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Lievito padre

13 novembre, 2018

Carovigno, il gioiello del Salento brindisino

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 Dicono che quando vai in Puglia piangi per ben tre volte: la prima quando arrivi, la seconda quando riparti, mentre la terza quando ti pesi sulla bilancia. Niente di più vero in questo detto perché, si sa, la Puglia, si sa, è un trionfo di sapori, colori e profumi che inebriano fin dal primo respiro. La riprova sta nella la tappa di questo viaggio nel profondo Sud dello stivale, nella regione del Salento dove il Mare Adriatico affaccia sulle terre dei mori e degli antichi greci. Lì si trova Carovigno, piccolo borgo distante una manciata di chilometri da Brindisi, che si scopre subito essere destinato a valere ben tre pianti, e oltre.  Folate dal passatoA pochi chilometri dal mare, Carovigno è un ridente paesino dai tratti architettonici tipicamente mediterranei che, con i suoi trulli sparsi qua e là nelle campagne e le torri antiche che caratterizzano il paesaggio costiero, accoglie quei visitatori in cerca delle bellezze italiche più autentiche. Impossibile non perdersi tra i viottoli bianchissimi del centro storico, dove il vento soffia costantemente regalando quel leggero pizzicorio alla pelle che smorza il calore del sole. Il profumo dei taralli appena sfornati, però, stuzzica immediatamente l’appetito. Fortunatamente in una stradina ricavata dall’incastro delle casette bianche del centro si incappa nella storica panetteria Lu Scattusu, che da da oltre tre generazioni serve quotidianamente innumerevoli prelibatezze. Il forno è ancora alimentato dalle fascine di ulivo del territorio, e il pane mantiene quel profumo autentico della ricetta tradizionale. I carovignesi, dal canto loro, giurano che è difficile trovare panfrisé e taralli più buoni nella zona.  Bellezze colorate e saporiteOltre alla visita alla centralissima Chiesa Madre, caratteristica per il suo rosone laterale finemente ornato, e alla secentesca chiesa di Sant’Anna, va aggiunto il Castello di Dentice di Frasso che, con la sua muraglia rassomigliante la prua di una nave, invita i passanti a salire a bordo. Finalmente anche gli interni sono accessibili, e oltre alla visita delle sale finemente ornate ospitanti il museo archeologico vale la pena soffermarsi ad ammirare il tramonto sul tetto del castello: qui i colori fiammanti del cielo si perdono in quel mare un pochino più blu, restando tra le cose più emozionanti di questo viaggio salentino. Anche qui però le bellezze visive non restano sole, e così una volta ripresi i vicoli centrali, si viene subito catturati dal profumo di ombrina arrosto o agnello al forno provenienti dal ristorante “Creatività” di Danilo Vita. Con le sue rivisitazioni dei piatti tradizionali pugliesi in chiave moderna, come i bottoni di cime di rapa con semola, acciughe e bottarga, lo chef Vita anima i palati più curiosi grazie ad accostamenti imprevedibili che hanno però come comune denominatore la qualità e la freschezza dei prodotti puramente km zero.  Naturalmente ecofriendlyLa bellezza di questa piccola realtà nel cuore della Puglia si estende anche verso il mare, dove la Riserva di Torre Guaceto, che abbraccia quasi 8 chilometri di costa, custodisce le passeggiate silenziose a contatto col mare che non possono rimanere fuori dagli appuntamenti del taccuino. Si può anche approfittare dell’occasione per rispolverare l’appetito e assaggiare le tradizionali orecchiette con pomodoro e ricotta forte del Casale Ferrovia. Immerso nel verde degli ulivi secolari, il ristorante a conduzione familiare propone una scelta culinaria che azzarda con la tradizione, ma non tradisce i sapori più autentici della terra. Dormire nella storiaSe questo ed altro non hanno ancora fatto sgorgare nemmeno una lacrima, basta aspettare il momento di andare a dormire e La Dimora dell’Osanna, ex convento del 1500 ora ristrutturato in stile, è ciò che un viaggiatore vuole trovare sul proprio cammino: bellezza, tradizione, ospitalità. Scatti di GustoL’Azienda Calemone, eccellenza agricola carovignese e presidio Slow Food, è quella tappa di gusto obbligatoria se si vogliono provare le autentiche coltivazioni storiche del territorio. Oltre alla produzione dell’olio extravergine d’oliva spicca quella del pomodoro Fiaschetto di Torre Guaceto, che prende il nome dal suo colore rosso vivo che ricorda quello del fiasco di vino.Contrada Baccatani, 36 – Serranova di Carovigno (BR)  – tel. 0831555807www.calemone.it Dove Dormire Dimora dell’OsannaVia Vittorio Veneto, 12tel. 3200497932www.dimoradellosanna.it  Relais Masseria CaselliContrada Caselli, s.p. 25 San Vito Dei Normanni/Specchiolla s.n.Tel. 0831987726www.masseriacaselli.it Dove Mangiare Casale FerroviaVia Stazione, 1 SP34tel. 0831990025www.casaleferrovia.it CreativitàVia Matteotti, 42tel. 3398137303www.creativitarestaurant.it  

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