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Una questione di etichetta

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  Spesa consapevole: presentata nella settimana del G7 sull’agricoltura,  una guida per leggere le etichette alimentari Il cibo da cui dipende la nostra sopravvivenza è al centro di processi economico-finanziari di portata planetaria. È davvero un diritto per tutti? Come si affronta il tema della  sicurezza alimentare? Quali garanzie offre l’etichettatura? Le politiche del cibo sono nelle agende governative e non possono prescindere dall’etichettatura, uno strumento applicativo strategico sia per grandi interessi economici di filiera, sia per la tutela di consumatori e produttori. L’etichetta è l’interfaccia tra il consumatore ed il cibo- uno specchio che riflette la qualità del prodotto.La sicurezza alimentare e l’etichettatura dei cibi passando per chiarezza e leggibilità dell’etichetta e i costi della contraffazione alimentare sono i temi al centro di un convegno organizzato dal Comune di Bergamo con il Patrocinio del Mipaf (Ministero delle Politiche Agricole e Forestali, Federconsumatori insieme all’ Associazione Amici dell’Orto Botanico di Bergamo “Lorenzo Rota”, Coldiretti, Aiga Bergamo con i partner Food and LawBergamo  in occasione della settimana del G7 sull’agricoltura in corso di svolgimento a Bergamo.Il nuovo trend è la FOOD DEFENSE ovvero la protezione alimentare  dalla contaminazione  ed alterazione  volontaria da parte di terzi- ha spiegato Arturo Caputo  di Food Consulting e Food and Law- e da un anno circa è obbligatoria la tabella nutrizionale.  La legislazione in materia agroalimentare Europea difetta del fondamentale requisito della trasparenza- un fattore critico sollevato dal tavolo dei relatori. Etichette alimentari senza segreti con le nuova guida “Una questione di Etichetta” Un nuovo strumento informativo ed educativo presentato  a Bergamo il 12 Ottobre in occasione del del convegno dal titolo “Una questione di Etichetta”  “Un tema particolarmente delicato  e rilevante – ha specificato Rolando Manfredini responsabile sicurezza alimentare Coldiretti-  è quello dell’ingannevole  identità geografica .  è necessaria oggi un’educazione alimentare ed alla spesa perché il consumatore disattento bada al prezzo  e meno alla qualità, mentre fare la spesa è un gesto quotidiano estremamente importante per la qualità della nostra vita”.“Il Made in Italy è un bene prezioso per la nostra reputazione nel mondo come esportatori di eccellenza, bellezza e qualità, ma oggi i numeri dell’agropirateria sono aberranti ed  il marchio Italiano è in serio pericolo: perché non viene tutelato dal quadro legislativo  -ha tuonato Alessandro Squeri Presidente Gruppo Giovani di Federalimentare-  ma il Made in Italy non basta più perché gli altri paesi stanno aggredendo quote di mercato importanti, erodendo la nostra produzione primaria  in favore di prodotti importati in cui non è indicata l’origine”. Il mercato della pirateria agroalimentare costa all’Italia oltre 64 miliardi di euro di cui un sesto rappresenta il mercato della contraffazione vera e propria ed il restante l’odioso problema dell’Italia Sounding, che consiste nell’ingannare i consumatori con il suono di un marchio che evoca un’origine Italiana come il tristemente famoso caso “Parmesan”.La normativa Italiana da sola non è sufficiente – ha rilanciato Alfredo Serra candidato in lizza per la Presidenza Nazionale  di AIGA-  serve un quadro che vada oltre anche l’Europa perché l’Italia sta indebolendo sempre di più la propria sovranità alimentare. Il legislatore – ha proseguito Serra- deve tutelare anche le aziende produttrici che abbracciano una corretta filiera di produzione e lavorazione del marchio altrimenti non possiamo vincere la sfida contro la scarsa qualità.Tutti concordi sulla necessità di puntare ad adeguamenti normativi che tutelino l’intera filiera  unendo il comparto agricolo con quello industriale  richiamando la commissione Europea alla massima responsabilità sugli obiettivi di tracciabilità, trasparenza e sicurezza.Il tavolo di confronto è proseguito con un momento conviviale organizzato in collaborazione con gli studenti dell’I-School di Bergamo. Il culmine proprio  tra venerdì 13 e sabato 14 con il vertice tra i ministri delle politiche agricole di Italia, Francia, Germania, Giappone, Regno Unito, Canada e Stati Uniti. Una settimana di tavole rotonde  e seminari sul futuro dell’alimentazione e dell’agricoltura, ma anche  showcooking con chef e agricoltori da tutto il mondo hanno reso Bergamo a capitale mondiale  dell’agricoltura.    

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