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La Basilicata arcaica e generosa in Come un fiore sul quaderno

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La Basilicata arcaica, solitaria, generosa, dove il sole “tinge il cielo di sfumature rosse, gialle, arancioni, come se fosse una mattonella crochet”, è la protagonista tra le righe di “Come un fiore sul quaderno” (Giraldi editore), il nuovo romanzo di Isa Grassano, giornalista, blogger e scrittrice, già autrice di guide turistiche emozionali (l’ultima “Forse non tutti sanno che in Italia”).

La Basilicata come un fiore sul quaderno

Ed ecco il 1982 con tutte le cose che riaffiorano alla mente, i banchi di scuola di legno e bachelite, la maestra unica per tutte le ore in classe, il cicaleccio dei ragazzi, il vociare all’uscita, i cortili inondati da continui fasci di luce, la gastronomia che sa di nonne, zie, comari, di piatti “della memoria”. «Un racconto a due voci – quelle delle due sorelle Speranza e Rosa – che ci mostra quanto sia vero che spesso le persone che conosciamo meno sono proprio quelle a cui siamo sempre stati accanto», ci dice l’autrice.

Il romanzo si muove sul filo della nostalgia e dei ricordi, perché questa scelta?

«Credo che la nostalgia abbia sempre un peso importante nelle nostre vite e vada accolta perché ha qualcosa di prezioso da dirci. Speranza ha 50 anni ma attraverso flashback torna ai suoi 10 anni e al suo mondo di ricordi, cose e persone. Mi è piaciuto immergermi di nuovo nel passato, ripescare tante cose. A partire dai giochi dell’epoca, come Nomi, cose e città con cui inizia il primo capitolo, ma anche tutti i vari oggetti: il telefono grigio a disco, le gommine profumate che riproducevano le brioche, che collezionavo e ancora conservo, il Crystal ball, le copertine di Bonnie Bonnets, passando per le lunghe lettere scritte a mano che le due sorelle si scrivono. Un filo tra la Basilicata e Lugano in Svizzera. Ancora nostalgia per i luoghi di origine che siamo costretti a lasciare e che è più forte quanto più siamo lontani. È un libro sulla memoria, sui ricordi, sul sentirsi sempre inadeguati».

I quaderni di Isa a cui si è ispirata per la copertina del romanzo ©Isa Grassano

Come nasce la passione per i viaggi?

«Credo nasca dai libri letti da ragazzina. Sognavo tra le pagine e immaginavo di poter andare a visitare le città e i luoghi di cui leggevo. Ricordo che tra i primi libri ho letto “Il Diario di Anna Frank” e di aver scritto sul mio diario che da grande sarei andata ad Amsterdam. E così è stato. Infinita è stata la mia emozione quando nella città olandese ho visitato la casa della piccola Anna».

Matera ©Isa Grassano

Il viaggio è anche il filo conduttore tra le pagine del suo romanzo?

«Sì molto. Il viaggio si rincorre tra le pagine, tra borghi e città, monumenti, palazzi ed esperienze da non perdere. Come il Volo dell’Angelo tra le Dolomiti Lucane, quel cavo che lega Pietrapertosa e Castelmezzano, due fra i borghi più belli d’Italia, posti uno di fronte all’altro su due costoni rocciosi e che offre la possibilità di sfrecciare in cielo a 120 km orari. Si citano i “luoghi dell’anima”: i calanchi di Craco (il paese fantasma), le case con gli occhi di Aliano (la patria di Carlo Levi), i Sassi di Matera (i quartieri rupestri scavati nella roccia), la Rabatana di Tursi (il più antico rione), la Torre Normanna di San Mauro Forte (un grande baluardo difensivo), i Pini Loricati del Parco del Pollino (gli alberi più vecchi d’Europa), il Palazzo Reale di Potenza (stretto e sottile come il famoso Flatiron Building di New York) e Maratea con il gigantesco Cristo Redentore simile a quello di Rio de Janeiro. In Svizzera, si va, invece, sui luoghi di Hermann Hesse. Il suo lago, le montagne, i sentieri per le escursioni. E ancora l’antica libreria, Wega, dove lo scrittore si recava assiduamente per comprare la cancelleria, fino ad arrivare nel mezzo della collina d’Oro di Montagnola dove si ergeva l’intimo e raccolto Cimitero di Sant’Abbondio, a Gentilino, con i cipressi in fila a costeggiarne il perimetro».

Peperoni cruschi ©Isa Grassano

Nel libro c’è spazio anche per l’enogastronomia?

«In ogni mio libro non può mancare un riferimento alle cose buone da mangiare. Speranza gestisce un ristorante sulla Riviera Romagnola, la cui filosofia è “Oltre il cibo, le emozioni”. In menù piatti legati alla memoria, come i peperoni cruschi, quelli che hanno un’anima e sono legati a ricette ereditate dalle nonne, dalle zie, dalle comari. Insomma, piatti capaci di far rivivere, nei sapori e nei profumi, le persone che in qualche modo li hanno preparati un tempo per noi, anche se non ci sono più. Il fiore all’occhiello è la cialledda, una sorta di insalatona fatta con pomodori freschi, peperoni, cipolla, olio extravergine d’oliva, cetrioli e pane raffermo. E poi ovviamente il vino Aglianico del Vulture, celebrato già da Orazio e amato dall’imperatore Federico II di Svevia, che parla dei cieli sconfinati del Sud. Mi piace pensare che i lettori e le lettrici appuntino nella memoria questi sapori da ritrovare poi una volta sul posto. Il mio è un invito a scoprire o riscoprire la mia terra d’origine».

Vitigno di Aglianico ©martinovini

Una sola parola per definirsi?

«Entusiasmo, credo sia quella giusta. La materia di cui sono fatta, 50% acqua e 50% entusiasmo. L’entusiasmo è fondamentale per aprirsi al mondo, per continuare a fare questo lavoro con passione, nonostante le difficoltà della professione di giornalista e ancora di più di scrittrice. I Greci pagavano i poeti perché servivano ad entusiasmare la gente, avevano capito che una popolazione entusiasta era più prolifica, più sana, più rilassata e più facile da gestire. Ecco, il mio modo di essere si trasforma in una grande energia che a starmi dietro può risultare anche difficile, ma non riuscirei ad essere diversa».

Isa Grassano ©Marta Buso

Chi è Isa Grassano

Orgogliosamente lucana, vive da molti anni a Bologna. Giornalista professionista freelance, collabora con le più importanti testate nazionali, scrivendo di attualità, interviste a personaggi, storie vere, turismo, libri. Cura il blog AMICHE SI PARTE!?, “per sole donne, non donne sole”. È cofondatrice del Constructive Network (giornalisti e comunicatori che divulgano il giornalismo costruttivo in Italia). Tiene corsi di formazione per l’Ordine dei Giornalisti, è tutor al Master in Giornalismo di Alma Mater Studiorum Università di Bologna. Vivrebbe un’estate perenne, ama viaggiare, leggere, scrivere a mano e sogna una casa vista mare.

Copertina romanzo “Come un fiore sul quaderno” di Isa Grassano ©Giraldi editore

 

Foto in evidenza Basilicata, tramonto calanchi ©Isa Grassano

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