C’è il desiderio di realizzare un sogno romantico dietro la scelta, sempre più frequente tra le coppie di fidanzati o neo sposi, di celebrare le nozze (reali o simboliche che siano) in location anche molto lontane da casa. In altre regioni, nazioni, spesso in altri continenti rispetto a quelli di origine. L’importante è che tutto sia proprio come se lo erano immaginati.

Un risultato non semplice da ottenere senza un’organizzazione adeguata alle spalle. «Fino a una decina di anni fa, accoglievamo flussi spontanei di coppie da Stati Uniti e Inghilterra che arrivavano sulla scia di suggestioni cinematografiche, ma molto era lasciato all’iniziativa del singolo», spiega Bianca Trusiani della piattaforma di servizi Buy Wedding in Italy.

Per fortuna nel tempo le cose sono cambiate, e grazie a fiere di settore, figure professionali emergenti come la Wedding Travel Coordinator, inventata proprio da Trusiani, e una nuova consapevolezza dei territori, oggi il wedding tourism per il nostro Paese rappresenta un business da 440 milioni di euro e più di 8 mila eventi l’anno. Una macchina alimentata in gran parte da coppie straniere che arrivano principalmente da Stati Uniti e Asia, con Cina, Russia e America Latina in crescita (dati Centro Studi Turistici).

Spesso si tratta di emigrati italiani, o figli di emigrati, che per il sì tornano nelle loro terre di origine e non ricercano, come spesso avviene altrimenti, strutture di lusso o grandi sfarzi, ma optano per location defilate, che evochino memorie e che trasmettano una genuina “emozione italiana”.

Le mete più ambite per sposarsi in Italia

Meta prediletta dagli sposi/turisti è la Toscana (con un 31,9% di preferenze nel 2018), dove il matrimonio in stile country chic va per la maggiore. La cerimonia si celebra in agriturismo o in un borgo medievale, e poi si trascorrono i giorni successivi tra le cantine del Chianti, Firenze, Siena, il mare, le botteghe artigiane e i ristoranti tipici… Tutto il territorio è coinvolto e il matrimonio si fa esperienza di viaggio totale.

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Ed è proprio questa la caratteristica dell’attuale wedding tourism che ha segnato il successo, forse inimmaginabile fino a qualche anno fa, di territori come, ad esempio, le colline del Prosecco, che con le loro distese di vigneti, le ville venete e i castelli, si fanno notare (con un +10% di preferenze nell’ultimo anno), al fianco delle vicine, e decisamente più inflazionate, Venezia o Verona nell’immaginario dei turisti stranieri.


E una volta liberata la fantasia dai cliché romantici legati al Belpaese, gli sposi/turisti scoprono di avere a disposizione un ventaglio di possibilità che si allarga a tutto lo Stivale.

Le location del Belpaese

A partire dall’Alto Adige dove strutture storiche come il Bad Moos Spa Resort in Alta Pusteria regala alle coppie un vero e proprio sogno alpino fatto di trattamenti rigeneranti che solo la cultura del benessere altoatesina sa offrire, ma anche servizi fotografici spettacolari all’ombra delle Dolomiti, fino alla possibilità di sposarsi in una piccola e suggestiva chiesetta di montagna da raggiungere su una carrozza d’epoca trainata dai cavalli.

Ma a ben vedere ce n’è davvero per tutti i gusti: castelli millenari come quello di Petroia, in Umbria, che ha dato i natali a Federico da Montefeltro, le cui 13 stanze si possono affittare in esclusiva; dimore storiche come Villa Sola Cabiati e Villa Passalacqua, per un matrimonio tra stanze affrescate e sontuosi giardini affacciati sul lago di Como; c’è la Puglia, in grande ascesa, dove ad esempio alla Masseria Il Melograno di Monopoli si può ricreare una tradizionale festa di nozze in piazza.

E poi, ciliegina sulla torta dell’offerta-Italia, c’è la possibilità di sposarsi in contesti architettonici unici al mondo, anche attestati tra i beni del FAI, come l’Abbazia di San Fruttuoso a Camogli, il Palazzo Ducale di Gubbio, le Ville romane di Tivoli… Un vero sogno italiano, il modo più romantico per scoprire i mille tesori del nostro Paese.

Gilda Ciaruffoli