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Tra vini e bontà toscane nella Tenuta di Artimino

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La sensazione di essere una principessa non svanisce mai, il calore e l’accoglienza sono padroni di casa, ma anche i colori dell’autunno che sa ancora di sole. Un week end in Toscana alla Tenuta di Artimino può essere l’occasione di trovare un po’ di pace e sapore della tradizione, o farsi qualche coccola e trovare tempo per sé, ma anche inforcare una bici o andare alla ricerca della storia.


Dove siamo

La provincia è quella di Prato che spesso viene ritenuta cugina minore delle altre città toscane, eppure, malgrado qui bastino 20 chilometri per girare tra le strade dell’incantevole Firenze, non mancano spunti per visitare il Duomo di Prato con i suoi marmi bianchi e verdi o il Palazzo Pretoria con la Fontana del Bacchino, il castello dell’imperatore Federico di Svevia o il museo del Tessuto, o assaporare il gusto del passato nei piccoli borghi sparsi qua e là nel verde.


Tenuta di Artimino

Antico insediamento etrusco, borgo medievale, e tenuta di caccia dei Medici, nel 1989 fu acquistata dal noto ciclista degli anni ’30 Giuseppe Olmo e la sua famiglia ancora oggi la gestisce. L’ospitalità è diffusa con un hotel 4 stelle, appartamenti, spa e vigneti e perdita d’occhio. La cantina della Tenuta produce in maniera sostenibile ottimi vini tra cui Carmignano e Chianti DOCG.

Da vedere

La villa Medicea e Patrimonio Unesco La Ferdinanda fu costruita nel 1596 per Ferdinando I dé Medici, ed è conosciuta anche come la Villa dei Cento Camini, un vezzo architettonico di Buontalenti, ma anche una necessità per scaldare l’enorme edificio che ha sei saloni e 23 sale. Nella loggia e nella chiesetta sono conservati affreschi del Passignano e di Bernardino Pocetti. Il museo archeologico Artimino mostra i reperti del territorio dell’antico insediamento etrusco e fa da completamento alla visita del parco archeologico di Carmignano. Tra i reperti esposti i tre incredibili incensieri di bucchero datati VII secolo a.C..

In bicicletta

Dici Toscana e dici bicicletta, sono davvero tanti i percorsi in queste zone che si possono pedalare e per gli ospiti che amano il cicloturismo tra vitigni e oliveti, c’è da divertirsi. La Tenuta di Artimino fa parte del circuito Luxury Bike Hotels e propone differenti itinerari, da affrontare sia con la bici muscolare che con quella a pedalata assistita. E se non avete portato con voi la bicicletta potete noleggiarla qui gratuitamente.

Letto questo?  Autunno tra bicicletta ed emozioni con Luxury Bike Hotels

Cosa provare

Le proposte sono davvero molte e vanno dai corsi di cucina della chef Michela Bottasso, io ho provato quello per fare i cantucci di cui più avanti vi lascio la ricetta da riprodurre a casa. Nella tenuta ci sono oltre 17.000 piante di olivo dal quale si produce un ottimo olio extra vergine di oliva, e nel periodo di ottobre e novembre è anche possibile partecipare alla raccolta delle olive. Bella l’esperienza del chic nic, che nei mesi invernali diventa winter chic nic, ovvero pic-nic glamour fra i vigneti in compagnia del sommelier della Tenuta, con uno sfizioso cestino ricco di proposte gourmet.

Wine experience e non solo

Qui ci sono 732 ettari di cui 80 vitati, 2.500 mq di cantina, 2 Docg Carmignano e Chianti, 5 Doc Barco Reale, Barco Reale Rosato, Vin Santo di Carmignano, Vin Santo Occhio di Pernice e Vin Santo del Chianti. Ogni vino racconta una storia, come il Vin Ruspo, in memoria della tradizione, o il Ser Biagio uomo fidato della corte di Ferdinando o il Vin Santo di Carmignano Occhio di Pernice, una piccolissima produzione di nettare ambrato. E accanto alla produzione vinicola ci sono anche varie wine experience, come quelle nella spa dove la wine therapy utilizza le proprietà “detox” del vino per combattere i segni del tempo. E per deliziare il palato ed accompagnare il buon vino il ristorante gourmet Biagio Pignatta è luogo delle tradizioni e dei sapori locali oltre a quelli della tradizione culinaria medicea, come l’Anatra all’Arancia.

La ricetta dei Cantucci o biscotti di Prato

In una terrina mescolare assieme 350 gr di farina, 100 gr di farina di mandorle, 5 gr di lievito, 200 gr di mandorle intere, 1 bustina di vanillina, scorza di arancio e limone grattugiata; lavorare assieme 50 gr di burro morbido, 200 gr di zucchero, miele qb, Vin Santo qb, quindi aggiungere 2 uova intere. Lavorare il tutto in modo da ottenere un impasto compatto, lasciare riposare per mezz’ora e poi stenderlo in rotoli da sistemare su placche da forno e spennellati con il rosso dell’uovo. Cuocere per 30 minuti a 160 gradi, una volta sfornati tagliateli a forma di “cantuccio”.

Marzia Dal Piai

Pur non essendo una grande cuoca amo mangiare bene e sono curiosa. Sicuramente i dolci sono le cose che riesco a fare meglio, sono davvero golosa! Giornalista professionista sono passata dal raccontare la cronaca per quotidiani e televisioni, ad occuparmi di sport e turismo mie grandi passioni da sempre. L'ho fatto come cronista e anche come ufficio stampa. Il buon cibo e lo sport, fatto con amore, riempiono la vita mia e della mia famiglia. Mi piace conoscere, viaggiare e incontrare persone nuove.

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