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26 Settembre, 2020

Storia di un Baglio, autentica ospitalità siciliana

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Vi sono luoghi che se si nutrono delle persone, acquistano un’anima speciale, vestendosi di una bellezza che va oltre le cose di cui sono fatti. Quest’anima la sanno trasmettere anche a chi li vive per poco tempo. Qualcosa di simile è possibile sperimentarla al Baglio Occhipinti, un relais di charme nato dal restauro di un antico palmento del’600.

Siamo nel territorio del Cerasuolo di Vittoria, unica DOCG della Sicilia, a pochi km da Vittoria. Tra vigneti e alberi d’ulivi sorge il baglio, anche se a fare da cornice a questo luogo è innanzitutto l’accoglienza della padron di casa, Fausta Occhipinti. Una giovane molto risoluta, cresciuta tra cantieri con il padre architetto da cui ha imparato il valore dell’uso corretto della materia strutturale. Le esperienze di famiglia, il dottorato di ricerca in Architettura del paesaggio e una collaborazione con Gilles Clement alle spalle, ora finalmente uno studio di architettura indipendente con sede proprio al Baglio Occhipinti.

Fausta Occhipinti

Baglio Occhipinti, una storia di vini

La storia di questo splendido caseggiato è legata alla produzione del vino e testimoni ne sono le fosse calcaree a cielo aperto utilizzate originariamente per la raccolta dei mosti. In tempi più recenti, è qui che sono nate le prime bottiglie della sorella, Arianna Occhipinti. In seguito, la cantina fu spostata a qualche km di distanza, mentre Fausta decise di trasformare questo posto (in cui ormai aveva deciso di vivere) in qualcosa di speciale.

Poiché avevo sempre desiderato una casa in cui poter accogliere personalità internazionali, culture diverse e altre prospettive del mondo – racconta Fausta Occhipinti – ho aperto le porte del baglio agli ospiti: ero certa che sarebbe stata una grande opportunità di crescita, personale e lavorativa. Abbiamo iniziato con due sole camere, era il 2014! Ero entusiasta della soddisfazione che mi dava il poter accogliere degli ospiti, qui al Baglio, come fosse casa mia.

Ogni camera ha una propria storia – continua Fausta – le ho curate personalmente in ogni dettaglio. Tutte hanno una dedica intrinseca che spazia dalla femminilità alle botaniche mediterranee, passando dalle maioliche agli stupendi Monti Iblei. Fondamentale è stata la ristrutturazione, mirata a valorizzare l’antichità del borgo piuttosto che a snaturarne l’essenza con modernizzazioni eccessive”.

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Lo staff e l’accoglienza

Anima del progetto di Fausta sono le persone che l’affiancano. Le colazioni sono servite da mamme siciliane, persone di gran cuore e animo gentile, mentre l’orto, l’uliveto ed il frutteto sono seguiti da un vero agricoltore con la scorcia. Ad occuparsi della cucina sono cuochi di grande esperienza che riescono a valorizzare al massimo i prodotti del baglio. “Capita spesso – ci dice Fausta- di incontrarli tra i filari dell’orto con cesti pieni di verdure a discutere con l’agricoltore riguardo colture e territorio”. Ed è con tutti loro che gli ospiti possono parlare ogni giorno, ascoltando storie ed arricchendosi della cultura del territorio. Fuori da qui oltre che rilassati si sentono arricchiti di esperienze e conoscenze.

Esperienze in cucina con gli ospiti

Aperitivi e cene, momento per raccontarsi

Un posto speciale ha comunque qui il mondo del vino, un mondo fatto di territori e culture centenarie, di produttori e vignaioli che condividono il concetto di sartorialità. È per questo che sia negli aperitivi in vigneto che durante il pranzo o le cene, è possibile attingere ad una carta dei vini creata selezionando vini etici e naturali, che spazia da nicchie a produttori di culto. “Grazie a questo il momento del servizio del vino diventa un’occasione per raccontare dei progetti di agricoltura alternativa -aggiunge ancora la titolare –. Questo è il lavoro del nostro sommelier che coinvolge gli ospiti con racconti e aneddoti, e con un calice di vino riesce a trasportare chiunque in un paesaggio di vigne e ulivi, aprendoti a nuovi territori. E in fondo ciò è anche il lavoro della nostra famiglia”.

Wine Table, a tavola con il produttore

Intanto in questo mese di settembre prenderà il via il Wine Table, un progetto di networking tra sommelier, amanti del vino, giovani talenti, produttori e locali appassionati di cibo e vino. “Un’esperienza conviviale in campagna, tra le vigne e gli ulivi, in un’unica lunga tavolata con un produttore vinicolo con cui si condividerà la cena e si degusteranno i vini dello stesso in accompagnamento ad un menu studiato appositamente, sempre con i prodotti della nostra azienda agricola”.

Gianna Bozzali

Siciliana, originaria di Vittoria. Una laurea in Scienze e Tecnologie Alimentari e tante esperienze maturate nel mondo della comunicazione enogastronomica, sia in Tv sia grazie alla collaborazione con testate giornalistiche di settore. Giornalista e critico gastronomico, amo narrare le storie più semplici ma al tempo stesso le più vere ed emozionanti, come quelle dei casari, dei contadini e dei pescatori perché anche il più piccolo produttore ha un racconto di vita che merita di essere “ascoltato”.

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