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Sicilia, borghi che vai… sapori che trovi

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Arroccati sui monti, lontani dai rumori delle frenetiche città. Sono i Borghi, piccoli centri disegnati da vicoli e sentieri da percorrere e visitare con calma, tesori di storia, natura e tradizioni culinarie. Anche la Sicilia ne vanta numerosi. VdG magazine vi propone cinque tappe per conoscere la Sicilia più nascosta, luoghi remoti di straordinaria bellezza che forse ancora non conoscete.

Erice

Erice

Una città antica a metà strada tra storia e mito. Erice non è solo un suggestivo borgo medievale, ma è un angolo di Sicilia in cui l’arte e la cultura si intrecciano con la gastronomia e dove il mare fa da cornice a una delle zone più vocate alla viticoltura. Definita il Faro di pace del Mediterraneo, domina dalla sua altezza il golfo di Trapani regalando alla vista strabilianti tramonti sulle isole Egadi.

Le sue strade selciate, le botteghe artigianali, la Cattedrale della Matrice ed il Castello sorto sul leggendario tempio di Venere le conferiscono un’atmosfera d’altri tempi.

La forza di questo territorio è data soprattutto dai vini dell’Erice DOC, ricavati da vitigni autoctoni quali Grillo, Inzolia, Catarratto e dai suoi prodotti tipici come l’Olio DOP Valli Trapanasi, i prodotti di tonnara, il sale marino. Una delizia è la pasticceria conventuale con i suoi dolcetti “di riposto”, ripieni di conserva di cedro, cesellati a mano dalle pasticcere che si tramandano la ricetta appresa dalle suore di clausura del convento San Carlo.

 

Troina

Prima capitale normanna della Sicilia, Troina, per la sua posizione geografica, fu un’importante roccaforte militare sia nel periodo greco e romano che durante le dominazioni bizantine ed arabe. Fu anche la prima sede vescovile siciliana istituita da Ruggero d’Altavilla, dopo la lunga dominazione araba.

Troina

Da visitare la Pinacoteca civica, ospitata nei suggestivi ambienti medievali della Torre Capitania, l’Antiquarium archeologico dove sono esposti alcuni reperti ritrovati nelle campagne di scavi nel territorio risalenti al Neolitico, ed ancora la Chiesa Madre e quella di San Silvestro monaco patrono della città, in cui sono sepolte le spoglie mortali del santo. È a San Silvestro che sono dedicati i riti religiosi più belli della vita cittadina che vanno da metà maggio sino alla prima settimana di giugno.

Festa di San Silvestro

Gli amanti della natura possono soffermarsi a godere dell’atmosfera magica che si respira nei boschi del Nebrodi, godendo di un’aria pulita e del silenzio. Eccellenza gastronomica di Troina è senza dubbio la “vastedda co sammucu”, una sorta di grande focaccia ripiena di salame e formaggio (tuma) arricchita dalla fragranza dei fiori di sambuco.

“vastedda co sammucu”

Palazzolo Acreide

Tremila anni di storia sono stratificati a Palazzolo Acreide, una delle città barocche più belle della Sicilia. Da qui son passati Greci, Romani, Bizantini, Arabi, Normanni, Angioini ed Aragonesi. Nella sua periferia si mantiene quasi intatto il piccolo Teatro Greco, mentre a pochi km vi sono i ddieri di Baulì, abitazioni scavate nella roccia in periodo bizantino (ddieri – dall’arabo ad diar, “casa”). Tutto intorno la Valle dell’Anapo, percorribile facilmente a piedi o in bici perché qui la lentezza è la vera bellezza. All’interno del suo cuore pulsante si può far tappa al Museo etno-antropologico Antonino Uccello oppure al Museo dei Viaggiatori che custodisce antichissime carte geografiche.

Letto questo?  Un borgo, un destino, la sua eccellenza: Moliterno e il Canestrato IGP

Museo dei Viaggiatori

Passeggiando tra i suoi vicoli ci si imbatterà nel palazzo con il balcone più lungo d’Europa e si resterà attratti dai suoi buffi mascheroni in pietra. Infine, una tappa meritano le chiese di San Paolo e San Sebastiano utilizzate come set cinematografico da Zeffirelli.

A Palazzolo Acreide ci si deve andare anche per la sua gastronomia. Essa pullula di ristoranti con un’offerta gastronomica dove ottimo è il rapporto qualità-prezzo. Il tartufo, i ravioli di ricotta e la salsiccia tradizionale Slow Food prodotta con suino nero siciliano sono imperdibili per i buongustai.

Tartufi

 

Monterosso Almo

Per chi ama la natura e la quiete il piccolo borgo di Monterosso Almo è la tappa ideale. Non molto distante dal centro cittadino vi è un’interessante area archeologica con gli ipogei di Calaforno. Nei dintorni si respira ancora un’aria agreste complici la fitta pineta intervallata da ponticelli, il fiume che scorre lento fra pioppi, platani ed i profumi di timo selvatico, da cui si ottiene il noto miele degli Iblei tanto elogiato da Virgilio. E poi ecco i mulini ad acqua utilizzati in passato per la molitura del grano.

Ed è il pane del resto una delle specialità di Monterosso. Un pane a pasta dura, fatto con grani locali e lievito madre che appena sfornato può essere condito con l’olio DOP Monti Iblei e l’origano prodotto in zona.

Origano

 

Novara di Sicilia

Incastonata nella natura più rigogliosa, Novara di Sicilia è considerata dalla Regione tra le Città d’Arte ad economia prevalentemente turistica. Un borgo con poche anime ma che offre mille attrattive, dalle passeggiate a cavallo al trekking, da quelle nei luoghi in cui sorgono i mulini ad acqua alle escursioni nella pineta Mandrazzi.

Novara di Sicilia

Tra i borghi di Sicilia, questo di impianto medievale, conserva tradizioni centenarie come la lingua gallo-italica ed il divertente gioco del Maiorchino che si svolge ogni anno a febbraio dove le forme di questo formaggio vengono fatte ruzzolare lungo le stradine in un gioco che è un misto di abilità e fortuna. Il Maiorchino può essere considerato come uno dei formaggi storici di Sicilia al centro negli ultimi anni di un’attività di ricerca promossa da AGER – AGroalimentare E Ricerca, un’associazione senza fini di lucro formata da un gruppo di Fondazioni di origine bancaria con l’obiettivo di promuovere la ricerca scientifica nell’agroalimentare italiano.

foto di Manuela Pavanello

Gianna Bozzali

Siciliana, originaria di Vittoria. Una laurea in Scienze e Tecnologie Alimentari e tante esperienze maturate nel mondo della comunicazione enogastronomica, sia in Tv sia grazie alla collaborazione con testate giornalistiche di settore. Giornalista e critico gastronomico, amo narrare le storie più semplici ma al tempo stesso le più vere ed emozionanti, come quelle dei casari, dei contadini e dei pescatori perché anche il più piccolo produttore ha un racconto di vita che merita di essere “ascoltato”.

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