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Turismo luxury, un nuovo paradigma per le tendenze del futuro

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E’ la domanda delle domande che gli operatori del settore si sentono ripetere, quasi un ritornello: “Quali saranno le caratteristiche del turismo di lusso nel 2021?” 

Con gran parte delle Regioni in zona bianca, la ripartenza si porta grandi speranze e la voglia di mettersi alla spalle ben quattordici mesi difficili, a volte duri, per via di un lockdown che ha messo in ginocchio soprattutto il mondo del turismo, dai musei all’hospitality. Già l’estate scorsa la mini-ripartenza – ancora senza vaccino – fu dettata dall’onda emotiva del “rimettersi in discussione”, un reinventarsi pieno di insicurezze subito trasformate in un infinito stillicidio di stop and go. Serviva una safety car per regolare l’incertezza e lo sconforto: il vaccino. La campagna in atto, e non ancora conclusa, sarà però sufficiente a far ripartire anche il settore luxury, quello dei relais de charme italiani tanto ricercati dal mercato estero?

Ne parliamo con un nostro compagno di viaggio, Vito Spalluto, Hotel General Manager presso L’Andana – Tenuta La Badiola.

Vito Spalluto, hotel general manager

Un nemico invisibile ha paralizzato il settore dell’hotellerie…

E’ così. Nel 2020 abbiamo affrontato per la prima volta il lockdown, la prima e, in seguito, la seconda ondata di quello che è stato definito da più parti il “nemico invisibile”, quello che abbiamo notato è che nonostante le poche certezze e i nuovi protocolli, molti hotel e resort sono riusciti a reinventarsi, puntando sugli spazi all’aperto e la vicinanza alla natura, offendo così agli ospiti la possibilità di  vivere i soggiorni all’insegna della tanto desiderata “normalità” e del contatto sia con la natura che con gli altri in maniera sicura e serena.

Il vaccino però dovrebbe consentire una ripartenza in sicurezza…

Si, certo. Credo che sebbene la campagna vaccinale costituisca uno spiraglio positivo di miglioramento, il protrarsi dell’emergenza sanitaria impone un ripensamento e un’evoluzione degli elementi fondamentali da tenere in considerazione per costruire la rinascita dell’offerta turistica nel 2021.

Quindi come procedere per un nuovo rinascimento del turismo?

Oltre a quanto fatto e proposto nel 2020, credo che da quest’anno, e lo sarà sempre più, non sia sufficiente essere all’interno di una destinazione turistica – cosa importantissima fino al 2019 e che garantiva in maniera naturale grandi flussi di turisti – ma ogni struttura dovrà ragionare in modo di diventare essa stessa la destinazione, offrendo un ventaglio di esperienze e servizi che rendano la vacanza un qualcosa di attivo, in cui il territorio si muove attorno all’ospite e lo rende parte integrante di esso. In poche parole l’Ospite non è più uno spettatore del luogo, ma parte attiva sia del territorio che dei suoi usi e costumi.

Vivere in simbiosi con il territorio, quindi. Mi spieghi meglio.

Ritengo fondamentale la costruzione di un paradigma che tenga conto non soltanto degli spazi, ma anche della loro effettiva fruizione da parte degli ospiti. Risulta essenziale, dunque, a mio avviso, la sinergia tra due elementi che, se a prima vista possono sembrare distanti, in un’ottica progettuale e di sviluppo risultano invece complementari: le soluzioni digitali customer-oriented e l’empatia di un team altamente qualificato.

L’uso dei mezzi tecnologici, dunque, per aiutare e orientare le scelte?

La tecnologia digitale svolge un ruolo essenziale nelle nostre vite e, oggi più che mai, costituisce uno dei principali strumenti a disposizione degli operatori turistici per aprire le porte delle proprie strutture e rendere possibile agli utenti, sin dalle prime fasi di valutazione e ancora prima della prenotazione, non soltanto il classico tour virtuale, ma un’esperienza digitale immersiva.

Non si rischia un rapporto impersonale?

No, mi spiego meglio. Quanto dicevo invece permette la creazione di un “contatto” con una persona fisica qualificata e attenta a comprendere le personali necessità, le esigenze e i desideri. Da noi a L’Andana, per esempio, abbiamo deciso di non utilizzare il classico QRcode – ormai presente ovunque – solo per mostrare ai clienti i nostri menù, ma di creare, insieme all’azienda che ci segue da anni sul mondo del Web, un APP vera e propria in cui il cliente può spaziare dai menù, alle esperienze che proponiamo, al nostro calendario eventi e soprattutto può contattare direttamente tramite whatsapp la Maggiordama che lo sta seguendo durante il soggiorno.

Insomma, un’aiuto per sgravarci dalle noiose incombenze che tolgono tempo?

La Maggiordama, è la figura a cui facevo rifermento prima e su cui già dallo scorso anno abbiamo puntato tantissimo. Una persona che di natura ha una forte empatia, ma che allo stesso tempo è altamente qualificata e segue l’ospite, in maniera diretta e personalizzata da prima del suo arrivo a dopo la sua partenza. Quest’unica figura raccoglie le competenze di Guest relation, personal concierge e DMC, l’ospite quindi potrà avere un unico interlocutore, facilmente rintracciabile, con cui organizzare, in maniera facile, veloce e dinamica, ogni aspetto del suo soggiorno. Ma soprattutto una persona che lavora per lui in maniera attiva, non solo rispondendo alle sue necessità ma conoscendolo proponendo attività adatte a lui.

Il modo di fare ospitalità di lusso deve cambiare?

Credo che la combinazione dei fattori di cui dicevo prima possa aiutare ad accelerare la ripresa del turismo di lusso e a modificare il modo di fare ospitalità avvicinandolo sempre più al concetto Italiano di accoglienza, che ci ha sempre distinto per la felicità di aprire le porte di casa nostra e mostrare a chi ci viene a trovare cosa facciamo e con quanto amore lo facciamo.

Cosa suggerisce per una ripartenza del turismo di lusso?

Credo che trovando il giusto bilanciamento tra professionalità ed empatia del nostro team e l’utilizzo delle nuove tecnologie in maniera dinamica, possiamo non solo accelerare la ripresa, ma possiamo garantire fantastiche esperienze ai nostri ospiti e dimostrare che l’Italia oltre ad essere il paese più bello del mondo è anche il paese in cui vivere le esperienze di una vita, quindi non siamo bravi solo a mostrare ciò che abbiamo, ma soprattutto a far vivere insieme ciò che viviamo.

Lei è ottimista per il futuro del turismo?

Si. E nel nostro piccolo a L’Andana ci stiamo provando ed al momento i risultati che stiamo ottenendo sono entusiasmanti, il numero di richieste e prenotazioni cresce a vista d’occhio ed ad oggi il PACE sulle prenotazione e più alto rispetto a quello che avevamo nel 2019 (quindi pre-crisi), spero il trend continui così, noi sicuramente continueremo ad operare così ed a implementare questo modo di fare ospitalità di lusso volta ad una vacanza attiva ed all’insegna del buon vivere.

Ci può anticipare le proposte de L’Andana per la nuova stagione?

L’arrivo di Luglio da il via alle nostre guest accademies, che quest’anno abbiamo decise di rendere tematiche su base mensile, quindi tutto luglio sarà dedicato al tennis con Mara Santangelo e Karel Novàcek, agosto al calcio con il nostro ospite fisso ed amico Gianluca Zambrotta a cui si aggiungerà Nicola Legrottaglie e a settembre si torna a pedalare con Claudio Chiappucci. Queste special accademies si vanno ad aggiungere al nostro bouquet di esperienze che è possibile vivere tutta la stagione qui a L’Andana: dallo sport alle visite in cantina, che si intrecciano tra di loro nei nostri pacchetti Bike&Wine; dai massaggi ai tour a cavallo, dal fitness ai speciali percorsi di trekking scoprendo posti magici come Cala Violina, e naturalmente le lezioni di cucina con il nostro chef stellato Enrico Bartolini. Queste e molte altre esperienze sono rivolte sia agli adulti che ai bambini, quindi i prossimi mesi daranno a tutta la famiglia la possibilità di  vivere la vacanza in modo attivo e dinamico!

Letto questo?  Borgo Scopeto Experience, quando il gusto incontra l’arte

Filippo Teramo

Direttore Responsabile di VdGmagazine - - Appassionato di enogastronomia, da giornalista ed esperto di marketing è impegnato a valorizzare le tante eccellenze, i territori e gli eventi del turismo sensoriale. Per la sua passione per il mondo del vino e del buon cibo si auto definisce “giornalista per passione e buongustaio per professione” sfruttando l’enogastronomia per narrare di prodotti tipici e territori identitari. Giornalista eclettico, vanta diverse collaborazioni con giornali, riviste e televisioni, e da cronista di gastronomia ama raccontare storie di persone, cibi e curiosità. Il suo sguardo "del Sud", terra che definisce “maledettamente bella”, è visibilmente innamorato di tutto ciò che descrive e che tocca le corde dei sensi.

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