E’ sufficiente salire sulle colline delle Langhe per addentrarsi in un paesaggio nuovo, dove i vigneti si diradano lasciando il posto a noccioleti, boschi, borghi, castelli e sentieri.

Il nostro viaggio del gusto oggi ci porta a conoscere e scoprire le dolci colline dell’Alta Langa, un paradiso per tutti gli amanti della natura e del turismo outdoor.

A completare questa suggestiva cornice, una enogastronomia d’eccezione attenta alle tradizioni, alle innovazioni e alla qualità.

La blasonata Bassa Langa, con i suoi nobili vini e quotati tartufi, è alle nostre spalle. Curva dopo curva, cullati dai sali-scendi ci inoltriamo sulle colline dell’Alta Langa.

Il navigare, in queste onde verdi, è rilassante mentre casolari, borghi e ciclisti appaiono e spariscono. Sui crinali le vallate si aprono da ambo i lati, i piccoli borghi fanno capolino e ciascuno custodisce un piccolo tesoro. Una piazza, una chiesetta, un reperto antico, una torre, un’osteria tipica.

L’Alta Langa è uno scrigno nel quale immergersi, esplorando la vasta rete di sentieri, dai boschi ai borghi, assaporando quello che possiamo considerare il valore aggiunto del territorio: l’autenticità.

Questo patrimonio naturale costituisce lo scenario ideale per praticare attività a piedi, in moto, in bicicletta, a cavallo o Mountain Bike. Sulla guida GTL, ovvero la Grande Traversata delle Langhe, possiamo trovare diversi itinerari escursionistici.

Alta Langa. SP 162 in prossimità di Niella Belbo. Foto Marco Asprea

L’intera GTL si snoda in 17 tappe, ma sono possibili circuiti ad anello. In pratica ogni paese è toccato dalla GrandeTraversata su strade a bassa percorrenza, strade bianche e boschi. I suoi quasi 60 km uniscono Saliceto a Santo Stefano Belbo, percorrendo le dorsali che separano le valli Belbo, Bormida ed Uzzone.

Si possono scegliere tra percorsi in cresta, consigliati a ciclisti allenati, o itinerari da borgo a borgo, e la distanza chilometrica non è mai eccessiva.

I percorsi tematici sono proposti sul sito www.langheroero.it.

Il lato B

Abbiamo piacevolmente esplorato “il lato Bici” del territorio.

Se fino a qualche anno fa i sali-scendi erano prerogativa di ciclisti allenati ora, con l’avvento delle biciclette a pedalata assistita, chiunque riesce a navigare fra questi colli senza che l’estrema fatica tolga il piacere del viaggio o, addirittura, lo interrompa.

Sono diversi i punti di noleggio e stazioni di ricarica delle e-bike che permettono di programmare itinerari anche di diversi giorni. Sono possibili anche tour guidati. Per i luoghi da visitare abbiamo l’imbarazzo della scelta. Cortemilia e Cravanzana sono itinerari per gli amanti della nocciola, i castelli li trovate a Prunetto e Saliceto. Se siete appassionati di formaggi, Murazzano e Roccaverano sono la vostra meta, i fiori li trovate al paese delle rose: Bossolasco. Paroldo per scoprire i segreti della Masche, le streghe dell’Alta Langa.

Bergolo è un paese di pietra e da Mombaracaro e Monesiglio si può vedere il mare in giornate limpide.

Alta Langa. Strada Provinciale 32. Foto Marco Asprea

Cortemilia

Cortemilia è uno dei centri più grandi diviso in due borghi, San Michele e San Pantaleo, dal fiume Bormida.

Circondato da un anfiteatro di colline dove i famosi terrazzi di pietra hanno permesso la coltura della vite sui fianchi. Locale storico, punto di incontro per la comunità del paese, la Corte di Canobbio, storica pasticceria, situata nelle basse volte di un bellissimo palazzo del 500.

Fondata da Giuseppe Canobbio che fa della nocciola Tonda gentile delle Langhe il perno intorno al quale gravitano tutte le sue dolci creazioni.

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Qui è possibile anche il pernottamento nelle cinque camere che dagli affreschi ai caminetti vi faranno vivere l’atmosfera di altri tempi. www.lacortedicanobbio.com

Alta Langa. Cortemilia. Particolare della storica pasticceria Canobbio. Foto Marco Asprea

Murazzano

Sul crocevia tra le Langhe e le Alpi Marittime con case e palazzi ricercati ed eleganti, Murazzano è noto come “scudo e chiave del Piemonte”, per la sua posizione strategica.

Notevole è la torre, costruita con muri imponenti di pietra, utilizzata per avvistamento in un’epoca di frequenti scorribande saracene.

Una curiosità è un’altra torre poi riconvertita a mulino a vento usato come macina. Vale la pena fare sosta nel centro storico e mangiare all’Osteria “Ra Cà ‘d Baruc” gustando i piatti della tradizione Piemontese.

Alta Langa. Murazzano, Osteria Ra Cà ‘d Baruc. Foto Marco Asprea

Bossolasco

Perla architettonica dell’Alta Langa cuneese che rimanda alla Provenza… per alcuni è la Provenza che ricorda Bossolasco.

Posto in una panoramica posizione, tra le valli dei fiumi Tanaro e Belbo, si respira un’eleganza contadina. Rose ovunque, case in pietra e sottofondo musicale fra i vicoli. La Drogheria di Langa è sulla strada principale, impossibile non notarla e difficile non curiosare.

In bilico tra la strada e la vallata sottostante è angolo di mondo vintage e raffinato con musica jazz di sottofondo. Un tempo merceria oggi è ristorante-bistrot-caffetteria la cui insegna recita: prodotti delle colline.

Alta Langa. Particolare dell piazza centrale del paese di Bossolasco. Foto Marco Asprea

Roccaverano

Piccola capitale della Langa Astigiana ogni casa, ogni portone, ogni immagine scolpita o dipinta delle sue chiese è una goccia di storia.

Uno cofanetto di 500 anime, circondato da boschi, terrazze, cascine e pascoli, che lentamente sta richiamando i giovani, sta valorizzando i tesori d’arte, sta portando avanti un’efficace promozione dei suoi tesori gastronomici scoprendo così una inaspettata vocazione turistica.

La piazza centrale, antico cuore pulsante della comunità, ospita la chiesa rinascimentale S. Maria Annunziata la cui facciata, o meglio il suo progetto, è attribuito al Bramante. Al lato della piazza, l’Osteria del Bramante vi prenderà per la gola.

Dal 2012 che la famiglia Nervi, con maestria condita con gentilezza, propone piatti tradizionale del luogo, cucinati con materie prime di qualità.

Alta Langa. Consorzio della Robiola di Roccaverano, Foto Marco Asprea

Alta Langa con gusto

In questa terra di confine con Liguria, dove clamore e confusione sono banditi, domina la natura e l’uomo l’asseconda. Anche l’enogastronomia trae beneficio dal connubio uomo-natura. Una delle eccellenze del territorio è la produzione e rilavorazione della Nocciola Piemonte IGP, apprezzata per le proprietà nutritive e la sua polivalenza in cucina.

Le numerose aziende corilicole trasformano la nocciola, fino alla vendita diretta di granella, farine, nocciole tostate o zuccherate, torte di nocciole. Altro prodotto locale diffuso e il miele in numerose varietà. Anche i formaggi, sia di latte vaccino sia ovino, sono protagonisti.

La Robiola di Roccaverano DOP, classica robiola piemontese, è un formaggio a latte ovino in purezza proveniente principalmente dalla razza autoctona Pecora delle Langhe. www.robioladiroccaverano.com.

Alta Langa. Nocciola “La Tonda Gentile delle Langhe” IGP. Foto Marco Asprea

Nonostante l’altitudine delle colline, la produzione di vino è presente e legata alla tradizione. I I più famosi sono: Moscato d’Asti DOCG, vino dolce ottenuto da uve moscato; Alta Langa spumante DOCG, spumante metodo classico da uve chardonnay e pinot nero; Dolcetto dei Terrazzamenti della Valle Bormida, presidio Slow Food.

Particolare attenzione va alla prima produzione del 2017 di Sarunè, Asti Secco DOCG senza solfiti aggiunti. L’impresa enoica, è della Cantina Toso che, controllando rigorosamente tutte le fasi della produzione, dalla scelta delle uve, raccolta, trasporto, trattamento dell’uva fino all’imbottigliamento, è riuscita a imbottigliare uno spumante puro, morbido ed equilibrato.

Alta Langa. Museo del vino nelle cantine Toso. Foto Marco Asprea