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2 Novembre, 2021

Il Cibo del futuro, un documentario Rai esplora le vie del progresso

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Cosa ne sarà del cibo in futuro? Una domanda piuttosto impegnativa, considerata la velocità dell’evoluzione umana degli ultimi decenni, ma soprattutto le fitte interconnessioni fra beni primari ed economia, ambiente, nonché salute dell’uomo.

Una domanda alla quale ha provato a dare alcune risposte la Rai – Radio televisione Italiana –  che proprio stasera propone una serie di 2 documentari dal titolo “Il futuro del cibo”, un viaggio alla scoperta dell’importanza delle abitudini alimentari, dalla storia dell’evoluzione umana al futuro del pianeta.

Chef, scrittori ed economisti fanno i conti con il cibo

Il tema, di scottante attualità, sarà analizzato attraverso diverse ottiche per regalare agli telespettatori gli strumenti di una visione d’insieme che a partire della storia del cibo (scritta attraverso le vicende di cacciatori e consumatori di carne cruda) arriverà ad esplorare le frontiere più nuove e all’avanguardia dell’alimentazione umana.

A salire in cattedra, lo chef Antonello Colonna, autorevole rappresentante della cucina italiana e  ambasciatore all’estero ed Emanuele di Biase, specializzato in cucina vegana. Ma anche Sara Roversi, fondatrice del Future Food Institute, l’economista  Raj Patel, autore de I padroni del cibo ed esperto di politiche alimentari e lo scrittore Jonathan Safran Foer che grazie alla produzione di alcuni  saggi  – Se niente importa. Perché mangiamo gli animali e Possiamo salvare il mondo prima di cena – proporrà delle importanti riflessioni sulla produzione industriale di carne e sull’impatto delle nostre abitudini alimentari sull’emergenza climatica in atto.

E’ sì! Perché è proprio questo il punto. Come si fa ad invertire la rotta di un business – il food system– che macina costantemente miliardi provocando la distruzione del pianeta, se non addirittura dell’individuo stesso, grazie a produzioni (come ad es. le polpette di pollo considerate emblema del capitalismo alimentare?!) che si allontanano sempre più dall’accezione di cibo sano e sostenibile?

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Da dove parte il cambiamento del cibo?

Le ipotesi presentate durante il documentario RAI passano in rassegna una molteplicità di soluzione che dai vecchi sistemi di fermentazione del cibo (Garum) guardano, in prospettiva, ad una cucina sempre più vegetale (meglio se vegana) o di laboratorio.

Ecco così una carrellata di progetti, italiani ed internazionali (alcuni già in fase di sviluppo), che aprono lo sguardo sul futuro parlando di produzione di carne e uova vegetali, di carne cellulare 3D, ovvero di carne clonata o di sistemi di fermentazione.

Il documentario propone anche la presentazione di alcune case-history che parlano di agricoltura idroponica e sostenibile, anziché le prospettive di introduzione degli insetti – come fonte proteica a basso costo di produzione – sul mercato alimentare italiano ad imitazione di quanto già in essere in alcuni stati europei (Olanda).

Il documentario Il futuro del cibo andrà in onda in prima serata oggi – 18 dicembre – su Rai 2.

Antonella Aquaro

Al detto: ‘La passione non è cieca, è visionaria’ (Stendhal), io aggiungerei che è anche tenace e persistente, come poche cose nella vita. Da giovanissima, non avevo ancora imparato a camminare, ma sapevo già della mia sottile affinità con la scrittura, così come con il mondo delle arti creative che nel tempo sarebbero diventate il mio mondo. Giornalista pubblicista ed arteterapeuta, ho il dono della curiosità; il desiderio continuo dell’esplorazione, della conoscenza e della crescita; della manualità che mi porta a toccare e vivere con mano le varie esperienze della vita per fissarne le emozioni. Ho fatto del cibo, dei viaggi, del design, della creatività - declinata nelle sue numerose forme e coloriture - il fulcro del mio lavoro. A chiudere il cerchio, la scrittura, la mia dimensione assoluta che mi rende orgogliosamente libera e capace di interagire ed esprimere le eccellenze e bellezze del pianeta.

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