Mentre tutto il mondo punta all’intangibilità del digitale, la capitale italiana dell’imprenditoria e dell’innovazione torna a valorizzare le biblioteche, trasformandole in centri culturali all’avanguardia grazie all’interazione tra editoria classica, e-book e video game. Ma c’è di più, grazie all’uso del QRcode quella letteratura diventa un’esperienza urbana diffusa.  Sentire parlare, nell’anno di grazie 2016, di fondi per la cultura “fa veramente strano”. Tanto più se sono destinati alle biblioteche, ovvero al regno della polverosa carta stampata! Tutto inizia nel 2015, quando la regione Lombardia stanzia un pacchetto di 3.769.500 euro a sostegno della cultura. Il Comune di Milano ne approfitta e sguinzaglia l’assessore Filippo Del Corno con l’obiettivo di presentare idee e progetti al fine di portare a casa nuove risorse. Risultato? Il sogno di un’agenda digitale diventa improvvisamente realtà. <<Milano ha un’importante rete di biblioteche pubbliche alle quali, per stare al passo coi tempi, è stata regalata un’anima virtuale>>. Così Del Corno, promotore del progetto, lo contestualizza presentando una serie di iniziative inaugurate a partire dal mese di marzo e sviluppate proprio nel contesto delle biblioteche pubbliche. Innanzitutto Milano da leggere, che prevede la pubblicazione di manifesti digitali presso i mezzanini della metropolitana milanese attraverso i quali, smartphone alla mano, sarà possibile scaricare una serie di e-book.  Per iniziare, saranno resi disponibili 8 titoli di diversi autori e contesto temporale come De Marchi, Verga, Oreste del Buono, ma tutti legati dal tema “Milano”. Nuovo anche il servizio dedicato agli appassionati di videogame che in biblioteca trovano ora un’area – la Gaming Zone – dove giocare, noleggiare, ma anche consultare libri, fumetti e riviste di settore. In particolare l’iniziativa riguarda le biblioteche Valvassori Peroni e Cassina Anna dove due volte a settimana saranno disponibili spazi per bambini, ma anche per adulti grazie al Retrogaming, una sezione dedicata ai vecchi giochi per console e ai grandi classici anni ’70-80-90.  <<La digitalizzazione del sociale si trascina dietro i rischi del digital divide. Per questa ragione le biblioteche milanesi sono impegnate ad avvicinare i cittadini alla tecnologia favorendo la lettura in modo libero, gratuito e alternativo>>. Così Del Corno, che auspica l’incontro sempre più stretto fra un video gioco e la storia sottostante, ovvero il libro che l’ha ispirato. <<Noi puntiamo a stimolare il passaggio dal momento ludico alla lettura direttamente in biblioteca e trasportando i lettori in direzione del conscious game, il gioco consapevole>>. E sempre in biblioteca, in Sormani, è già attivo un servizio di prestito di e-book: 22 dispositivi contenenti una serie di proposte editoriali aggiornate con le ultime novità del settore.  Per saperne di più:www.milanodaleggere.it