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2 Febbraio, 2021

Lockdown a colori: il Covid, il galateo e i nuovi maleducati

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La pandemia con il divieto di assembramenti, la riduzione della mobilità e il distanziamento ha cambiato profondamente la nostra vita sociale. Fino ad un anno fa termini come lockdown, webinar e Covid 19 non facevano parte del nostro linguaggio. L’uso delle mascherine e il social distancing, la distanza che si deve rispettare tra una persona e un’altra, anche quando la conosciamo hanno modificato le nostre abitudini, ma anche le regole del galateo e della buona educazione.

I nuovi maleducati del Covid 19

Abbiamo chiesto all’esperta di galateo e bon ton, Barbara Ronchi della Rocca di parlarci delle figure dei nuovi maleducati, una schiera di persone contro cui non esiste alcun vaccino efficace. Barbara ci ha fornito una breve panoramica di un nuovo bestiario umano, che impazza non soltanto per le strade, ma ovunque, basta guardarsi attorno. Sono soggetti pericolosi e che esprimono un vero e proprio disagio mentale, da Covid!

Vediamoli insieme con le vignette di Tiziano Riverso

I creativi

 

 

Quelli che indossano la mascherina in modo “creativo”: appesa a un orecchio stile bandiera, sotto il mento a mo’ di sciarpetta, sulla punta del naso ma con bocca scoperta, sulla bocca ma col naso fuori, eccetera.

Gli urlatori

Quelli che la mascherina la usano, e anche bene, ma sono incrollabilmente certi che attutisca la voce quindi quando ti incontrano per strada si sbracciano urlando oltre ogni decibel

 In coda

Quelli che in coda alla cassa del bar o del supermercato non rispettano la distanza di sicurezza. Che in realtà è una distanza di rispetto: non è bello sentirsi alitare sul collo, neanche in tempi non pandemici

I furbetti della webcam

 

Quelli che partecipano a riunioni/lezioni/ incontri vari via Zoom e non accendono la telecamera, lasciando intuire agli altri, che poveri cretinetti si sono collegati normalmente, una serie di fughe e passatempi molto più piacevoli e creativi

Mascherine anti covid senza scrupoli

 

La nota di color o di design va bene: ma attenzione a non esagerare. È un attimo scegliere una mascherina dallo stile kitsch. Come questa che si direbbe ideale per un’insegna da macelleria…

Senza attenzione al particolare

Quelli che accendono la telecamera, mostrando sullo sfondo dell’inquadratura letti sfatti, cumuli di vestiti in equilibrio su una sedia, i piatti sporchi nel lavandino, e altre piacevolezze: non hanno compreso che nel momento in cui ci colleghiamo con altri il nostro spazio privato diventa pubblico.

 

I noiosi

Quelli che imparano a memoria ogni sera il bollettino dei morti, e la mattina dopo lo raccontano a tutti quelli che incontrano

Gli scrocconi

Quelli che prendono molto sul serio la prevenzione, e non perdono occasione di disinfettarsi spesso le mani con l’apposito gel. Che chiedono in prestito agli altri, però. Se chiedete in prestito il gel ricordatevi sempre che è degli altri, meglio non esagerare.

Gli irrispettosi

Quelli che sull’autobus stanno a braccia larghe come se avessero due palle da bowling sotto le ascelle, e per non toccare gli appositi sostegni ti vengono addosso a ogni frenata. Usare i guanti no?

Gli invadenti

Quelli che s’infilano negli ascensori perché di fretta, senza rispettare ovviamente né distanze né uso corretto della mascherina, magari continuando a parlare al cellulare…

Gli assaggiatori

Quelli che praticano il ‘mooching’ l’arte di assaggiare dai piattini degli altri con la propria bacchetta perché ai tempi dei Sushi Restaurant, fa conviviale…

Quelli che sfruttano la situazione

 

 

 

 

e quelli che neanche il Covid li può cambiare

Claudio Porchia

Giornalista, scrive su riviste e quotidiani e cura rubriche gastronomiche su diverse testate online. Promuove eventi culturali ed è direttore del premio letterario “Libri da Gustare”. Ha realizzato ricerche e prodotto documentari ed ha scritto diversi libri, fra cui uno dedicato alla storia del Festival della Canzone di Sanremo. Ha curato le ultime pubblicazioni di Libereso Guglielmi, conosciuto come il Giardiniere di Calvino. Presidente dell’Associazione Ristoranti della Tavolozza, riferimento importante per chi vuole scoprire la cucina regionale autentica, dove tradizione e accoglienza sono insieme protagoniste. Pubblica una guida dei migliori ristoranti del Piemonte, Liguria e Valle d’Aosta.

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