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2 Dicembre, 2021

World Pizza Day, non basta un giorno per festeggiare il piatto più amato nel mondo

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La pizza è un piatto così amato e mangiato che viene festeggiato in due giorni differenti. Il 17 gennaio, giorno in cui si celebra Sant’Antonio, protettore dei piazzaioli napoletani cade la Giornata Mondiale della pizza. Mentre il 9 febbraio è il World Pizza Day.

Riconosciuto universalmente come uno dei cibi simbolo della gastronomia italiana, la pizza è il piatto preferito degli americani. Con 13 chili consumati a testa ogni anno, gli statunitensi sono in vetta alla classifica mondiale. Gli italiani sono al primo posto nella classifica europea con 7,6 chili l’anno, seguiti dagli spagnoli (4,3 chili), francesi e tedeschi (4,2 chili), i britannici (4 chili), belgi (3,8 chili), e portoghesi (3,6 chili). Chiudono la classifica europea gli austriaci con 3,3 chili di pizza pro capite annui.

La pizza è anche la regina del delivery. Gli utenti di Deliveroo, nel corso del 2020 hanno ordinato l’equivalente di 20 campi da calcio (circa 135.000 mq) di pizze margherita.

Proprio la margherita napoletana, inserita nel 2017 nella lista dei patrimoni immateriali dell’Unesco, sarà la protagonista di una maratona globale ideata dall’Associazione Verace Pizza Napoletana. 24 ore di diretta streaming con 15 masterclass da 13 nazioni, in 12 lingue differenti, durante le quali si parlerà di impasto, stesura e cottura della pizza. Da Capodimonte, casa dell’Associazione, il testimone della staffetta passerà a Melbourne, in Australia, e poi, da Oriente a Occidente, ai pizzaiuoli di Giappone, Corea, Thailandia, Russia, Egitto, Turchia, Polonia, Italia, Francia, Spagna, Brasile e Usa. A tutto ciò, si aggiungerà un importante convegno durante il quale saranno coinvolti i principali player dell’universo pizza.

Ciro Di Maio

La pizza è meglio della camorra, Ciro apre il suo locale a Brescia

Quella di Ciro Di Maio è la storia di un trentenne che ha scelto di portare in Lombardia le migliori pizze napoletane.

Nato a Frattamaggiore nel 1990, un comune del napoletano di cui si occupa più la cronaca giudiziaria che non quella enogastronomica. Ciro cresce con la mamma casalinga, il papà che oscilla tra lavoretti senza futuro e le sirene della malavita e le sorelle che si portano a casa il lavoro da calzolaie per pagare le bollette. Dopo aver lasciato l’istituto alberghiero per aiutare economicamente la famiglia trova, nel 2015, a Brescia lavoro come pizzaiolo per la catena Rossopomodoro.

È l’inizio di un’avventura che non immagina. La catena decide di lasciare la gestione in mano a sei soci, tra cui Ciro. Col tempo riesce poi a riassumere tutti i colleghi di lavoro che rischiavano di rimanere a casa, dando vita a Pizza Madre, il suo locale. Oggi Pizza Madre impiega una quindicina di persone ed è noto per la veracità delle sue pizze, ma anche per il suo menù alla carta di alta cucina.

Le pizze di Ciro impiegano solo presidì come la mozzarella di bufala campana Dop, il pomodorino del Piennolo, la ricotta di bufala omogeneizzata o la porchetta di Ariccia Igp.

Il Kit Pizza della pizzeria Magnifica di Roma

Magnifica, la pizza a Roma è in kit e plastic free

Maurizio Valentini, titolare della pizzeria Magnifica di Roma, ha ideato un originale e coinvolgente delivery.

Si chiama Kit Pizza ed è una scatola di cartone che contiene tutti gli ingredienti per crearsi la propria pizza come se fosse appena sfornata. Nelle istruzioni per l’uso si raccomanda di rigenerare la pizza in forno preriscaldato a 220° per soli 3 minuti e, pochi istanti prima di mangiarla, di condirla con tutti gli altri ingredienti da aggiungere a crudo che arriveranno in combo con la base bianca o rossa all’interno di una scatolina in polpa di cellulosa.

Un week end a Napoli con Alpitur per diventare pizzaioli

Il Gruppo Alpitour ha messo a punto ItParade, una selezione di proposte per scoprire l’Italia non solo attraverso le bellezze storiche e culturali ma anche con tappe enogastronomiche e attività non convenzionali.

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Il pacchetto “Napoli a lezione di cucina”, per esempio, prevede 3 giorni alla scoperta della città e una speciale “Pizza Class” per scoprire tutti i segreti dei maestri pizzaioli, dalla materia prima fino all’impasto e alla cottura.

I partecipanti lavoreranno la farina con l’acqua per ottenerne un impasto della giusta consistenza. Si passerà a “stendere” l’impasto sul bancone del pizzaiolo per realizzare la tipica forma rotonda e poi farcirla con pomodoro, mozzarella di bufala campana, basilico e olio d’oliva. A seguire il passaggio nel forno tradizionale napoletano a legna.

La pizza viola della pizzeria Berberè di Bologna

A Bologna la pizza di Matteo Aloe è viola

Calabrese di nascita ma bolognese d’adozione, Matteo Aloe nel 2010 apre col fratello la pizzeria Berberè a Castelmaggiore, appena fuori Bologna.

Grazie alla passione di Matteo per la cucina, coltivata fin da piccolo e approfondita con varie esperienze tra cui uno stage al Noma di Copenaghen, nella loro pizzeria viene messo a punto un impasto leggero e contornato da guarnizioni originali, con materie prime selezionate.

Questa la formula del successo del progetto Berberè, che oggi vanta 12 pizzerie in Italia, 1 a Londra e 150 dipendenti. Ultima novità di Matteo è la pizza viola. L’insolito colore deriva dalla crema di barbabietola che viene stesa sulla pizza. A bilanciare il sapore terroso della barbabietola i porri stufati, la feta sbriciolata, le olive e un giro di olio di oliva a crudo.

Pizza e prosecco con Delivery Valley di Milano

Con Delivery Valley a Milano la pizza sposa le bollicine

Alida Gotta e Maurizio Rosazza Prin, rispettivamente medaglia d’argento alla quinta e alla seconda edizione di MasterChef, hanno dato vita a Delivery Valley una realtà che in meno di 6 mesi ha effettuato oltre 20mila ordini.

Prima vera e propria dark kitchen italiana, propone cinque tipologie di ristoranti virtuali tra cui scegliere e cinque marchi, riuniti sotto un’unica grande famiglia. Ci sono gli hamburger di Giga Burger, il pollo di Gira Gira Arrosto, le costine in salsa barbecue di Giga Ribs, il fritto misto di Fritt Fighter e la pizza al padellino di Lievito Mother F****r.

Ed è proprio la pizzeria a proporre una combo inaspettata. Tre le pizze limited edition realizzate con ingredienti stagionali, sono state abbinate alle bollicine del Valdobbiadene Prosecco Superiore DOCG Brut Santa Margherita.

La scelta va dalla La (Santa) Margherita realizzata con salsa di pomodoro, mozzarella fior di latte, pomodorini gialli, pomodorini rossi confit, polvere di pomodori secchi, olio al basilico. La Speak Easy con base mozzarella, Asiago Dop, Speck Dopg a listarelle, crema di funghi champignon, foglia di spinaci e polvere di bretzel sbriciolato con aneto e la Kiss Me Alice con base mozzarella, bagnacauda di porri, zucca e topinambur al forno, radicchio e filangè di peperoni.

La felicità è racchiusa in uno spicchio

La pizza è un alimento che può dirsi completo dal punto di vista nutrizionale, afferma una nota di Top Doctors, l’azienda specializzata in servizi tecnologici per la sanità privata, in quanto contiene carboidrati (la base della pizza) proteine (fornite per esempio dalla mozzarella) e lipidi (olio extra vergine). Un ruolo cruciale è giocato dai carboidrati che, sono “macronutrienti importanti per fornire una quota di sostanze in grado di attivare nell’organismo una serie di meccanismi che inducono un senso di benessere. In particolare, la presenza di triptofano nell’impasto della pizza, può svolgere un ruolo chiave nell’incrementare i livelli di serotonina, migliorando quindi il tono dell’umore. Inoltre, il mix di nutrienti che la compongono, come i carboidrati complessi e le vitamine del gruppo B, oltre a regalare energia influenzano infatti la produzione dei neurotrasmettitori legati al benessere, regalando una sensazione di positività diffusa.

Benessere a tavola, la pizza fra i cibi che fanno bene

Sì a pizza, fritti e cioccolato. La dottoressa Chiara Manzi, nutrizionista italiana e docente universitaria, massima esperta in Europa di Culinary Nutrition, nel suo “Cucina Evolution. In forma senza dieta”, spiega come abbinare e cucinare i cibi, per non rinunciare a nulla, essere sani e restare o tornare in forma. Il “segreto” è aggiungere all’impasto della pizza l’inulina a catena lunga, una fibra solubile non digeribile che potenzia la microflora e non altera il sapore. Il piatto risulterà ricco di fibre, gustoso e con un minor impatto glicemico.

Alessandra Iannello

Con le radici a Milano, sua città natale, ma con la testa e il cuore sempre in viaggio. Ha unito le sue passioni, il cibo e il viaggio, e ne ha fatto la sua professione. Scrive da sempre di enogastroturismo per quotidiani e periodici, cura la trasmissione radiofonica "The way of life - Stili di vita" ed è una delle fondatrici del canale YouTube "L'assaggiatore in viaggio".

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