Nelle calde giornate d’estate, per ripararsi dalla calura l’unica scelta possibile è gustare un buon gelato artigianale.

E se in quest’ultimo campo l’Italia vanta alcuni dei migliori professionisti del mondo – non a caso il gelato artigianale è riconosciuto come un’eccellenza del made in Italy, un’icona al pari della pizza o della pasta – anche sul fronte della birra, da nord a sud della penisola si trovano birrifici artigianali in grado di competere con i Paesi più tradizionalmente vocati.

Il Mandarino tardivo di Eugenio Morrone

Sul fronte del gelato, ad esempio, l’Italia esprime un talento come Eugenio Morrone: calabrese di nascita ma romano d’adozione, il gelatiere prima ha vinto la All Stars del Gelato Festival conquistando un posto nella finalissima dei Masters 2021, poi è stato scelto come il capitano dei quattro moschettieri che rappresenteranno l’Italia alla Coppa del Mondo della Gelateria nel 2020.

Per il 35enne maestro gelatiere della gelateria ‘Il cannolo siciliano’ di piazza Malatesta a Roma è davvero un periodo d’oro, e il numero di successi conquistati parla chiaro (in primis la posizione di testa del Gelato Festival World Ranking). Suo cavallo di battaglia è il “mandarino tardivo”, gusto a base di succo di mandarino, menta e zenzero.

Eugenio Morrone

Il New England 1776 di Antonio Ciabattoni

E se la leggenda vuole la nascita del gelato artigianale avvenire nella Firenze del Rinascimento per merito di personaggi come Cosimo I de’ Medici e l’architetto Bernardo Buontalenti, proprio in riva all’Arno ancora oggi si coltivano talenti: Paolo Pomposi, Silvana Vivoli, Vetulio Bondi e il giovane Antonio Ciabattoni. Quest’ultimo, titolare della ‘La Sorbettiera’ di piazza Tasso, è stato recentemente riconosciuto anche dal Washington Post come uno dei professionisti più attenti alla qualità e ispirati negli accostamenti.

Non a caso, il suo gelato “New England 1776” (a base di sciroppo d’acero con bacon croccante candito) è risultato il vincitore del contest organizzato a Firenze per i 200 anni del Consolato Usa, che ha aperto ad Antonio le porte delle iniziative a stelle a strisce nel capoluogo toscano.

Antonio Ciabattoni

Il Tortellino burro e salvia di Nicolò Patrick Borelli

Singolare è invece la storia di Nicolò Patrick Borelli del ‘Borelli LAB’ di Stradella (PV), che ha ideato un gelato al gusto di Tortellino burro e salvia: il suo background è molto diverso da quello del classico gelatiere, perché dopo la laurea in Finanza alla Bocconi e un master in diritto tributario presso il Sole 24 Ore, si è trasferito a Roma per lavorare come marketing manager in Procter&Gamble, e successivamente ha lavorato come manager presso 2 studi fiscali internazionali a Milano.

Poi abbandona tutto per dedicarsi totalmente al mondo del gelato. “Mi piace uscire dagli schemi e proporre gusti che incuriosiscono e stupiscono, come il piatto tipico emiliano che ho ricreato al Gelato Festival. La mia soddisfazione? Quando il cliente sorride e mi dice che il gelato rievoca esattamente quanto descritto sulla targhetta della vaschetta”.

Nicolo-Patrick-Borelli

Le sperimentazioni di Salvino Pappalardo

Oltre alla Toscana, un’altra regione particolarmente vocata al buon gelato è la Sicilia. Nell’isola, uno dei professionisti più apprezzati è Salvino Pappalardo, titolare di ‘SofficeMania’ a Canicattì Bagni e a Marina di Ragusa.

Quest’ultimo locale, con laboratorio rigorosamente a vista, ha l’aria di un tempio della qualità dove regnano l’ordine e la cordialità. Caratteristica di Salvino è una continua sperimentazione per dare emozioni ai clienti attraverso la bontà del gelato, realizzato sempre con frutta scelta giorno per giorno e ispirato ai prodotti del territorio.

Anche Salvino Pappalardo è in lizza per un posto nella finale mondiale dei Gelato Festival World Masters 2012, essendosi qualificato per i Carpigiani Day che daranno il pass per la semifinale italiana dell’anno prossimo.

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