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Loison: ottant’anni di buon gusto

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Dario Loison e i panettoni

C’è un ingrediente fondamentale che contraddistingue e identifica, ai cinque sensi, i prodotti Loison: l’attenzione al buono e al bello.

Al buono si dedica Dario Loison, con impasti di materie prime certificate,  lievitazioni lente di 72 ore, cotture attente e raffreddamenti pazienti.

Il bello è invece compito esclusivo della moglie Sonia Pilla, che con creatività ed eleganza concepisce, di anno in anno, un contenitore personalizzato e unico per ogni linea prodotto, che ne ha fatto, nel tempo –  specialmente per le latte – dei veri must da collezione.

Compie ottant’anni, quest’anno, la pasticceria d’autore Loison: era il 1938 quando Nonno Tranquillo avviò il primo forno a Costabissara, lungo la strada che conduce al Pasubio, poi trasformato nel 1969 in un laboratorio di arte bianca. Ma è stato nel 1992 che l’azienda condotta da Dario Loison ha virato in espansione e notorietà, assumendo una dimensione internazionale e facendo del panettone il suo core business, diventato in seguito una eccellenza gastronomica italiana riconosciuta dalla più autorevole critica gourmet.

Questo excursus familiare è raccontato, attraverso una esposizione di macchinari, oggetti d’epoca e duemila volumi fra ricettari e libelli sulla pianificazione, nel Loison Museum  e annessa Biblioteca del gusto.  Vien da dire che la Loison ha fatto del Natale il momento più bello, per sé e per gli altri.

Ha letteralmente sfornato una gamma di panettoni che vanno dal classico con canditi o senza, a quello al cioccolato; dal panettone che nell’impasto contiene un blend di vini passiti a quello al caramello salato, compresa una versione con farcitura di crema di marron glacé o mandarino tardivo di Ciculli, come pure all’amarena o ai limoni. E non è finita: il panettone Loison, per chi ama i gusti insoliti,  viene anche prodotto con fico di Calabria e Cinotto di Savona, impastato alla camomilla e perfino con pera, cannella chiodi di garofano e anice stellato in ossequio agli odori natalizi, come pure alla liquirizia e allo zafferano, albicocca e zenzero e con sciroppo di rose. Non poteva mancare, naturalmente, il pandoro in tre versioni, aromatizzato con vaniglia naturale del Madagascar cui si aggiunge la collezione pasquale di colombe e focacce dolci.

Ad avvolgere tutte queste saporite delizie, sono incarti lucidi con leggera grafica quasi filigranata, cappelliere cartonate con coulisse in raso ma soprattutto bellissime latte con dipinti acquarellati di Venezia e decorazioni floreali, tutti scelti da Sonia Design. Per il Natale 2018, ricorrenza degli 80 anni dell’azienda, è stata realizzata una speciale limited edition: una serie di latte dedicate ai grandi artisti del mondo del gioiello con un tripudio, su tutta la circonferenza della scatola e sul coperchio, di monili d’epoca: rubini, smeraldi, diamanti, zaffiri e perle. Una preziosità a tutto tondo, dentro e fuori, che arriva dritta ad attrarre i cinque sensi: la vista con bellezza del packaging, l’olfatto con le fragranze dei lievitati, il gusto con i sapori dei prodotti, il tatto per la morbidezza degli impasti, l’udito per la piacevolezza di un sonoro richiamo conviviale mentre si scarta l’involucro protettivo di un panettone che imbandisce la tavola a festa.

Germana Cabrelle

Scrivo per professione dal 1982 e collaboro regolarmente con quotidiani e riviste cartacee e online a tiratura nazionale. Mi occupo di turismo e destinazioni, architettura d’interni e life style, attualità, economia, food&wine. Giornalista professionista, in aggiunta alla mia formazione, agli inizi degli anni Duemila ho conseguito il diploma di scuola alberghiera all’Ippssar Maffioli di Castelfranco Veneto (Treviso) per trattare con cognizione e da esperta il settore della ristorazione e dell’hotellerie, che è un affascinante mondo nel mondo. Amo fotografare con colpo d’occhio e sguardo interiore. Sono stata insignita di menzione speciale “Premio Penna d’Oca 2017” indetto da Assostampa Padova e dall’Ordine del Giornalisti del Veneto. Ho ideato slogan e claim per campagne pubblicitarie e loghi per onlus di cui sono fondatore. In un impeto di ironia creativa e di passione tentacolare per il Mare Nostrum, nel 2008 ho creato il taccuino d’appunti squisitamente veneto, Moskardin, che è diventato un brand e un marchio registrato. Per coniugare sapere e sapori, calamaro e calamaio.

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