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Perdersi e trovarsi con Lachapelle

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 C’è il sacro con il sacrilego, il reale e  l’immaginifico, la provocazione che mette alla prova. La mostra LOST+FOUND di David Lachapelle, allestita nella Casa Tre Oci alla Giudecca fino al 10 settembre 2017, merita indubbiamente una visita. In primis per la bellezza delle opere, così espressive e vivide nei loro colori elettrici, da superfici laccate, ma anche e soprattutto perché le immagini di questo fotografo statunitense, noto per il suo stile iperrealista, onirico e caricaturale, inducono e conducono a una riflessione profonda sul significato dei simboli, delle icone di tutti i tempi, dell’essere e dell’apparire.  FOTOGRAFIA ARTISTICA CHE COMUNICA  L’esposizione è articolata su due piani, in un layout piacevole che presenta in anteprima la serie New World, ossia 11 opere inedite incentrate sul tema della spiritualità, realizzate negli ultimi quattro anni, ma sostanzialmente ripercorre tutta la carriera dell’artista: dai primi lavori in bianco e nero degli anni ’90, per conto anche di Andy Warhol, fino ad arrivare agli ultimi messaggi di esplicito argomento ecologico.La sua è fotografia artistica che comunica: come un’opera d’arte, ovvero oltre l’immagine. Di impatto forte e spiazzante sono le composizioni riguardanti la vita di Gesù, che reinterpretano in chiave contemporanea passi del Vangelo, sottolineando in parallelo gli eccessi e i vizi contemporanei. Lachapelle ha intitolato questa serie “Jesus is My Homeboy” e comprende La lavanda dei piedi con una Maria Maddalena immortalata  in un modesto ambiente domestico, la Pietà rappresentata con un Gesù morto di overdose, miseria e disperazione e L’ultima cena, dove Cristo appare in vesti grunge, circondato da dodici apostoli rapper,  che bevono birra e altri alcolici. Gesù, con lo sguardo perso nel vuoto, sembra non avere alcun messaggio per l’umanità e così le sue mani, ancorché protese in avanti, non donano nulla. Proseguendo lungo il filone della spiritualità e sempre avvalendosi della tecnica del Chromogenic Print, l’arcangelo Michele è impersonificato da Michael Jackson. E ancora, tornando ai messaggi biblici, il Diluvio Universale è, per interpretazione dell’artista, uno schianto nei cieli, con aerei che precipitano.  IL RICICLO COME RISPOSTA AGLI ECCESSI Nel suo originalissimo  approccio alla fotografia, David Lachapelle costruisce anche scene complesse che poi ritrae, come accade per la serie intitolata “Aristocracy”, del 2014,  che presenta nuclei industriali  e inquietanti cantieri di produzione incessante, che se osservati attentamente da vicino  si rivelano essere, in realtà, edifici composti da barattoli, bigodini, cannucce, recipienti, apparecchi telefonici in disuso e altro materiale di scarto. Il riciclo e la rottamazione come risposta  all’eccesso e al lusso ostentato.Perdersi per trovarsi, come è poi il titolo della mostra.  DAVID LA CHAPELLELOST+FOUNDVenezia / Tre Oci, 12.04. > 10.09.2017OrariTutti i giorni 10 – 19; chiuso martedì Info 
tel. +39 041 24 12 332 ; info@treoci.org 
#treoci ; #lachapellevenezia ;#lachapelletreoci
 Biglietti 
12,00 € intero 
10,00 € ridotto studenti under 26 anni, over 65, titolari di apposite convenzioni 
8,00 € ridotto speciale gruppi superiori alle 15 persone 
24,00 € ridotto famiglia (2 adulti + 2 under 14) 
5,00 € ridotto scuole 
Gratuito, bambini fino ai 6 anni, un accompagnatore per ogni gruppo, disabili e accompagnatore, due insegnanti accompagnatori per classe, giornalisti con tessera, guide turistiche
 

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