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Il basilico storico genovese dalla serra arriva direttamente in tavola

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Con un evento digitale ed in collegamento con tutto il Bel paese è stato presentato nei giorni scorsi il progetto di filiera corta di qualità del Basilico genovese Dop fresco, in tutti i suoi aspetti e potenzialità. Un grande e profumato successo grazie al box Genovese Storico recapitato presso le cucine e le redazioni dei giornalisti coinvolti. Il gusto e il profumo delle foglioline dei bouquet di Basilico Genovese DOP è stato il vero protagonista dell’incontro.

Un progetto innovativo

La presentazione si è aperta con un video in cui l’attore teatrale Pino Petruzzelli ha accompagnato gli utenti tra le parole che scrittori e poeti hanno dedicato al basilico e al suo legame indissolubile con il Mediterraneo. Hanno poi preso la parola l’Assessore al Commercio del Comune di Genova Paola Bordilli, il Direttore del Consorzio del Basilico Genovese Dop, Giovanni Bottino e Elisa Traverso Project manager dell’ente di tutela.

Una filiera corta di eccellenza del Basilico

Gli interventi istituzionali hanno illustrato i vari aspetti del progetto.  Ma soprattutto ne hanno approfondito le finalità e messo in evidenza come il Gruppo di cooperazione Genovese Storico sia nato con un obiettivo ambizioso. Quello di creare e consolidare una filiera corta di eccellenza del Basilico Genovese Dop per il mercato fresco. E diffondere e migliorare la conoscenza tra i professionisti della ristorazione, aumentando la consapevolezza del maggiore valore qualitativo, organolettico ed economico del prodotto a denominazione d’origine protetta.

L’intervento dei giornalisti

L’evento è quindi entrato nel vivo con la presentazione del logo e del sito che ne accompagnerà tutte le attività commerciali e di promozione.  Poi sono stati coinvolti i giornalisti del settore enogastronomico, a cui è stata inviata la box Genovese Storico. Elsa Mazzolini (La Madia Travelfood), ha ricordato il retroterra storico del basilico genovese e il ruolo di maestri come Ferrer Manuelli con il libro Pesto & Buridda,.  Lorenza Vitali (Witaly) e Luigi Cremona (Porzioni Cremona) hanno posto l’accento sull’importanza di creare partnership con gli eventi riservati agli chef emergenti dell’alta ristorazione e alle realtà di formazione di eccellenza.  Simona Vitali ( CucinaeSala) ha parlato del ruolo di ambassador territoriale e culturale del basilico.

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In collegamento con le serre

I collegamenti in diretta con le serre delle tre aziende agricole aderenti al progetto hanno permesso agli ospiti di conoscere virtualmente le realtà di produzione, in attesa di poterle visitare dal vivo attraverso un press tour che verrà organizzato appena sarà possibile.

Dalla visione delle serre degradanti verso il mare dell’azienda Casotti, si è passati alla realtà storica di Francesco Ratto. Molto emozionanti le parole della nipote Chiara, ultima generazione di una famiglia che al basilico ha dedicato la propria vita. La visita virtuale si è poi conclusa all’interno dell’azienda di Ruggero Rossi con la difficile e delicata raccolta manuale del basilico.

Grandi chef come testimonial

Infine le collaborazioni con tre esponenti di spicco della ristorazione e della pizzeria d’autore hanno permesso di evidenziare l’aspetto gastronomico e la versatilità di questo prodotto di grandissima.

Gino Sorbillo e la pizza al pesto genovese

Il famoso pizzaiolo napoletano, ha presentato un classico delle sue pizzerie: la pizza Nonna Carolina. Tra i suoi ingredienti il pesto genovese e foglioline di basilico sparse a fine cottura, oltre a pomodorini freschi e provola affumicata.

Lo chef Peppe Guida con la cucina ligure-campana

Stella Michelin con l’Antica Osteria Nonna Rosa di Vico Equense, ha presentato invece uno dei suoi famosi spaghetti. Un piatto di grande effetto, frutto di un gemellaggio ligure-campano. E realizzato utilizzando l’intera piantina di basilico in diverse cotture. In abbinamento con noci di Sorrento e cacio-limone, un formaggio creato dallo stesso Guida con un base di provolone del Monaco ed un cuore di burro e limone.

Ugo Alciati, granita di balico e limone

Chef del ristorante Guido di Fontanafredda a Serralunga d’Alba, ha invece interpretato l’aromaticità e il profumo del basilico genovese dop. Utilizzandolo per la creazione di un pre-dessert, che ne dimostra la grande versatilità in cucina. Una granita di basilico e limone, ottenuta con un pesto delicato di zucchero e foglioline di basilico. Accompagnata in questo caso da una purea di frutti rossi, ma adatta anche ad altre combinazioni gastronomiche. A descriverne e assaggiarne la bontà il giornalista e critico gastronomico dell’Espresso Marco Colognese.

In chiusura dell’evento il direttore del Consorzio basilico Genovese Dop Giovanni Bottino, nel ringraziare tutti gli ospiti, ha affermato che il gruppo di cooperazione Genovese Storico sarà immediatamente operativo sul mercato, anche attraverso un piano di comunicazione e marketing progettato e seguito da MA.DE e Studiowiki.

Claudio Porchia

Giornalista, scrive su riviste e quotidiani e cura rubriche gastronomiche su diverse testate online. Promuove eventi culturali ed è direttore del premio letterario “Libri da Gustare”. Ha realizzato ricerche e prodotto documentari ed ha scritto diversi libri, fra cui uno dedicato alla storia del Festival della Canzone di Sanremo. Ha curato le ultime pubblicazioni di Libereso Guglielmi, conosciuto come il Giardiniere di Calvino. Presidente dell’Associazione Ristoranti della Tavolozza, riferimento importante per chi vuole scoprire la cucina regionale autentica, dove tradizione e accoglienza sono insieme protagoniste. Pubblica una guida dei migliori ristoranti del Piemonte, Liguria e Valle d’Aosta.

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