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Le Vie dei Tesori, torna in Sicilia il circuito di bellezza

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Tutto pronto in Sicilia per la nuova edizione de Le Vie dei Tesori, festival di “riappropriazione della bellezza” con il più grande circuito di promozione del patrimonio culturale siciliano grazie all’apertura al pubblico dei “tesori” dell’Isola.

Le Vie dei Tesori

Si parte sabato 16 settembre e si va avanti, sempre sabato e domenica, fino all’1 ottobre: tre weekend per un nuovo festival di “riappropriazione della bellezza” che racconta l’intera Sicilia.

Dieci città in questa prima tranche (Bagheria, Messina, poi Termini ImereseCorleone, Alcamo, Enna, Caltanissetta, Trapani, Marsala e Mazara del Vallo); dal 7 al 22 ottobre altre cinque città (RagusaScicli e NotoSciacca e Carini), infine Palermo e Catania per tutto il mese di ottobre. Un progetto che si anima della narrazione collettiva, della voglia di riappropriazione dei cittadini, della partecipazione delle centinaia di giovani che ogni anno si uniscono alla squadra di organizzatori, narratori, esperti del territorio, giornalisti.

Il programma di Bagheria

La più attesa, la più bella, la più eccentrica. Aprirà le porte la settecentesca Villa Palagonia, nata per volere di don Ferdinando Gravina e Crujllas, anche se sarà il nipote, Francesco Ferdinando Gravina e Alliata, a decidere lavori, arredi e decorazioni che fecero guadagnare alla residenza l’appellativo di Villa dei Mostri, adornata com’è da animali fantastici, figure antropomorfe, dame e cavalieri, musicisti e caricature che sembrano balzare fuori dal tufo.

L’intero programma del festival – costruito in stretta collaborazione con il Comune di Bagheria e curato sul territorio da Agostino D’Amato – è molto articolato e racchiude castelletti fortificati, ville storiche, case d’artista, piccoli musei gioiello; esperienze nella natura e sortite fuori porta nel mare di Santa Flavia e Porticello. I coupon saranno validi anche per Termini Imerese, Corleone e, nel mese di ottobre, Carini e Palermo.

Dieci luoghi e altrettante esperienze da non perdere, non solo a Bagheria ma anche nei dintorni visto che si parte da quel luogo incantato che è l’Arco azzurro, e bisogna andarci anche se non si è innamorati: è stato recuperato e restituito alla comunità dopo la confisca alla mafia. Ritorna Castello San Marco, eccentrica dimora estiva dei principi di Mirto e dei conti di San Marco che vollero che l’architetto mischiasse elementi delle fortificazioni militari con altri tipici delle residenze di campagna.

Poi Palazzo Butera, gestito dal Comune, sogno pazzo (un finto castelletto di tufo di ispirazione medievale) di un nobile affranto e deluso; la dimora storica settecentesca Cirrincione-Mineo dove tre stanze – il salone delle feste, la sala da pranzo e la camera da letto padronale – sembrano uscite dal Gattopardo, ancora con gli arredi originali.

Ritorna il giardino settecentesco di Villa San Cataldo, ricco di fiori e piante di pregio, pini secolari e ampi viali, sedili e torri di vedetta, e una parte interna a cui si accede con una scala a chiocciola chiusa da anni, riportata alla luce dal Lions Club. Ritorna il piccolo e delizioso Museo del Giocattolo dove ci si perderà tra bambole in pannolenci, pupattole in biscuit, carrozzine in alpacca, ricordando il suo creatore Pietro Piraino scomparso pochi mesi fa; e il Museo dell’Acciuga ad Aspra ideato dai fratelli Balistreri.

Museo dell’Acciuga

Il Festival

La prima parte del Festival “Le Vie dei Tesori”, a settembre, schiera le prime dieci città che seguono da vicino i Borghi dei Tesori che hanno fatto da apripista. Al fianco di Bagheria, ecco infatti Enna che mette insieme un palazzo Liberty inedito e un giardino segreto nel cuore della città, prepara le visite ai conventi o il giro delle cripte con il mummiologo; Caltanissetta che visita le miniere, ritorna nel suo cimitero monumentale, scopre una delle due uniche ghigliottine siciliane e abbraccia la vicina San Cataldo. Guardano al mare Trapani, che scopre un monastero domenicano in una casa privata e si perde tra stucchi barocchi e l’organo più complesso d’Europa; poi Marsala che ritorna nelle cantine e apre imponenti torri vinarie, ma ha preparato anche percorsi e siti archeologici per appassionati; e infine Mazara che accoglie un percorso attraverso progetti e atelier di artisti che hanno scelto di vivere in questo lembo di Sicilia. Poi Alcamo che riapre i suoi castelli colmi di leggende, aggiunge un’antica cantina dello Stabilimento Florio, sale sulle cupole, ascolta cantastorie e canti gregoriani; la new entry Corleone che condurrà alla scoperta di chiese e conventi dove è palpabile la devozione antica; e inaugura tra poche ore una bellissima mostra di simulacri sei e settecenteschi della processione del Corpus Domini, dimenticata da mezzo secolo. Infine Termini Imerese dove si mostrano per la prima volta i depositi del Museo civico, e due chiese di valore inestimabile; un San Gerolamo con l’inedito “forno mistico”, la Biblioteca Liciniana con il chiostro e l’anfiteatro romano; senza contare il Grand Hotel delle Terme, il sito più visitato in Sicilia nella scorsa edizione del Festival.

Come partecipare a Le Vie dei Tesori

Per partecipare a Le Vie dei Tesori basta acquisire il coupon per l’ingresso con visita guidata sul sito istituzionale oppure negli info point allestiti durante il Festival in ogni città. Un coupon da 18 euro è valido per 10 visite, da 10 euro per 4 visite e da 3 euro è valido per un singolo ingresso. Per le passeggiate è previsto un coupon da 8 euro. Per le esperienze, i coupon sono di valore variabile. Consigliata la prenotazione on line, a chi prenoterà verrà inviata per mail una pagina con un codice QR con giorno/orario di prenotazione da mostrare all’ingresso dei luoghi sul proprio smartphone o stampata. In alternativa, ci si può presentare all’ingresso dei luoghi mostrando  la pagina con il codice QR ricevuta via mail al momento dell’acquisto, ma si entrerà solo se ci sono posti disponibili. I coupon non sono personali e possono essere utilizzati da più visitatori, anche simultaneamente e in posti diversi, fino a esaurimento del loro valore. Nei luoghi disponibili solo ticket da 3 euro.

Gianna Bozzali

Siciliana, originaria di Vittoria. Una laurea in Scienze e Tecnologie Alimentari e tante esperienze maturate nel mondo della comunicazione enogastronomica, sia in Tv sia grazie alla collaborazione con testate giornalistiche di settore. Giornalista e critico gastronomico, amo narrare le storie più semplici ma al tempo stesso le più vere ed emozionanti, come quelle dei casari, dei contadini e dei pescatori perché anche il più piccolo produttore ha un racconto di vita che merita di essere “ascoltato”.

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