovinare) le preferenze del destinatario. Questo, se lo conosciamo bene; nel caso opposto, è poco garbato donare oggetti troppo personali: scegliamo l’ultimo best seller, una scatola di dolci, una pianta fiorita…
  2. La superstizione si annida anche nella mente dei più illuminati intellettuali, perciò evitiamo i portajella, come fazzoletti, spille, oggetti appuntiti, piume, lampade e simili; sconsigliati anche i regali «spiritosi»: non è detto che tutti abbiano il senso dell’umorismo, o ce l’abbiano uguale.
  3. Dischi e libri non hanno controindicazioni. Ma i raffinati cultori di grande letteratura o musica alta si mettano nei panni di chi non è alla loro altezza, e non disdegnino di regalare i best seller e i successi della stagione. Comunque, sulle copertine non va mai scritto nulla, così possono essere cambiati con altri che piacciono di più.
  4. Validissimi e (quasi) sempre graditi sono i regali «mangerecci», purché scelti secondo l’ottica della qualità e non della quantità: non si tratta di rifornire la dispensa per l’inverno, ma di suggerire l’assaggio di un “peccato di gola” artigianale, raro, originale, insomma particolare. E, in quest’ottica, anche una pagnotta rustica può essere un regalo molto apprezzato.
  5. Per non imbarazzare chi lo riceve, il dono non deve essere sproporzionato rispetto alle nostre possibilità economiche. Ma anche se siamo molto ricchi, un regalo costosissimo può fare sentire a disagio chi lo riceve, anche perché il galateo impone di ricambiare alla prima occasione con un oggetto di pari valore: praticamente una cambiale in protesto.

Regalare per poi ricevere?

Ma la cosa più importante è che qualunque regalo (fatto, dimenticato, sbagliato, giusto, troppo o troppo poco costoso) non diventi mai fonte di sollecitazioni, pretese, discussioni, lamenti, ironie, attriti, resoconti con amici e parenti. Se abbiamo una vita sociale abbastanza intensa, o anche solo molti parenti e amici che possono capitarci in casa all’improvviso per farci gli auguri, è utile avere pronta una scorta di regalini gradevoli, ma non costosi, abbastanza unisex, così da poter ricambiare l’omaggio imprevisto. Candele profumate, qualche bella cornice per fotografie, un libricino di massime del pensiero positivo, una marmellata fatta in casa, un best seller appena uscito, una scatola di dolci, una pianta fiorita. Nulla di veramente personale, e proprio per questo ottimo come “pronto soccorso” natalizio.

Più costa e più sarà gradito…

Possiamo metterci d’accordo con i parenti adulti di fare regali solo ai bambini e agli anziani; oppure fissare un tetto di spesa massima per ogni regalo, con divieto di superarla, perché il regalo resti a livello di “pensierino”, e si possa celebrare il rito dell’apertura dei pacchetti per tutti, senza influire troppo pesantemente sul nostro budget familiare. Oppure, ricorrere alla bella tradizione sudamericana di “el Angelito”: una specie di lotteria in uso nelle scuole elementari, dove si preparano i bigliettini con i nomi di tutti. Ogni bambino farà il regalo – ma rigorosamente anonimo – al compagno di cui avrà “pescato” il nome, così ciascuno riceverà un regalo, senza favoritismi tra amici per la pelle, e soprattutto senza gravare troppo sulle finanze della famiglia. Idea da copiare, come dicevo, per feste natalizie affollate, ma anche per le feste dei bambini. Un tocco di sobrietà per sciogliere le tensioni, uno profondo per dare sicurezza, uno leggero per regalare tenerezza. E cancellare luoghi comuni come “parenti serpenti”.

 I fiori e le piante come regalo per le feste?

Regalare fiori e piante a Natale è un classico, una scelta che può risolvere molti dubbi sul tipo di regalo. Ce n’è per tutti i gusti, per tutti i budget: possiamo scegliere proprio le piante e i fiori che per significato, messaggio, consuetudine, simboleggiano le feste: vischio, agrifoglio, elleboro, melograno. Ma se scegliamo i “classici” fiori invernali, ciclamini e rose bianche, apponiamoci il tocco aggiuntivo di un rametto di vischio, di agrifoglio, di pungitopo, qualche bacca rossa, una pigna dorata, qualcosa cioè che ricordi in maniera immediata l’occasione natalizia.

disegno di Tiziano Riverso

 I ringraziamenti, quando vanno fatti?

Quando ci consegnano un dono di persona, dobbiamo aprire subito il pacchetto, e ringraziare con bel garbo il donatore, anche per un oggetto indesiderato o brutto: mai dire “non era il caso”, perché non sta a noi sindacare l’opportunità dei gesti altrui. A maggior ragione, questa è una frase da non dire se il donatore non ha avuto mano felice, scegliendo un prodotto modesto,  per cui ringrazieremo comunque con calore, senza però eccedere negli aggettivi, che potrebbero sembrare una presa in giro. Se il dono è una scatola di dolci, dobbiamo aprirla subito, e offrirne – anche se ci dispiace molto – a tutti i presenti. Mai lasciar trapelare il nostro disappunto per il contenuto. Non diciamo mai “ma io odio il cioccolato al latte!”: per una volta, adoriamolo.

E se siamo attenti alla nostra forma?

Non diciamo: “ma sono a dieta!”: assaggiamone uno, per far vedere che li abbiamo graditi, e poi provvederemo a farli sparire dalla nostra vista. Il nostro regime dietetico ci deve rendere più snelli, non maleducati. Il modo migliore per dimostrare l’apprezzamento di un regalo è servirsene subito, o metterlo in mostra. Se si tratta di fiori, vanno subito messi in un vaso. Ma se il donatore non è presente quando apriamo il pacco, è d’obbligo una telefonata di ringraziamento entro 24 ore.

Letto questo?  Food delivery, le regole per mangiare bene e in sicurezza

Claudio Porchia

Giornalista, scrive su riviste e quotidiani e cura rubriche gastronomiche su diverse testate online. Promuove eventi culturali ed è direttore del premio letterario “Libri da Gustare”. Ha realizzato ricerche e prodotto documentari ed ha scritto diversi libri, fra cui uno dedicato alla storia del Festival della Canzone di Sanremo. Ha curato le ultime pubblicazioni di Libereso Guglielmi, conosciuto come il Giardiniere di Calvino. Presidente dell’Associazione Ristoranti della Tavolozza, riferimento importante per chi vuole scoprire la cucina regionale autentica, dove tradizione e accoglienza sono insieme protagoniste. Pubblica una guida dei migliori ristoranti del Piemonte, Liguria e Valle d’Aosta.

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